Alluvione, al via le querele e i sindaci si difendono così

FRER0020174Partono le azioni legali per i risarcimenti contro gli enti pubblici relativamente alla alluvione causata dall’esondazione del Secchia del 19 gennaio. Ecco come si difendono i sindaci.Scrive ad esempio Alberto Borghi: “LA PRETESA DI FERMARE IL MARE E LA REALTA’ DEL LIMITE UMANO
“Ti e’ arrivata la querela dal cittadino che ti incolpa di avergli mandato 13Milioni di metri cubi di acqua verso la sua casa?” …
In attesa di ricevere dai tecnici del consorzio di Burana la simulazione di cosa sarebbe successo senza l’arginello di 1mt in campagna fra Bastiglia e Sorbara e mezzo metro di file di sacchi sulla Verdeta subito dopo Bastiglia, ripenso a quelle decisioni condivise con la Protezione Civile provinciale, Burana, AIMA e AIPO, assunte la domenica pomeriggio alla notizia che l’acqua aveva gia’ raggiunto la rotonda sulla Verdeta fra Bastiglia e Sorbara.
Il Sindaco, capo della Protezione Civile locale, ha il compito di salvare il maggior numero di vite umane.
Senza conoscere nessun tipo di scenario e cosa realmente si trovava alle spalle di Bastiglia (cioe’ i 13M di metri cubi di acqua che avanzavano in centro a Bastiglia a 20 nodi circa), la mia idea era quella di evitare che l’acqua entrasse nei centri abitati, nella zona industriale e rimanesse tutta in campagna. Tutti i cittadini che vivevano in campagna fra Sorbara e Camposanto sono stati avvisati uno ad uno e ne abbiamo tenuto il registro per evitare, un domani, polemiche del tipo “io non lo sapevo”.
Percorrendo con l’auto la strada che da San Clemente entra in Bastiglia ho visto dove il Naviglio si incanala sotto la piazza, qui purtroppo abbiamo perso un cittadino di Bastiglia, non ancora ritrovato, intento ad aiutare altri in difficolta’, e dove esce nuovamente a cielo aperto, nelle vicinanze del cimitero.
L’acqua del Secchia e’ entrata nel Naviglio, e’ tracimata fuori dal Naviglio e si e’ incanalata nella vecchia ferrovia che collegava Mirandola con Modena. Un’altra parte ha invaso il centro di Bastiglia e ha raggiunto al rotonda sulla Verdeta.
Se guardiamo il nostro territorio e la sua conformazione, i suoi livelli, vediamo come l’acqua, una volta arginata dalla ferrovia, e’ andata diritto verso la Ravarino Carpi inondandola dalla Cantina Sociale di Sorbara sino alla rotonda di Bomporto. Qui avevamo chiuso i passaggi sotto la Panaria per evitare l’ingresso in Bomporto e mentre decidavamo cosa fare per evitare di allagare la zona industriale, l’acqua passava la Ravarino Carpi e inondava le imprese…
La vecchia ferrovia e il Cavo Fiumicello hanno guidato quel mare verso Gorghetto e verso via Prati Livelli allagando parte del territorio del comune di San Prospero dirigendosi poi, senza arrivare sulla via Per San Felice, verso la via Cavezzo Camposanto e inondando la casa di quel cittadino.
L’acqua che aveva invaso il Naviglio in parte era arrivata alla casa di quel cittadino e in parte era andata a riempire le casse di espansione ai prati di San Clemente, esondando dai due Cavi Minutara e Argine e allagando la campagna verso il santuario di San Clemente e la Panaria Bassa fino verso Villavara.
Con i militari facevamo sacchetti su via chiaviche per evitare che l’acqua entrasse in Bomporto da quella strada verso le campagne di Via Per Modena.
Un mio comando, condiviso sempre con il sistema di Protezione Civile, ha provato a stoppare quella parte di mare (una parte era arrivata alla Cavezzo Camposanto e un’altra fin verso la fine di Villavara ad ambo i lati della Panaria) che minacciava Bomporto provenendo da Villavara a ridosso della Via Per Modena (situazione ben nota ai Bomportesi nelle precedenti alluvioni).
300metri di strada da rimepire di sacchetti con 10 volontari + 50 uomini dell’esercito.
“SIndaco, inutile, l’acqua ci bagna gia’ i piedi e abbiamo solo iniziato a mettere i sacchi si sabbia…”
Una ruspa era pronta sul fondo Tosatti a fare un argine per bloccare l’acqua verso il centro di Bomporto…
“Sindaco, inutile, digli di scappare, l’acqua e’ troppa”… quella parte restante del secondo mare stava arrivando…
Sull’argine del Naviglio all’altezza della Cantina della Volta, ho visto l’onda dell’acqua travolgere ancora una volta la vita del nostro paese.
“Se arrivera’ quella querela, ci difenderemo in tribunale, quell’arginello non poteva fermare il mare e nessuna delle mie azioni poteva evitare di fare andare l’acqua dalle zone piu’ alte a quelle piu’ basse attraverso i canali di scolo”…
13Milioni di metri cubi di acqua non potevano essere fermati o deviati!”

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