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Il Comitato Sagra e i fuochi emigrano. “Peccato: Rivara perde un’opportunità”

I fuochi di Rivara e, sullo sfondo, il castello Carrobbio di Massa. Strano, ma sarà così: il Comitato Sagra di Rivara e il suo ristorante “La Tradizione” di specialità equine – è cosa nota – emigrano a Massa, e con essi anche lo spettacolo pirotecnico più famoso della provincia (e non solo) e gli spettacoli collaterali organizzati appunto dal Comitato. Il quale, pur essendo formato da rivaresi (i soci sono attualmente una sessantina), si sposta nella frazione vicina – ma in un altro comune –  e l’oggetto del contendere, il casus belli, è il centro polivalente “Prosolidar 5.9”, la struttura per la quale il Comitato Sagra di Rivara si è speso sino ad ottenere la possibilità che la fondazione onlus dei bancari Prosolidar finanziasse il progetto della struttura che, perso da Rivara, si farà appunto a Massa. “Abbiamo sperato che si potesse fare a Rivara e abbiamo anche atteso – è la versione del Comitato, nelle parole di Domenico Rossi – ma non c’è stata la possibilità e, pur di non perdere il progetto, l’unica possibilità era andare a Massa. Con le iniziative del Comitato Sagra lo faremo da settembre: monteremo la tensostruttura del ristorante nell’area che in futuro sarà destinata al centro, ma sarà più piccola rispetto agli anni scorsi. Però i fuochi li faremo lì“. Quello sarà, per i prossimi anni, il luogo della Sagra di Rivara del Comitato. Una situazione che ha fatto e farà ancora molto discutere, “ma in questi giorni ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori, sembriamo quasi dei disgraziati. Quando si parla di ristorante stabile da 500 coperti mi viene da sorridere, perché se davvero fosse così e fosse sempre pieno tutto l’anno, penso che tutti cambieremmo lavoro, altro che Comitato”.

Resta l’imbarazzo per il nome, però, perché la Sagra di Rivara a Massa suona quantomeno un po’ strana. “Il Comitato Sagra di Rivara – spiega Rossi – dal 2004 ha un atto costitutivo, uno statuto e già da prima una partita Iva: in tutti i documenti compare con questo nome. Con quell’intestazione sui documenti e sulle relative autorizzazioni Prosolidar scelse il nostro progetto. Per non dover rifare tutto daccapo, non era possibile cambiare, ma non è detto che con il tempo non lo faremo”. In effetti, non ci fossero state le frizioni che hanno portato poi allo spostamento delle iniziative del Comitato a Massa, probabilmente nell’area di fronte al cimitero di Rivara oggi ci sarebbe la struttura: “Fosse stato per Prosolidar, a loro sarebbe piaciuto inaugurare il tutto nella ricorrenza dei tre anni del sisma. Ovviamente non sarà così, siamo già in super ritardo e, dal momento che c’erano dei limiti temporali per ottenere il finanziamento per la polivalente, pur di non perderla abbiamo scelto Massa. E, mentre a Rivara se ne è discusso a lungo e anche un incontro voluto dal Comune per presentare il bilancio di previsione si parlò solo di quello che venne chiamato ‘Palamagnamagna’ senza trovare una soluzione, a Massa sono bastate tre riunioni per mettersi d’accordo, preparare i documenti e presentarli al Comune di Finale che aveva convocato in merito anche un Consiglio. E in nessun caso ci sono stati problemi con le istituzioni”.

Di fronte alla possibilità, a Massa più che sottilizzare hanno deciso di coglierla: “Sarà comunque la si voglia vedere un centro di aggregazione, perché ospiterà sagre, appuntamenti, associazioni. Da rivarese credo che Rivara abbia perso un’occasione per non rischiare di essere una frazione-dormitorio, in cui mancano le attività”. Ed è così che la sagra del Comitato lascia la sua area doc, dopo anni in cui non sono mancati fraintendimenti – quando non dispetti – tra le anime delle sagre, a partire da quando, alcuni anni fa, il Comitato considerò seriamente (senza poi accettarla) l’ipotesi di sponsorizzazione proposta da parte di Erg Rivara Storage, quelli dello staccaggio. “Solo che da allora, per ogni cosa che proponiamo, si tira in ballo il gas. Ma aver considerato allora quell’ipotesi non significava necessariamente essere favorevoli al deposito”. Un discorso, questo, che a Rivara inevitabilmente resterà per sempre un nervo scoperto, ma che in fondo con la Sagra emigrante oggi non c’entra.

Poi è vero che a Rivara la sagra ci sarà ugualmente, verrà organizzata e portata avanti da coloro che, già negli anni scorsi, hanno allestito la versione parrocchiale della manifestazione  – perché il nome originale è “Sagra della Natività di Maria Santissima”, alla quale è sempre stata dedicata ed è il motivo per il quale si svolge da sempre nella settimana dell’8 settembre – con tanto di ristorante e spettacoli: i “Bagaet” del bar che serve birra nel piazzale del campanile hanno già detto di voler continuare il loro progetto in loco, e dal Consiglio pastorale nasceranno le attività della versione rivarese. Detto ciò, la questione relativa al nome è tutta da considerare perché la sagra che ci sarà a Rivara, di fatto, sarà la sagra di Rivara, ma la possibilità che il comitato tenti di tutelare quello che a tutti gli effetti è diventato un marchio non è remota. “Ma di sicuro, andando a Massa, noi del Comitato non ci guadagneremo, perché se a Rivara verrà fatta una sagra nello stesso periodo è scontato che le persone si divideranno fra le due manifestazioni. Non c’è nessuno sgarbo, ma era l’unico modo per non perdere il progetto”, chiude Rossi.

 

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