Ecco gli hacker che bloccano i computer, preso un 42enne che ricattava qui nella Bassa

L’allarme lo aveva lanciato poco tempo fa la Polizia Postale, e qui nella Bassa si registra uno dei primi ricatti messi in atto, per fortuna disinnescato appena in tempo dai Carabinieri di Carpi

Stiamo parlando del Cryptolocker: è il nuovo virus che ruba i dati dal pc.

Ieri i Carabinieri della stazione di Carpi hanno denunciato un uomo di 42 anni ritenuto responsabile di estorsione informatica in danno di un esercente del luogo. Al commerciante aveva richiesto ed ottenuto, tramite virus informatico, la somma 500 euro minacciando blocco di tutto il sistema informativo azienda.

La vittima non ha ceduto al ricatto, e ha subito avvisato le forze dell’ordine che sono arrivate all’estorsore seguendo le tracce del conto Poste Pay su cui aveva chiesto venisse accreditato il denaro.

Infatti chi manda il virus che blocca i computer è la stessa realtà che poi promette di risolvere il problema, con offerte che sembrano di aiuto e pagamento ma invece sono tutte parte della stessa estorsione.

Cryptovirus.  Ecco come funziona e come evitarlo

Le truffe, le estorsioni e i raggiri passano ormai anche e soprattutto dal web.

La nuova ondata di attacchi avviene attraverso l’invio di mail contenenti il già noto virus Cryptolocker.
Purtroppo, nonostante gli sforzi investigativi abbiano già consentito di individuare diversi individui e gruppi organizzati, sia italiani che stranieri, impegnati nella organizzazione e realizzazione di simili azioni, la diffusione del fenomeno é costante per cui l’attacco si rivela possibile, sempre e comunque grazie ad un comportamento disattento dell’utente.
Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link o un allegato a nome di Istituti di credito, Aziende, Enti, gestori e fornitori di servizi noti al pubblico.
Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento in formato pdf o zip), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete.
A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in bitcoin a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione.
E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati!

Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker.

Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. on line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it.

(Tratto dalla pagina social della Polizia Postale)

 

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