L’ordine del giorno delle polemiche in casa Ucman

ucmanRiportiamo per intero il testo dell’ordine del giorno sulla no tax area presentato l’altro giorno da Alessandro Ascari (FI) durante il consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord. Il testo è stato respinto e la riunione è stata molto agitata. 

Alla Presidenza del consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord

 

Al Consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord

 

Regione Emilia-Romagna

 

Proposta di Ordine del giorno

in relazione alle misure straordinarie da assumersi

in conseguenza i danni causati dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012e dall’alluvione del 19 gennaio 2014

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE

COMUNI MODENESI AREA NORD

Premesso che

– le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, in data 20 e 29 maggio 2012, sono state colpite da eventi sismici che hanno causato numerosi danni al patrimonio edilizio pubblico e privato con ingenti danni all’economia locale;

– la regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena in data 19 gennaio 2014 è stata colpita nella prima mattinata dall’alluvione causata dalla rottura dell’argine del fiume Secchia all’altezza della frazione San Matteo (Modena) provocando allagamenti nei Comuni di Modena, Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Medolla;

– i Comuni di San Prospero, Camposanto, San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Medolla sono parte dell’Unione Comuni Modenesi dell’Area Nord;

– i territori colpiti dalle due calamità naturali verificatesi in meno di due anni sono in gran parte coincidenti;

 

Considerato che

– tali fenomeni hanno provocato inagibilità di diversi immobili pubblici e privati, con gravi danneggiamenti a strutture ed infrastrutture; ed è intervenuta la presa d’atto che tale situazione di emergenza, per intensità ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari;

– secondo le stime economiche più autorevoli ed ufficiali, i danni al sistema economico nel suo complesso, potrebbero superare le decine di miliardi di euro e da più parti dai comparti economico e sociale si richiedono interventi in tempi brevissimi, considerato che l’area colpita prima dal sisma e ora dall’alluvione, sulla base delle stime sul Pil del territorio, garantisce complessivamente un gettito fiscale stimabile in almeno 6-7 miliardi di euro all’anno;

–  è necessario garantire concrete possibilità di rilancio dell’economia dei territori colpiti, attraverso provvedimenti, maggiormente incisivi, ulteriori stanziamenti finanziari, proroghe, sgravi fiscali, sostegno al reddito per lavoratori dipendenti, oltre che l’istituzione di una ‘no tax area’;

– che oltre a case e aziende, milioni e milioni di metri cubi d’acqua e fango hanno invaso e mandato sott’acqua campi, frutteti, coltivazioni di verdura, fabbricati, allevamenti, trattori agricoli e attrezzature;

– che l’esondazione del Secchia ha colpito la culla del Lambrusco di Sorbara DOC, delle Pere dell’Emilia Romagna IGP, del formaggio Parmigiano-Reggiano DOP, dell’Aceto Tradizionale di Modena, ed è quindi una delle zone dove si ottengono le produzioni di maggior pregio dell’agricoltura locale e regionale;

– che da un primo monitoraggio si stima che sono oltre 2.000 ettari le coltivazioni sommerse con grano e altri cereali danneggiati irreparabilmente.

 

Ritenuto che

– i comuni fanno parte dell’area del cratere del sisma del 20 e 29 maggio 2012 e ora dell’area alluvionata dalla rottura dell’argine del fiume secchia in data 19 Gennaio 2014;

– il commercio, l’industria e l’agricoltura, fortemente colpiti dall’evento sismico, del quale patiscono ancora le dure conseguenze, sono stati affondati da questa nuova calamità;

– senza un forte sostegno da parte dello Stato, alla luce di quanto accaduto, la ripresa della vitalità economica del paese pare impossibile;

 

Ritenuto inoltre che

– la possibilità di istituire una ‘no tax area’, richiesta da più parti,  è contemplata dalla normative europea[1] e la “no tax area” nei territori colpiti dal sisma e dall’alluvione sarebbe certamente un ottimo strumento per le aziende già presenti sul territorio, che così avranno una maggiore liquidità da reinvestire sul territorio e far fronte alle gravi difficoltà cui sono andate incontro a seguito del sisma e dell’alluvione[2];

– l’istituzione della ‘no tax area’, per un periodo di almeno 10 anni, stimolerebbe inoltre le numerose imprese multinazionali che hanno investito in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto a mantenere in loco la produzione;

– la proposta di una ‘no tax area’ era già stata avanzata alla Commissione di Bruxelles da alcuni eurodeputati[3] in base all’art. 107 del Trattato Europeo che giudica compatibili con il mercato interno gli aiuti per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, e non c’è dubbio che si tratti di casi perfettamente compatibili con quelli delle zone sia terremotate sia alluvionate;

– la Direzione Generale della Commissione Europea[4] aveva già rilasciato un parere preliminare secondo il quale la fattibilità dell’operazione “zona franca” per le aree terremotate ed alluvionate dipende dalle modalità di presentazione della domanda, a carico dell’autorità regionale;

Per tutti le motivazioni di cui sopra:

 

Si impegna il Presidente del consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord e il Consiglio

 

ad attivarsi presso il Presidente della Regione, quale Commissario delegato per gli interventi per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi sismici il 20 e 29 maggio 2012 e successivamente colpiti dall’alluvione del 19 gennaio 2014 (per il quale ancora non è stato dichiarato lo stato di calamità naturale), e presso il Governo Letta, affinché siano adottati con urgenza provvedimenti per:

 

– richiedere l’istituzione di una ‘no tax area’ per i comuni della provincia di Modena colpiti dagli eventi sismici il 20 e 29 maggio 2012 (rif. Art. 1 del D.L. 06/06/2012 n.74 convertito in Legge con modificazioni nella Legge 07/08/2012 n.134) e dall’alluvione del 19 gennaio 2014 .

 

 

San Prospero, lì 27/01/2014

 

Il consigliere

 

ASCARI ALESSANDRO

 


1 il Trattato che istituisce la Comunità Europea, all’articolo 87 (ex articolo 92), prevede esplicitamente, al comma 2, lettera b), la possibilità di concedere “aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali” . Al comma 3 del medesimo articolo sono inoltre ritenuti compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, quale sicuramente è stato il sisma  che ha colpito l’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

 

[2] In Italia sono già presenti zone franche: Livigno, Campione d’Italia, Valle d’Aosta e Gorizia, disciplinate dall’art. 2 del TU delle leggi doganali (D.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43 Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale). A livello europeo la materia è disciplinata dalla direttiva 75/69/CE e dai regolamenti CE n. 88/2504 e 93/2454

 

[3] Interrogazione con richiesta di risposta scritta P-005880/2012, alla Commissione, su Articolo 117 del regolamento, presentata da Lorenzo Fontana (EFD).

 

[4] Risposta P-005880/2012 (data 11.07.2012) del Commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia, a nome della Commissione in cui evidenzia la possibilità di concedere aiuti e agevolazioni.

 

 

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