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Incendio centrale biomasse, ora la politica vuole vederci chiaro

da | Lug 23, 2016 | Finale Emilia | 0 commenti

Mentre molto lentamente si sta esaurendo l’incendio alle rotoballe di sorgo stoccate nel cortile della centrale biomasse di Finale Emilia, si alza il livello della polemica politica. Non solo in paese, ma anche in Parlamento

A Finale Emilia in attesa del prossimo Consiglio comunale dove tutte le forze politiche hanno depositato interpellanze sul tema, è Sinistra Civica che chiede un accesso agli atti per ricostruire la vicenda.

“Enel Green Power ha tutte le autorizzazioni per operare, ma – spiega il consigliere Stefano Lugli – le autorizzazioni danno precise indicazioni su quello che l’azienda deve fare per evitare incidenti e problemi ambientali e sanitari a carico dei cittadini, ed è sotto gli occhi di tutti che Enel Green Power in pochi mesi di attività ha già dimostrato di non essere all’altezza della gestione di un impianto così complesso.

Per questo ho presentato due richieste di accesso agli atti (indirizzate a Comune, Provincia, Vigili del Fuoco e AUSL, ciascuna per le proprie competenze) per avere copia di tutte le autorizzazioni al funzionamento della centrale, per sapere in base a quale accordo di filiera si garantisce il costante e corretto approvvigionamento di biomassa all’impianto, per conoscere quantità e modalità di biomassa stoccata, per verificare se le disposizioni di prevenzione incendio sono state rispettate e se tutte le misure di contenimento delle emissioni sono state attivate.

Perchè non è sufficiente auspicare che Enel Green Power si muova correttamente, ma occorre che il sindaco e l’intero consiglio comunale esercitino tutte le pressioni del caso perché l’azienda faccia più di quanto deve.

Perché Finale Emilia ha già pagato abbastanza scelte industriali sbagliate, e la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima di tutto.

Enel Green Power ha tutte le autorizzazioni per operare, ma le autorizzazioni danno precise indicazioni su quello che l’azienda deve fare per evitare incidenti e problemi ambientali e sanitari a carico dei cittadini, ed è sotto gli occhi di tutti che Enel Green Power in pochi mesi di attività ha già dimostrato di non essere all’altezza della gestione di un impianto così complesso.

Per questo ho presentato due richieste di accesso agli atti (indirizzate a Comune, Provincia, Vigili del Fuoco e AUSL, ciascuna per le proprie competenze) per avere copia di tutte le autorizzazioni al funzionamento della centrale, per sapere in base a quale accordo di filiera si garantisce il costante e corretto approvvigionamento di biomassa all’impianto, per conoscere quantità e modalità di biomassa stoccata, per verificare se le disposizioni di prevenzione incendio sono state rispettate e se tutte le misure di contenimento delle emissioni sono state attivate.

Perchè non è sufficiente auspicare che Enel Green Power si muova correttamente, ma occorre che il sindaco e l’intero consiglio comunale esercitino tutte le pressioni del caso perché l’azienda faccia più di quanto deve.

Perché Finale Emilia ha già pagato abbastanza scelte industriali sbagliate, e la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima di tutto”, conclude Lugli.

Dal parlamento scrive il deputato Vittorio Ferraresi dei 5 Stelle: £Quello che è accaduto in questi giorni a Finale Emilia è l’ ovvia e prevista emergenza conseguenza naturale dovuta ad impianti industriali che non hanno nessuna sostenibilità sotto l’aspetto ambientale. Lo avevamo detto; ci saranno seri e gravi problemi.

Da un lato l’Ecobloks con le sue emissioni di polverino che hanno coperto tutta l’area circostante, creando disagio e preoccupazione, dall’altro l’incendio della biomassa all’inceneritore dell’ex zuccherificio, che ha ammorbato l’aria di fumo e di pesante odore creando anche malesseri sanitari tra i cittadini.

Sono le ovvie conseguenze di scellerate scelte autorizzative compiute dalle amministrazioni che si sono susseguite al governo del paese – questa la premessa del deputato del M5S Vittorio Ferraresi che oggi è stato in visita  a Massa Finalese.

Rientrato da Roma, ho voluto accertarmi della situazione andando ad incontrare la gente di Massa, soprattutto per fargli sentire la mia personale vicinanza e quella di tutto il gruppo del Movimento 5 Stelle, a partire dai consiglieri comunali Andrea Pavani e Mattia Veronesi, perchè sotto l’aspetto degli eventi ben poco c’era da immaginarsi. Che questi impianti inquinino, e che siano un costante pericolo, lo si sapeva fin da prima che li costruissero. Chi li ha fatti entrare in paese ne porta piena responsabilità, ma è compito dell’attuale amministrazione ora controllare ed agire in modo severo perché nulla può essere ancora sopportato, informando inoltre la popolazione di quello che sta accadendo.

Insieme all’ Osservatorio civico Ora tocca a noi ho incontrato tanti cittadini che hanno subito e patito le conseguenze dell’acre e denso fumo che ha investito il paese, le cui conseguenze nel tempo possiamo solo immaginare: malesseri, gente che si è rivolta al pronto soccorso, asmatici che hanno dovuto ricorrere al cortisone, tosse incessante e pruriti anche nei bambini.

Questo è il naturale e scontato prodotto di una centrale a biomassa fuori dal tempo e fuori da tutte le necessità ed i bisogni, sia in termini occupazionali che in termini economici.

Impressiona poi vedere come i tanti cumuli di materiale combustibile siano stati accatastati sulla nuda terra, violando le prescrizioni, ma impressiona vedere che sono a poche decine di metri da una centrale a Biogas. Come è stato possibile, chi ha permesso ed autorizzato una cosa del genere? Ci tengo a precisare – concludendo – che non lasceremo nulla di intentato, questi impianti non dovrebbero neppure esistere a Finale E., ora che sono stati costruiti o rispettano le leggi e le norme in tema sanitario ed ambientale o si dovranno prendere tutti i provvedimenti del caso. I nostri consiglieri si attiveranno per ottenere la massima trasparenza su questi veri e propri mostri ambientali”

 

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