La mia alluvione: diario di un sindaco ostaggio per 3 giorni di acqua, malfidenza, burocrazia. Ecco cosa scrive Alberto Borghi

sindaco bomporto

Dalla Protezione Civile Provinciale, verso sera, avvisano che un elevato carico d’acqua sta scendendo a valle a causa delle forti piogge in montagna. Non solo: nella mattinata di domani domenica 19 sarà attivato il pre-allarme e quindi è richiesta l’attivazione dei Centri Operativi Comunali (COC) interessati.

Domenica 19 gennaio 2014

Ore 7.00 Vengo svegliato dalla Protezione Civile Provinciale che mi chiama al telefono dicendomi che è necessario attivare subito il COC perché la situazione é molto critica e c’é tanta acqua nei fiumi, con una previsione di livelli di piena simile a quella del 2009 (noi a Bomporto quell’anno evacuammo San Rocco a Solara). Convoco subito per telefono la Giunta e i responsabili del COC affinché alle 7.30 siamo presenti in saletta al secondo piano presso ufficio tecnico al Tornacanale.
FRER0020174Ore 8.00 iniziamo a sorvegliare i livelli dei fiumi e a mandare messaggi a tutti i volontari di Protezione Civile affinché si tengano pronti eventualmente per il monitoraggio delle arginature. Oltre ai volontari di Protezione Civile avviso anche i capigruppo di maggioranza e opposizione sullo stato dei fiumi.
8.30 /9.00 la Protezione Civile provinciale ci avvisa della rottura dell’argine del Secchia a San Matteo: a questo punto i ritmi diventano frenetici, tant’è che ho completamente dimenticato l’orario delle azioni compiute…
– con la mia auto vado a svegliare i cittadini di via Nazionale a Sorbara, suonando il campanello, avvisandoli della rottura degli argini
– dopo via Nazionale andiamo verso Bastiglia per vedere cosa sta succedendo e ci bloccano all’altezza del distributore Esso a San Matteo, da quella posizione vediamo lo specchio d’acqua verso la campagna di Albareto e pensiamo che l’acqua non arriverà a Sorbara dalla parte del Canaletto verso l’argine del Secchia
– ritorniamo verso Bastiglia e diamo il cambio alla Polizia Municipale all’ingresso di Bastiglia sul Canaletto per fermare il traffico e impedire che le persone si avvicinino alla zona allagata. Da quel luogo vediamo l’auto del comune di Bastiglia che con la fonica sta avvisando la popolazione
– dopo un po’, lasciando in quel punto un assessore di Bomporto e Brunetto, mi dirigo verso via Torrazzo a Sorbara suonando campanello per campanello e avvisando i residenti di tenersi pronti perché l’acqua avrebbe potuto arrivare da quelle parti
FRER0020197– torno quindi al COC negli uffici del Tornacanale e lì vengo avvisato di una fuoriuscita d’acqua dal Panaro a Navicello, mentre nel frattempo a Sorbara la Protezione Civile informa la cittadinanza di spostarsi ai piani alti
– intanto vado a Navicello, dove la situazione si fa pesante, una grossa quantità d’acqua esce dalla recinzione della casa Zambelli e alcuni volontari iniziano a preparare sacchetti (normalmente viene sempre chiusa con sacchetti la porta di ingresso del muretto quando l’acqua sale a certe altezze e c’è pericolo che quella casa si allaghi)
– in contatto con il centro di Marzaglia della Protezione Civile informo della situazione e chiedo info sul Secchia comunicando di aver bisogno dell’invio di personale in aiuto, in quanto sono io, Sindaco, che con alcuni consiglieri di Bomporto e qualche volontario di Protezione Civile provvedo a bloccare il traffico e mandare via i curiosi (con il rischio di prendere anche degli schiaffi…)
– rimango a Navicello dove, con i piedi nell’acqua, sono informato della presenza di Errani a Marzaglia che sta valutando la situazione con la Protezione Civile e che entro breve andrà a Bastiglia per fare il punto della situazione

– non ho tempo di controllare l’orologio, ma potrebbe essere quasi mezzogiorno
– sarà passato mezzogiorno e, visto che hanno terminata la chiusura con sacchetti del recinto dei Zambelli, lascio Navicello e vado alla Messa di Bomporto per informare il parroco affinché faccia sapere alla popolazione la situazione pesante dei fiumi, (la stessa cosa succede nelle altre Messe)

