Finale, inaugurato il Maf con la sua bellissima biblioteca

taglio del nastro 1Settecentosessanta metri quadrati di biblioteca e quasi due chilometri lineari di
archivio storico. È soprattutto in queste cifre la grande novità del MAF, MultiArea
Finalese, che il 30 marzo verrà inaugurato ufficialmente e che comprende – già
operativi – gli uffici comunali destinati al sociale, alla cultura e alla scuola, oltre alla nuova
sala consiliare, utilizzabile anche come sala polivalente per convegni e altri eventi.
Spazi e metrature che nella precedente collocazione in piazza Garibaldi, resa inutilizzabile
ormai più di 20 mesi fa dal terremoto, non era possibile avere a disposizione.
Riparte dunque da qui, dal nuovissimo viale della Rinascita e dall’altrettanto nuovo MAF, il
lavoro della Biblioteca Comunale di Finale Emilia. Un lavoro che, a dire il vero, non si era
mai interrotto, perché grazie all’attività del Bibliobus, che ha attraversato per mesi tutta
l’Area Nord, la biblioteca ha continuato a svolgere le sue attività di prestito e
consultazione, seppur con molte limitazioni indotte dalla situazione circostante.

fresu spazio bambini 1Paolo Fresu, il celebre musicista, nell’occasione ha suonato l’inno d’Italia.
Una biblioteca moderna e con tecnologie d’avanguardia – Nei prossimi giorni,
finalmente, si riapriranno alla città i nuovi spazi della cultura, luoghi finalmente adeguati,
confortevoli e accattivanti. A cominciare dalla zona d’ingresso, dove una distribuzione
amichevole degli spazi e una segnaletica di orientamento chiara e studiata, potranno
attirare l’attenzione degli utenti e mettere il pubblico dei frequentatori a proprio agio.
Perché quella di Finale Emilia, rimane sostanzialmente una biblioteca pubblica di
consultazione e prestito, dove però, soprattutto i più giovani, potranno svolgere le proprie
attività di studio e ricerca, agevolati da appositi ambienti dedicati (sia per i più piccoli dagli
otto ai 14 anni, che per i più grandi, studenti alle superiori e di livello universitario),
attrezzati con dotazioni informatiche d’avanguardia. Al piano terra, sono infatti disponibili
ben otto postazioni fisse – sei nella zona di ingresso e due negli spazi dedicati a bambini
e ragazzi (dove però fino a 14 anni si potrà navigare solo affiancati da un adulto di
riferimento) – dotate di modernissimi computer Apple. Apparecchiature caratterizzate
dalla grande facilità di utilizzo, anche da parte degli utenti meno esperti, e soprattutto che
non richiedono alcun costo accessorio legato alle licenze per l’utilizzo dei software, oltre a
evitare il fastidioso problema dei virus informatici. Sono poi disponibili per i frequentatori
della biblioteca sei tablet e sei e-book reader, utilizzabili in sede. Al primo piano, invece,
nell’area Holden, dedicata ai ragazzi delle superiori e ai giovani universitari, sono
predisposte quindici postazioni alle quali, utilizzando il proprio computer portatile, sarà
possibile collegarsi per studiare, lavorare e navigare in rete grazie alla rete wifi regionale
realizzata da Lepida.
La storia della comunità è finalmente al sicuro – Il nuovo Archivio Storico è collocato
al piano terra e raccoglierà tutti gli archivi finalesi, quello comunale e quelli aggregati
(Opere pie, Congregazioni di carità eccetera). Complessivamente l’archivio storico di
Finale “misura” quasi 2 km, 1.942 metri lineari per la precisione. Tutto il materiale verrà
ricoverato in funzionali “armadi compatti” che permettono l’ottimale conservazione dei
documenti, impediscono anche alla polvere di penetrare e consentono una notevole
riduzione delle spazio necessario all’archiviazione dei documenti. Si tratta, infatti, di
armadi che, per mezzo di apposite manopole, scorrono su binari, aprendosi per consentire
di accedere ai documenti conservati e richiudendosi ermeticamente una volta prelevati o
depositati i materiali richiesti. Nella nuova struttura di viale della Rinascita è già stato
collocato il “Fondo Antico” che parte dal 1438 (anno a cui risale la prima delibera
conservata), ma ha nella documentazione relativa agli anni ‘500, ‘600 e ‘700 il grosso
della raccolta. Su carteggi, registri, recapiti familiari e documenti vari è in corso un lavoro
di riordino e inventario da parte dell’Istituto Beni Culturali, che è ormai in fase di
conclusione e manca solo il collaudo prima della messa online degli indici. Tutto è stato
già inventariato con la piattaforma open source xDams – sviluppata interamente sul web,
ideata e realizzata per il trattamento, la gestione e la fruizione integrata di archivi storici
multimediali – e a breve verrà reso disponibile a tutti. L’Archivio Storico è fisicamente
protetto non solo da un sistema di rilevazione fumi, ma anche da un modernissimo
impianto antincendio, in grado di mettere in completa sicurezza i materiali ricoverati.
I costi della struttura – Complessivamente per la progettazione e la realizzazione del
MAF, MultiArea Finalese, sono stati spesi 3 milioni di euro, Iva compresa. A questo
importo vanno sommati i 450 mila euro, oltre all’Iva, per gli impianti di
completamento (videosorveglianza, rilevazione fumi, antincendio, impianto audio-video
per sala consiliare, insonorizzazione), gli arredi e le scaffalature della biblioteca e i
particolari armadi per la conservazione della documentazione dell’Archivio Storico che,
finalmente, riporta in un’unica sede tutti gli archivi finalesi, e non solo quello comunale, in
precedenza alloggiati in diversi luoghi.

Tutte le spese relative alla realizzazione del MAF
sono state sostenute con i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea, a parte
alcuni interventi (nell’ordine di poche decine di migliaia di euro), per i quali sono state
utilizzate risorse delle donazioni, specificatamente indirizzate alla biblioteca.

 

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