Cavezzo, Medolla, San Prospero: prove di fusione. Referendum fra 3 anni

Un percorso di tre anni per sincronizzare piani regolatori e regolamenti, con l’obiettivo del risparmio: Cavezzo, Medolla e San Prospero assieme in una nuova unica unità amministrativa, più grande e dunque più forte. Un progetto di fusione che prevede un percorso partecipativo che coinvolga le forze di maggioranza e minoranza dei vari comuni, ma anche i tanti soggetti della società civile interessati, la prosecuzione e il potenziamento di strategie sinergiche per i servizi. Ieri, in una conferenza stampa, i sindaci dei tre comuni hanno illustrato il progetto (noto e non nuovo: se ne parla da anni, esiste uno studio di fattibilità della Poleis Consulting e l’idea venne del resto già presentata alla popolazione nell’ottobre 2012) ma che ora ha anche una tempistica che mira a portare i cittadini al referendum – a termini di legge – che dirà se sarà fusione o meno fra tre anni più o meno esatti.

fusione_sanprospero_medolla_cavezzoIl Comune unico, quando lo sarà, conterà all’incirca 19mila abitanti e diventerà il secondo della Bassa per numero di abitanti, immediatamente davanti a Finale e dietro solo a Mirandola. Non si contrapporrà all’Ucman, l’Unione Comuni Area Nord, “perché questa passerà da 9 comuni a 6”, hanno detto i sindaci Molinari, Borghi e Luppi ieri. Ovviamente, un Comune di questo tipo – nel quale alle elezioni, naturalmente, si voterà un solo sindaco, non tre, ma ci saranno pro-sindaci o comunque rappresentanti municipali per ognuno dei tre comuni attuali, con il mantenimento degli uffici e, dice Molinari, “pensando ad esempio ad un servizio come l’anagrafe scaglionare le aperture dei tre uffici dei vari comuni per rendere di fatto l’orario di apertura più esteso”. Tradotto: se oggi, ad esempio, lo sportello anagrafe di Medolla è aperto un solo pomeriggio alla settimana, con il Comune unico magari le aperture pomeridiane saranno 3 o 4, ma magari un pomeriggio sarà a Cavezzo, uno a Medolla e uno a San Prospero.

modello è quello attuato nel Bolognese, dove alcuni anni fa cinque comuni (Monteveglio, Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle e Savigno) si unirono nel comune unico di Valle del Samoggia, divenuto così il quarto per dimensioni della provincia di Bologna. I comuni di cui sopra, geograficamente, distano anche più dei tre modenesi coinvolti nel progetto, ma si sono giovati dell’unione anche in termini di dimensioni e quindi di forza contrattuale, diciamo così, in seno alle decisioni provinciali. Il percorso di Cavezzo, Medolla e San Prospero è insomma iniziato, e più avanti sapremo anche quale sarà il nome che, in caso di futuro sì al referendum, indicherà l’unità amministrativa dei tre campanili.

“Quando penso alla fusione dei tre nostri comuni – ha detto Filippo Molinari, sindaco di Medolla – penso alla semplificazione amministrativa, all’omogeneizzazione dei regolamenti e della pianificazione territoriale, allo stesso livello di accesso ai servizi alle medesime tariffe, alla semplificazione della governance dell’unione area nord. Penso quindi ad una leva di equità e competitività dei nostri territori, nel rispetto delle storie e della identità comunitaria e con l’obiettivo di mantenere i servizi, più ampi, vicino ai cittadini. Che, in ultima istanza, decideranno con il referendum se fusione sarà”.

 

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