L’editoriale – Essere imprenditori nell’era della conoscenza condivisa

di Guido Zaccarelli*

 

Da tempo seguo il mondo delle organizzazioni aziendali e ogni giorno cerco di osservare il lavoro degli imprenditori che grazie alla loro capacità di innovare, creare e produrre mantengono in vita il sistema produttivo offrendo al tempo stesso garanzie importanti per gli assetti occupazionali attuali e futuri.

L’economia moderna ha cambiato il riflesso con la quale osserva il mondo del lavoro, dapprima tipicamente manuale fino a diventare nel tempo altamente tecnologico con l’intento di saziare i bisogni latenti delle persone.

L’avvento della globalizzazione ha aperto le porte a nuove economie, sempre più concettuali e tecnologiche e sempre meno manuali e operative.

Negli ultimi anni la nostra società ha subito l’azione di media e di strumenti altamente tecnologici che hanno moltiplicato le potenzialità comunicative di ogni individuo soprattutto grazie alla nascita del pianeta

Internet, dove le persone possono condividere in rete la conoscenza.

La rapidità con la quale vengono scambiate le informazioni, facilita l’accesso a nuove fonti del sapere e apre le porte a nuove sfide sociali. Le ultime possibilità comunicative hanno mostrato la fragilità della persona di fronte ad un progresso tecnico, freddo e a volte spersonalizzante, che persegue logiche utilitaristiche.

copertina_conoscenzaA questa situazione si è aggiunto il rapido contagio delle crisi finanziarie che ha svelato l’inadeguatezza dei sistemi economici nazionali e internazionali.

Questi cambiamenti avvenuti in modo deciso alla fine del millennio scorso, non hanno inciso nel valorizzare la relazione tra le persone e la loro conoscenza.

Le imprese si sono sviluppate mantenendo inalterate le strutture organizzative verticistiche di inizio novecento, che hanno un forte analogia con il mondo feudale, senza ipotizzare un radicale cambiamento nel sistema delle relazioni sociali aziendali.

La tutela della “Persona” è oggi un punto di partenza fondamentale per iniziare a tratteggiare una strada che porti alla nascita di una vera rivoluzione di pensiero perriportare l’individuo al centro dell’interesse organizzativo collettivo, come uomo, in relazione all’ambiente, interno ed esterno, e come soggetto economico.

La persona, in “Prima Persona”, per impostare un nuovo paradigma dell’etica rivolto al rispetto delle regole per evitare la comparsa di comportamenti lesivi rivolti alla comunità in generale e nelle organizzazioni in particolare, in quanto farciti dell’interesse personale.

La conoscenza condivisa nasce qui, con l’intento di ridare valore alla persona nei contesti organizzativi e di riflesso nei diversi ambiti sociali, favorendo la disponibilità del singolo a condividere, con le altre persone, la conoscenza

La conoscenza condivisa poggia il suo edificio concettuale sul principio del bene comune che vede nella condivisione delle esperienze la sua fonte ispiratrice, dimensioni essenziali per fare crescere l’identità del gruppo e consentire alle persone di sentirsi attrici protagoniste e parte attiva del cambiamento capace effettivamente di spalancare le porte alla reciproca attivazione di preziosi processi di apprendimento.

L’intento è stimolare la nascita di modelli organizzativi sempre più aderenti ai bisogni delle persone, ai loro desideri e alle evoluzioni del tempo, per facilitare la formazione di un’energia innovativa che spinga gli uomini verso una differente modalità di intendere le relazioni tra le persone per cogliere tutte le opportunità offerte dalla conoscenza condivisa.

Ambisce a favorire il cammino dell’uomo verso una nuova direzione di marcia e a sostenerlo nel difficile compito di superare il limite imposto dalla conoscenza parcellizzata che ostacola il dialogo tra le persone impedendo l’accesso ad altre forme di conoscenza limitando il raggio di visibilità degli individui sui processi produttivi aziendali e di riflesso sull’intera organizzazione.

Si tratta di un nuovo modo di intendere la relazione tra le persone per incoraggiare lo scambio paritetico delle comunicazioni tra gli individui, dal centro alla periferia e viceversa, e sollecitare interventi di adattamento reciproco di tutti i componenti dell’organizzazione per costruire la WiKi Azienda, liquida, rapida e veloce grazie alla partecipazione di tutti i soggetti che vengono coinvolti in un processo decisionale allargato. Un pianeta globale dove ogni individuo è parte della globalità.

«Una WiKi azienda è un’organizzazione liquida che adotta al proprio interno il protocollo della conoscenza condivisa».

È un’organizzazione legata alle specifiche attività, indipendente dai ruoli, con una forte attenzione ai cambiamenti significativi dell’individuo, personali e professionali, che opportunamente valorizzati, contribuiscono in modo significativo ad elevare l’asticella della partecipazione collettiva delle persone e a rendere ancora più efficiente i livelli di perfomance aziendale- Per approfondire può essere interessante quanto accaduto alla Brembo.

È un’azienda che, al crescere dell’incertezza ambientale, è in grado di gestire la complessità dei sistemi esterni grazie ad una struttura organizzativa aperta alla gestione partecipata, dove l’imprenditore moderno sostiene e promuove la crescita del gruppo, stimola le competenze individuali e collettive e garantisce la libertà personale di esprimersi in coerenza con gli obiettivi comuni.

