Mirandola, ecco il bilancio 2015: i numeri della manovra fiscale

«Noi ci impegniamo a ricostruire e migliorare la città e le sue frazioni, mentre ai cittadini chiediamo qualche sacrificio di natura fiscale»: sono state le parole del sindaco di Mirandola, Maino Benatti, nel corso della presentazione del bilancio 2015 nel corso del Consiglio comunale che si è svolto lo scorso 16 marzo.

Nel suo intervento, Benatti ha parlato della ricostruzione in corso come di un’opportunità per riprendere a investire nel territorio comunale, dopo anni di crisi e di tagli. «Se vogliamo far rivivere Mirandola dobbiamo impegnare risorse nel centro storico, nelle frazioni e in un piano per la manutenzione del nostro patrimonio. Bisogna accelerare e cambiare orientamento. Continuando solo a tagliare il rischio vero è di impoverire la città, con una dequalificazione del nostro territorio difficile poi da recuperare».

I numeri dicono che dal 2007 le entrate comunali sono calate di ben 4 milioni di euro, mentre anche il bilancio 2015 deve fare i conti con un ulteriore calo dei trasferimenti e una nuova, drastica diminuzione delle entrate. Il Comune, negli ultimi anni, conscio delle difficoltà di imprese e famiglie, è spesso intervenuto sulla spesa con operazioni di taglio, razionalizzazione, organizzazione. Provvedimenti ormai non più ripetibili, grazie ai quali il funzionamento dell’amministrazione comunale costerà nel 2015 ben 600 mila euro in meno rispetto al 2011.

L’Amministrazione ha individuato diverse priorità di intervento dal rilancio del centro e delle frazioni alla manutenzione e al miglioramento del patrimonio esistente, dalla promozione dello sviluppo e del lavoro a ulteriori interventi sul funzionamento della struttura organizzativa comunale, con investimenti anche in conoscenza e cultura (Aula magna, nuova biblioteca in piazza Garibaldi, allargamento della scuola di musica, corso Its e Tecnpolo).

Per fare tutto questo la manovra fiscale punterà a recuperare un saldo negativo che per il 2015 è di circa 1.360.000 euro coperto per la metà con un’entrata straordinaria ricavata dal fondo Atersir per la gestione dei rifiuti solidi urbani e per l’altra metà con un aumento dell’aliquota Irpef comunale che non resterà più un’aliquota unica e che aumenterà in media dallo 0,48 del 2014 allo 0,68 del 2015. Confermata la scelta dell’abbattimento Imu sui negozi affittati e l’utilizzo gratuito del suolo pubblico per le attività commerciali del centro storico. Nessuna variazione è prevista per il 2015 per Imu e Tasi, mentre l’Imu sarà ritoccata nel 2016, arrivando a 1,2 percentili in più. Saranno infine aumentate dell’1 per cento le tariffe dei servizi a domanda individuale erogati dal Comune, che rimangono comunque ancora inferiori a quelle del 2006. Ridotto invece dello 0,1 per cento il tributo relativo ai rifiuti. «In questo modo – ha concluso Benatti – ripartiremo con gli investimenti necessari e non più derogabili per dare una prospettiva di qualità alla vita dei cittadini e di tutto il nostro territorio».

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