Alluvione, Regione e Aipo ricostruiscono i fatti: in poche ora argine sfondato da 15 a 80 metri

argine_secchia_rottoDi seguito quanto ha riferito stamattina l’assessore Paola Gazzolo durante la riunione del Consiglio regionale convocata per parlare dell’alluvione nella Bassa. In tre diversi capitoletti abbiamo suddiviso l’intervento nella parte più politica, postata qui, e in questa più tecnica che trovate in questo articolo.  La prima parte di questo articolo ricostruisce, dal punto di vista di Aipo, la dinamica dell’alluvione, la seconda ripercorre cosa è stato chiesto al Governo e la terza ricorda cosa ha fatto la Regione.

PRIMA PARTE
La dinamica dell’evento e gli interventi effettuati
Nelle prime ore del 19 gennaio, sull’argine destro del Secchia, tra le sezioni di Ponte Alto e Ponte Bacchello, nei pressi della frazione San Matteo, si è aperta una breccia che ha fatto defluire le acque nella pianura circostante.
Attorno alle ore 8 – secondo quanto riferito da Aipo – il personale idraulico dell’Agenzia interregionale del fiume Po, già in servizio di piena dalla serata del sabato, veniva raggiunto dalla telefonata di un tecnico del comune di Modena; il dipendente Aipo si è quindi immediatamente recato in località San Matteo tra le 8,15 e le 8,30, dove già erano presente la Polizia municipale, i Vigili del fuoco e i frontisti.
La situazione che si presentava era la seguente: la sommità arginale, per un tratto di almeno 15 metri, risultava crollata e sormontata da una lama d’acqua che aveva già allagato le aree al piede dell’argine, confinanti con un paio di aziende. L’apertura è andata progressivamente aumentando, fino a circa 80 metri, a causa della pressione della corrente del fiume. Viene immediatamente allertato il dirigente di sub-area Emilia occidentale di Aipo.
L’Aipo si è immediatamente attivata in un lavoro senza sosta che ha permesso di chiudere la falla in 48 ore, alle 6 di martedì 21 gennaio; in totale, secondo la stima redatta da Aipo in collaborazione con Arpa Simc di Parma, il volume d’acqua che ha attraversato la rotta è stato di oltre 13 milioni di metri cubi.
Ieri si sono conclusi i lavori di impermeabilizzazione dell’argine e la successiva infissione di una serie di palancole di tenuta e consolidamento per un’estensione di 60 metri: è possibile ipotizzare un impiego di più di 10 mila metri cubi di pietrame e 5 mila metri cubi di terra. Nei prossimi giorni l’intervento sarà completato con il ripristino della difesa arginale per garantirne piena efficienza.

SECONDA PARTE
Le risorse chieste al Governo
Lunedì 13 gennaio, una settimana prima dell’alluvione, nei termini stabiliti dal Ministero dell’ambiente per presentare i nuovi interventi da candidare a finanziamento già dotati di progetto preliminare, la Giunta ha approvato una delibera con cui si propone al Ministero il finanziamento di 16 milioni per opere cantierabili a breve per la sistemazione del nodo idraulico di Modena. Ad essi si aggiungono 3 milioni richiesti con un successivo atto deliberato ieri, per un totale di 19 milioni per costruire un Piano straordinario di interventi sul nodo idraulico, immediatamente cantierabili.

TERZA PARTE
Le azioni messe in campo dalla Regione
Sul posto, fin dalle prime ore dell’emergenza, si sono recati il presidente della Regione Vasco Errani, il presidente della Provincia Emilio Sabattini, il prefetto di Modena Michele Di Bari, i Vigili del fuoco, e i tecnici delle strutture competenti, in raccordo costante con i Comuni interessati dall’alluvione.
Il 20 gennaio Errani ha chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ed è stata immediatamente inviata una relazione preliminare dell’evento  al Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, prefetto Franco Gabrielli. In attesa delle decisioni del Governo il Presidente ha dichiarato lo stato di crisi regionale per la durata di 90 giorni, assicurando ai Comuni e alla Provincia la copertura di ogni spesa necessaria per affrontare l’emergenza.
Con lo stesso decreto si è provveduto all’istituzione di un Comitato istituzionale e di un Centro di coordinamento operativo. Il primo, volto ad un’efficace gestione dell’emergenza e ad un pieno coordinamento tra tutti gli enti interessati, è presieduto dal presidente Errani ed è composto dall’assessore Gazzolo, dal prefetto e dal presidente della Provincia di Modena, dal presidente dell’Unione dei Comuni del Sorbara e dai sindaci dei Comuni maggiormente colpiti; ha il compito di valutare e concordare le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza. Il Centro di coordinamento operativo opera a supporto del Comitato istituzionale; coordinato dalla Provincia di Modena, è formato da dirigenti e funzionari della Regione e dell’Agenzia regionale di Protezione civile ed è articolato in varie funzioni: tecnica, volontariato, logistica, assistenza alla popolazione, servizi essenziali e tutela dell’ambiente, servizi scolastici, assistenza sociale e comunicazione.

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