L’immobile della mafia diventa un Centro di accoglienza per famiglie disagiate

“L’inaugurazione di oggi è un segno di forza e di coesione della nostra terra: in questi anni la Regione, sia la Giunta sia l’Assemblea legislativa, hanno lavorato per difendere i nostri territori dalle infiltrazioni mafiose e per diffondere la cultura della legalità”. La presidentessa dell’Assemblea legislativa regionale, Simonetta Saliera, ha partecipato questa mattina a Pieve di Cento (Bo) all’inaugurazione della struttura ‘Il Ponte’, destinata a ospitare famiglie con minori e in emergenza abitativa individuate dai Servizi sociali. Finalità pubbliche, dunque, per un immobile sequestrato alle mafie e consegnato al Comune in provincia di Bologna dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, tramite la Prefettura del capoluogo regionale. Si tratta di una ex locanda-residence di circa 370 metri quadrati, a pochi metri dal centro storico di Pieve. All’interno dello stabile troverà spazio anche la nuova sede della Polizia municipale ‘Reno Galliera’ per Pieve e Castello d’Argile.

“Per la mafia- prosegue Saliera- è ferale essere colpita nel patrimonio: per questo la Regione ha investito nel recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata e nella loro messa a disposizione dei cittadini nel più breve tempo possibile. Inoltre- chiude la presidente- come Assemblea legislativa il nostro sforzo è massimo per coinvolgere studenti e ragazzi in progetti di formazione e diffusione della cultura della legalità”.

Parte dell’immobile sarà quindi dedicata all’accoglienza temporanea di nuclei familiari con minori e in emergenza abitativa, difficoltà e disagio socio-economico, grazie alla realizzazione di 8 mini-appartamenti (6 monolocali e due bilocali). Il piano terra dello stabile sarà invece attrezzato per accogliere il presidio di Polizia municipale dei Comuni di Pieve di Cento e Castello d’Argile. Il costo totale del progetto è di 67.000 euro, il contributo regionale ammonta a 46.900 euro.

Lo stabile è una ex locanda conferita al Comune dall’Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata (Anbcs), ora trasformata in bene comune grazie all’Unione Reno Galliera con il supporto della Regione Emilia-Romagna.
La consegna avvenne nel 2013, in seguito a una condanna per usura. Si trattava di una ex locanda-residence di circa 370 mq, situata a Pieve di Cento a poche centinaia di metri dal centro storico.
Ora, grazie a un Accordo di programma sottoscritto tra Regione e Comune, la parte abitativa de “Il Ponte” verrà gestita dall’Unione Reno Galliera in accordo con la Caritas: parte del bene sarà dedicato all’accoglienza temporanea di nuclei familiari con minori ed in emergenza abitativa, difficoltà e disagio socio-economico, grazie alla realizzazione di 8 miniappartamenti (6 monolocali e due bilocali). Il piano terra dello stabile è invece attrezzato per accogliere il presidio di Polizia municipale dei Comuni di Pieve di Cento e Castello d’Argile.
Dalla consegna dell’edificio da parte dell’Agenzia per i beni confiscati a oggi sono trascorsi solo 18 mesi. Il costo totale del progetto è stato di 67.000 euro, il contributo regionale ammonta a 46.900 euro.

Beni confiscati in Emilia-Romagna
Con la Legge regionale n. 3 del 2011, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un percorso di cooperazione istituzionale con altri enti in materia di contrasto e prevenzione del fenomenodel crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità.
Con la sottoscrizione di protocolli di intesa o accordi di programma la Regione ha sostenuto, non solo con il contributo finanziario, ma anche con competenze tecniche e di progettazione, gli Enti Locali anche nel recupero e riutilizzo di beni confiscati o in via di assegnazione.
Sul totale di 78 accordi siglati con pubbliche amministrazioni dal 2011 al 2014, 10 accordi di programma sono stati dedicati al recupero di 9 beni confiscati con i Comuni di Ravenna, Ferrara, Forlì, Pianoro (Bo), Gaggio Montano (Bo), Cervia (Ra), Salsomaggiore Terme (Pr), Berceto (Pr), Pieve di Cento (Bo).
Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alle criminalità organizzata, rielaborati dall’Osservatorio regionale sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso con il supporto dell’Università di Bologna, al 14 marzo 2014 risultano 40 i beni immobili confiscatidefinitivamente in Emilia-Romagna dei quali 28 ancora in gestione all’Anbsc e 12 destinati a uso sociale e consegnati al patrimonio indisponibile degli enti territoriali o dello Stato.

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