FRER0020220– 12.45 arrivo a Bastiglia dove alla presenza di Errani e del Prefetto si fa il punto della situazione ma ancora non è chiaro cosa succederà e quanta acqua sta arrivando, tanto che di ritorno a Bomporto al COC continuiamo il presidio della situazione senza però dare ulteriori messaggi di allarme in quanto dalla riunione non è emersa la necessità di prevedere ulteriori misure
– 14.00 vado a casa dei miei genitori per mangiare qualcosa e vedere la mia famiglia
– 14.30 sono informato che l’acqua è entrata con forza in Bastiglia e si sta dirigendo probabilmente a Sorbara
– subito ritorno al COC e diamo comunicazione forte in tutta la frazione di Sorbara di stare ai piani alti
– convoco AIMAG e Burana subito al COC, dove individuiamo alcuni accorgimenti per provare a proteggere l’abitato di Sorbara con sacchetti di sabbia sulla Verdeta e argini di terra lato campagna, andando a verificare i livelli del terreno fra Bastiglia, Sorbara e Bomporto
– ci rechiamo con l’auto sulla Verdeta verso Bastiglia (piove a dirotto) e ci avvertono che l’acqua è già arrivata alla rotonda della zona artigianale

– torniamo al COC e proviamo a capire, assieme ad AIMAG, Burana, Carabinieri, dove quell’acqua possa dirigersi
– dalla cartografia intuiamo che può incanalarsi lungo la vecchia ferrovia e sicuramente raggiungerà la rotonda di Bomporto (27mt s.l.m. Bastiglia, 25mt s.l.m. Sorbara e 22mt s.l.m. la rotonda di Bomporto)
– chiedo come poter proteggere l’abitato di Bomporto e la zona industriale evitando di allagare entrambe le zone
– 15.07 ordinanza di salire ai piani alti di Sorbara

FRER0020249– evacuiamo tutta la via Ravarino Carpi e la via per Solara
– si individuano tre scoli con tubi del 1000 (misura in millimetri) che dalla campagna passano sotto la Panaria verso Bomporto (zona Fuoriluogo); nella zona industriale si determina il solo punto di accesso della fogna principale in via Togliatti e il cavo Fiumicello
– si individua come soluzione di chiudere i tre tubi del 1000 con terra e per la zona industriale incanalare l’acqua nella condotta fognaria e nel Fiumicello
– 19.09 ordinanza di evacuazione di Bomporto

– nel frattempo evacuiamo Bomporto creando punti di raccolta verso la palestra dove sono presenti pullman pronti a portare le persone ai centri di accoglienza di Modena Est e Mirandola
– la chiusura dei tre fori viene effettuata con sacchi perché la sabbia/terra tarda ad arrivare

– mentre si conclude questa operazione, i ragazzi di Protezione Civile e i tecnici di Burana e AIMAG presenti nella zona industriale si rendono conto dell’enorme quantità d’acqua che sta realmente arrivando e soprattutto della forte velocità di propagazione
– al telefono mi comunicano che l’acqua ha già allagato la zona industriale di fonte alla Tosteria (queste sequenze hanno tempi di 10/15 minuti e ancora non si ha idea della quantità d’acqua in uscita a San Matteo)
– dal COC si cerca di seguire l’acqua ed evitare che si propaghi oltre la Panaria verso il fiume Panaro, quindi si cerca di chiudere tutte le condotte nel tratto Bomporto Gorghetto per ostacolare il passaggio dell’acqua

Lunedì 20 gennaio 2014

– 1.12 ordinanza di evacuazione di Gorghetto, San Michele

– evacuiamo Gorghetto e San Michele, a Solara chiediamo di andare ai piani alti
– a Gorghetto sbarriamo l’acqua con sacchetti sulla via Padella incrocio Panaria Bassa e in questo modo salviamo Solara, anche se acqua è comunque passata dietro a Gorghetto e si dirige a San Michele dalla Provana
– evacuiamo Solara con l’esercito e la Protezione Civile
– visto che la situazione su Bomporto peggiora, il punto di accoglienza si sposta a San Michele
– nel frattempo il COC dal Tornacanale si sposta a Ravarino per la funzione di assistenza alla popolazione e il trasferimento del centralino, in biblioteca a Bomporto la parte tecnica del COC

FRER0020181– a Bomporto interveniamo con sacchetti su via Chiaviche per impedire che l’acqua, che scorre a livelli impressionanti, invada la Panaria e si immetta nelle campagne di Bomporto
– siamo avvisati della tracimazione dell’acqua su via Panaria dai Prati di San Clemente verso Villavara
– l’acqua inizia a salire sul ciglio stradale della via per Modena e in quel momento, finito l’intervento su via Chiaviche, iniziamo a fare sacchetti sulla via per Modena al fine di proteggere l’abitato di Bomporto (se l’acqua oltrepassa in modo importante via per Modena, arriverà in piazza)
– dopo 30 minuti l’acqua raggiunge il livello stradale e l’esercito assieme ai volontari indietreggia verso il COC
– con la centrale operativa di Marzaglia individuiamo una zona fra il centro di Bomporto e via per Modena utile per erigere un argine e salvare il centro del paese
– 4.30 circa

– prima che riusciamo aintervenire, ci contattano i volontari dicendo che stanno venendo via perché l’acqua ha una velocità tale da non consentire nessun intervento
– 6.15 l’acqua sta entrando da Villavara su via per Modena.