È un imprenditore che entra in una nuova dimensione del sé, consapevole di vivere il futuro al tempo presente.

È un’impresa dove il dialogo tra le persone viene favorito dalla messa in opera di strumenti che facilitano la corretta interpretazione delle informazioni e permettono di creare un territorio comune arricchito di significati condivisi sui quali gli individui possono disegnare la mappa della conoscenza globale aziendale.

È un’organizzazione che adotta al proprio interno il protocollo della conoscenza condivisa, un documento formale che si sostanzia in un insieme di regole definite tra tutte le persone dell’azienda che responsabilmente si adoperano per mettere le loro conoscenze, tacite e implicite, a completo vantaggio dell’impresa.

Conferenza Conoscenza Condivisa 002 (2)La persona è al centro dell’interesse collettivo. Arricchita dalla dimensione emotiva e relazionale favorisce l’efficacia dell’azione organizzativa e il raggiungimento di obiettivi sfidanti perché, nel gioco delicato di scambio, rinforza il senso di appartenenza, migliora le abilità relazionali, sostiene e premia le capacità di supporto reciproco.

Ne deriva che il dialogo, l’ascolto, e lo stimolo alla partecipazione attiva, sono tra le componenti fondamentali sulle quali l’organizzazione deve puntare il dito alla ricerca di un modello che sia l’espressione del pensiero di tutti gli individui.

Il giudizio finale che si ottiene dal processo decisionale in atto non dipende più in via esclusiva dalla direzione generale, ma ingloba anche i pareri che nascono dal confronto dialettico con tutte le persone appartenenti agli stati organizzativi coinvolti nella valutazione complessiva dell’operato.

Per l’azienda un salto di piano, per le persone un cambio di prospettiva. Nell’immaginario collettivo si viene a creare una nuova figura geometrica di riferimento che subentra decisa alla gerarchia verticistica garantendo a tutti i membri dell’organizzazione di “vedersi” proiettati in una relazione paritetica dove l’ambiente si muove unito verso la conoscenza condivisa.

Il ruolo gerarchico si modella alla capacità di dialogo, di ascolto e di tolleranza positiva nei confronti delle differenti competenze messe in campo dagli individui, incoraggiandoli, attraverso il coinvolgimento a illuminare anche quella parte “nascosta” delle loro conoscenze il cui valore recuperato è essenziale per favorire il successo dell’organizzazione.

Nel comunicare in modo orizzontale le persone danno luogo a una sorta di cooperazione cognitiva che favorisce la creazione di nuove conoscenze individuali attraverso una serie d’interazioni personali tra i membri dell’organizzazione stessa in grado di favorire l’assimilazione congiunta delle idee e il dispiegarsi dell’influenza reciproca che i membri dell’organizzazione esercitano gli uni sugli altri.

In questo modo si viene a costruire un modello di riferimento di equità relazionale e professionale che motiva le persone al fare che diventa utile alla costruzione di una identità aziendale per cultura e senso di appartenenza.

L’applicazione costante di queste regole, con il tempo, diventano abitudini e danno luogo a convenzioni tra gli individui che sfociano in una verità, in una credenza condivisa, in un accordo su una determinata realtà e sulle azioni necessarie per affrontarle, come dimostra quanto accade in una realtà come la World Intellectual Propertu Organization.

L’innovazione parte da qui. Il cambiamento – come dimostrano anche i risultati delle più recenti pubblicazioni sul tema – è il risultato di un cammino che ha inizio nel valore presente nelle relazioni tra le persone e continua nella condivisa assunzione di responsabilità nel mettere i propri saperi a disposizione dell’organizzazione.

La WiKi azienda, la conoscenza liquida, è il punto di arrivo nel disegno generale che gli imprenditori moderni devono attuare, uno strappo imprescindibile, un distacco epocale simbolo del rinnovamento culturale del nostro tempo ma necessario per vivere il futuro al tempo presente.

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* Guido Zaccarelli è Referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il Distretto di Mirandola.
Laureato in Comunicazione e Marketing presso l’Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi dal titolo “La Wireless nella sanità”.
Docente di Informatica a contratto presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Consulente informatico e aziendale.
Master in Management per le Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie, con una tesi dal titolo: Fund Raising, “Accrescere il Valore dell’Azienda Sanitaria Locale di Modena con un progetto che permetta di migliorare il benessere psicofisico e relazionale all’interno e all’esterno del Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense di Modena”.
Scuola di Alta Specializzazione per Consulenza d’Azienda, con una tesi dal titolo: la Conoscenza Condivisa”, presso Confcommercio, Accademia e Promo.Ter di Roma

Pubblicazioni:
Nel 2010 ha pubblicato il libro: Informatica, insieme verso la conoscenza, Athena Editore.
Nel 2012, la conoscenza condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione azienda.- Franco Angeli , Editore.
Nel 2013, Finestre di casa nostra – Itaca Edizioni

Alcuni link:
http://www.libreriamo.it/a/3071/guido-zaccarelli-le-persone-devono-imparare-a-condividere-la-conoscenza-intesa-come-dono.aspx
http://www.repubblica.it/scuola/2011/02/17/news/informatica_manuale_per_immagini-12492168/
http://www.ilgiornale.it/news/oltre-i-confini-lettura-apprendere-utilizzando-i-colori.html
http://www.ilgiornale.it/tag/conoscenza-condivisa-70163.html
 

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