Fotogallery – San Felice inaugurata la microresidenza per anziani

È stata inaugurata questa mattina “Casainsieme”, la nuova residenza per anziani a San Felice sul Panaro, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 2012.

Al taglio del nastro erano presenti Marco Arletti, vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena, Alberto Ribolla, coordinatore del Club dei 15 di Confindustria, Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice, Paolo Negro, presidente di Asp, Michele di Bari, prefetto di Modena, e monsignor Antonio Lanfranchi, vescovo di Modena.

Ascolta il discorso del sindaco di San Felice sul Panaro, Alberto Silvestri:

“Un progetto di solidarietà fortemente voluto da Confindustria Modena, e reso possibile grazie al sostegno del Gruppo Giovani e all’impegno economico di tutte le associazioni territoriali appartenenti al Club dei 15 (le associazioni confindustriali delle province italiane a maggiore rilevanza manifatturiera), di numerose aziende e di tanti privati cittadini.  In meno di due anni si legge in una nota dell’associazione -si è passati dalla condivisione del progetto, promosso dall’Asp, (Azienda pubblica di servizi alla persona dei comuni modenesi Area Nord) alla struttura finita.

Un motivo di grande orgoglio per Confindustria Modena. «Sei mesi fa eravamo qui per la posa della prima pietra della residenza, oggi siamo qui per inaugurarla. Non è stato perso un solo giorno rispetto ai tempi che ci eravamo dati», ha dichiarato Marco Arletti, vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena. «E per questo dobbiamo dire grazie a molti. Al generoso contributo di numerose associazioni territoriali di Confindustria e in particolare di quelle che fanno parte del Club dei 15, alle numerose imprese del territorio e ai tantissimi privati che hanno voluto manifestare concretamente il loro sostegno aderendo al nostro progetto, senza dimenticare il sindaco di San Felice che si è adoperato con ogni mezzo per semplificare procedure e pratiche. E il merito va anche al bel gioco di squadra che si è creato tra il progettista, l’architetto Mauro Frate, e l’azienda costruttrice, la Pi.Ca Holding, che ha eseguito i lavoro a regola d’arte e non ha voluto far mancare il proprio sostegno diretto accollandosi i costi di tutti gli infissi».

 

Alberto Ribolla, coordinatore del Club dei 15 di Confindustria, ha puntato l’accento sul valore che l’impresa ha nella società. «L’impresa manifatturiera ha un ruolo che non è solo economico ma anche sociale e che si estrinseca facendo crescere l’economia e generando posti di lavoro. Ma oggi qui abbiamo fatto di più: abbiamo alleviato le sofferenze delle persone, cosa che ci rende molto orgogliosi. L’impegno a fare bene e la generosità verso la comunità sono valori essenziali del sistema confindustriale. Per questo abbiamo partecipato a questo progetto, perché crediamo che far bene l’impresa fa bene a tutti i cittadini, fa bene al territorio, fa bene alla società».

«È importante questo ulteriore tassello alla ricostruzione», ha ricordato Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna. «Le nostre comunità sono riuscite a stare unite e a rispondere nel modo giusto al disastro che le ha colpite due anni fa. La prima risposta, esempio di un territorio altamente produttivo qual è questa provincia, è stata far ripartire le imprese e difendere il lavoro, e subito dopo tutte le funzioni che danno senso alla società, le scuole, gli ospedali, le strutture collettive. Le imprese hanno saputo usare i danni del terremoto per ridare slancio alle loro attività puntando sull’innovazione e sugli investimenti. E anche questo progetto è un esempio, perché dà corpo a un’idea innovativa di welfare».

Per Paolo Negro, presidente di Asp, questo traguardo va oltre la semplice ricostruzione post terremoto. «Abbiamo innovato profondamente il concetto di welfare locale. Il progetto di housing sociale che stiamo realizzando, struttura dopo struttura, è ai più alti livelli europei, in termini progettuali, architettonici e sociali. Siamo stati capaci di dare una risposta ai bisogni degli anziani offrendo un contesto comunitario protetto che argina la condizione di isolamento e offre una risposta collettiva».

«Questa giornata ci consente di vedere realizzato un sogno», afferma Alberto Silvestri, sindaco di San Felice. «Questa struttura è il segno tangibile della forza di reazione di questa terra. Il terremoto ha messo in evidenza esigenze nuove alle quali bisognava rispondere in modo diverso e noi con questa struttura l’abbiamo fatto. È una soluzione che offre una risposta sociale e concreta alle persone anziane. Ma di più, questo progetto mostra che quando c’è lo spirito di collaborazione tra le varie parti (sociali, economiche e collettività) si possono attivare sinergie importanti e vincenti».

Per la realizzazione di Casainsieme a San Felice sono stati raccolti oltre 700mila euro. E la solidarietà è arrivata anche dall’Estremo Oriente: Tetsuya Kato, editore della più venduta rivista automobilistica del Giappone (“Car Graphic”), si è fatto promotore di un evento benefico in favore delle imprese e delle popolazioni terremotate, riuscendo a raccogliere una cifra considerevole.

In tempi record, appena sei mesi, sono state costruite le piccole unità abitative completamente antisismiche ed ecosostenibili.

Si tratta di sei appartamenti da 50 metri quadri, ognuno pensato per accogliere un massimo di due persone, con servizi in comune, contigui a un’area residenziale del Comune di San Felice, affiancati da un ulteriore alloggio per l’operatore che deve dare assistenza, in costante contatto con la rete dei servizi di sostegno dell’ente locale.

Questa soluzione permette alle persone anziane di rimanere in un contesto domiciliare controllato e protetto che assicura sia interventi assistenziali programmati (anche nelle 24 ore) sia di pronto intervento. Si garantisce loro una domiciliarità che rispetta il bisogno di privacy e il mantenimento dell’autonomia, migliorando la qualità di vita, prevenendo isolamento ed emarginazione e favorendo rapporti e relazioni interpersonali.

L’Asp ha in progetto di realizzare nell’Area Nord nove residenze di questo tipo, una per Comune. La prossima a essere inaugurata sarà quella di Mirandola.

Guarda anche il video con il viaggio virtuale nella nuova struttura: clicca qui

 

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