Su mia indicazione, condivisa con il sistema di Protezione Civile, si prova a fermare una parte di quel mare d’acqua (una parte è già arrivata alla Cavezzo Camposanto e un’altra fin verso la fine di Villavara ad ambo i lati della Panaria) che minaccia Bomporto provenendo da Villavara a ridosso della Via Per Modena (situazione ben nota ai Bomportesi nelle precedenti alluvioni), avendo a disposizione 10 volontari e 50 uomini dell’esercito per riempire con sacchetti 300 metri di strada “Sindaco, inutile, l’acqua ci bagna già i piedi e abbiamo solo iniziato a mettere i sacchi si sabbia… ”
Una ruspa è pronta sul fondo Tosatti a fare un argine per bloccare l’acqua verso il centro di Bomporto…
“Sindaco, inutile, digli di scappare, l’acqua e’ troppa”… quella parte restante del secondo mare sta arrivando…

– 10.15 sta arrivando acqua in piazza Roma

– alla mattina l’acqua invade il centro di Bomporto e ancora c’è gente che gironzola per le strade (a 10 minuti dall’allagamento) nonostante i tanti solleciti ad evacuare iniziati la sera precedente.

Cosa rimane in noi dopo?

Nessuno sapeva dove e come andava l’acqua e quanta acqua c’era… nessuna simulazione ci e’ arrivata per capirlo.

Si e’ operato con decisioni condivise con tutti i responsabili del COC, Protezione Civile provinciale, Burana, AIMAG eAIPO e in un susseguirsi temporale pazzesco ma necessario, avendo la netta sensazione di cercare di fermare una montagna d’acqua con un secchio.

Si è calcolato che l’alluvione abbia allagato diecimila ettari di territorio, sia agricolo che urbanizzato, e siano usciti 13 milioni di metri cubi di acqua che avanzavano in centro a Bastiglia a 20 nodi (37 km/h).

FRER0020154Sull’argine del Naviglio all’altezza della Cantina della Volta, ho visto l’onda dell’acqua travolgere ancora una volta la vita del nostro paese.
Senza conoscere nessun tipo di scenario e cosa realmente stava succedendo (cioè i 13M di metri cubi di acqua che avanzavano incentro a Bastiglia a 20 nodi circa), ho lavorato per poter evitare che l’acqua entrasse nei centri abitati, nella zona industriale e rimanesse tutta in campagna.

L’acqua non si ferma né si direziona: per fermarla si sono costruite le dighe, per direzionarla si sono costruiti argini sempre più alti nei fiumi, con i nostri strumenti si può tutt’al più cercare di difendere qualche luogo e quando questo riesce, è un successo di cui tutti dovremmo essere contenti.

Tutti i cittadini che vivevano in campagna fra Sorbara e Camposanto sono stati avvisati uno ad uno e ne abbiamo tenuto il registro per evitare, successivamente, polemiche del tipo”io non lo sapevo”.
TROPPA ACQUA E TROPPO VELOCE per essereanche solo domata! Abbiamo avuto LA PRETESA DI FERMARE IL MARE.

FRUSTRAZIONE per non essere riusciti a fare di più.

IMPOTENZA di fronte a fenomeni naturali che l’uomo nonriesce a dominare, perché hanno una forza che sovrasta quella umana, perché siscatenano quando l’uomo non rispetta la natura e le sue leggi

RABBIA, MIA per quello che doveva essere fatto per prevenireil disastro e non è stato fatto, necessità sollecitate che non si sono volute ascoltare.

FRER0020370RABBIA, DEI CITTADINI per i danni che hanno subito, peravere perso le loro cose, per la paura vissuta, per la domanda che è  rimasta dentro: ma quando potremo staretranquilli?

FATALITA’: dopo il terremoto, l’alluvione e…..?

DETERMINAZIONE di esserci a parlare a nome della comunità, arappresentarla per riuscire a fare emettere i provvedimenti e i finanziamentinecessari a rimborsare i danni, ma anche a ripartire, a far sì che il paeseabbia nuova vita

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