Aimag, storia e prospettive di un’azienda made in Bassa che rischia di perdere identità

E’ una delle aziende multiservizi più importanti d’Italia, nata nella Basa e che continua a crescere e ad espandersi. Oggi è a un bivio: conservare una dimensione regionale, mantenendo piena autonomia e cercando alleati di piccolo calibro, o crescere assieme a un’impresa molto più grande di lei, Hera, dove però finirebbe annacquata la particolarità della sua storia (e poteri e poltrone). Stiamo parlando di Aimag, e con Ubaldo Chiarotti ne ricostruiamo la storia e proviamo a tracciare qualche prospettiva,

Buona lettura

 

A Mirandola nel 1964 si decise di unificare i servizi pubblici dell’acqua e la stazione di pompaggio del metano privata della ditta toscana Lazzi, quella per intenderci sulla sinistra della SS12 all’uscita di Mirandola verso Verona, al Mulino della Rotonda che riempiva le bombole del gas degli automezzi, camion e auto. Questa fusione di servizi venne chiamata AMAG con sede nella casa colonica che si trovava appena fuori le mura (circonvallazione), dove ora sorge il centro commerciale CONAD con tanti altri esercizi.
Essa si dimostrò sin da subito una scelta eccellente.  Infatti da lì a pochi anni nel 1970 altri due Comuni, San Felice e Cavezzo, scelsero di associarsi all’AMAG di Mirandola che a questo punto divenne AIMAG, ossia Azienda Intermunicipalizzata Acqua e Gas. Subito l’anno dopo nel 1971 si aggregarono  i Comuni di San Prospero e Camposanto; poi qualche anno dopo i Comuni di Medolla, Concordia, San Possidonio. Nel 1979, grazie allo scioglimento del Consorzio Acquedotto Bassa Pianura Modenese, aderirono alla nostra AIMAG anche i Comuni di Bastiglia e Bomporto.Con l’andar degli anni AIMAG lavorando molto bene sul territorio, grazie alla competenza dei tecnici e della dirigenza legati al territorio stesso, seppe incontrare la fiducia di tanti comuni della Bassa Modenese, il territorio servito era cosi vasto ormai che anche le attrezzature e le maestranze relative non potevano più essere ospitate nella casa colonica sopracitata ed allora si decise di spostare l’azienda sulla SS12 nei capannoni di via Merighi.Ricordo benissimo di quel periodo una cosa molto importante! La collaborazione competitiva, a volte puntigliosa di AIMAG e  CPL che stimolò entrambe queste realtà a crescere e ad aumentare il know-how nei settori di fornitura acqua, gas, e trattamento rifiuti e acque reflue.Grazie sempre all’ottimo lavoro svolto sul territorio modenese e alla storia che da secoli accomuna le due Basse, quella modenese e quella mantovana (gran parte delle due Basse, sino al 1432 erano un’unica entità dell’antichissima Corte Medievale di Quarantoli dei Figli di Manfredo),  ed all’ottima acqua che AIMAG prendeva dalle sorgenti di Cognento, essa riuscì ad interessare anche l’area Mantovana,  al punto di arrivare a fornire servizi pure ad alcuni di quei comuni e di nuovo nacque l’esigenza di una sede più grande e l’ex zuccherificio apparve come la soluzione definitiva per cui AIMAG decise di stanziare 6 miliardi di lire per acquisire e ristrutturare quella sede.Fin qua tutto bene poiché i comuni aggregati erano tutti inferiori come numero di abitanti a Mirandola la quale come previsto da statuto, rimaneva saldamente il comune capofila che aveva la preminenza nelle decisioni sulle scelte di AIMAG.   Arrivammo cosi al 1998, con la liberalizzazione dei mercati si fece avanti l’esigenza di ampliare ulteriormente il territorio ed i cittadini serviti, così si accettò di far entrare nel consorzio dei comuni,  anche Carpi che entrò in AIMAG prima di tutto per affrontare, scaricandolo in gran parte sui bilanci Aimag, il problema della vetustà delle proprie reti, gran parte delle quali erano ridotte al limite della funzionalità. Basta ricordare a tal proposito che per almeno cinque anni il monte investimenti in nuove reti di AIMAG  interessò quasi esclusivamente Carpi e il suo territorio. Al momento del suo ingresso Carpi, dal canto suo aveva già avviato il Consorzio Smaltimento Rifiuti (CSR) e questo permise di ampliare i servizi tradizionali con l’igiene ambientale, inoltre essa aveva anche una peculiarità; il numero degli abitanti più elevato rispetto a tutti i comuni del consorzio, anche di Mirandola la città fondatrice di AIMAG!   Dal 1° gennaio 2001 AIMAG diventò società per azioni; i comuni in gestione arrivarono a 21, aggiungendosi Soliera, Poggio Rusco, Novi di Modena, San Giovanni Dosso, San Giacomo Segnate, Campogalliano, Revere, Carpi, Quistello, Moglia, Borgofranco sul Po.

Gli amministratori carpigiani che al momento del loro ingresso avevano fatto acquistare un buon pacchetto di azioni anche alla Fondazione Cassa di risparmio di Carpi, si trovarono grazie al vecchio statuto AIMAG  nella posizione di comune capofila e cominciarono da subito a far valere quella posizione, arrivando anche a mettere in discussione l’investimento di 6 miliardi di lire previsto nell’area ex zuccherificio.

Forse una variazione di quello statuto, che avesse stabilito comunque la preminenza di Mirandola città fondatrice di AMAG- AIMAG,  prima di far entrare Carpi sarebbe stata opportuna! Si riuscì a far rientrare le velleità carpigiane sull’investimento dell’area ex zuccherificio che questi ultimi avrebbero voluto a Carpi stesso. La direzione del Consorzio AIMAG, rimase a Mirandola, a Carpi invece venne trasferita la direzione SINERGAS, l’azienda figlia di AIMAG, nata per la fornitura del gas nel mercato libero e tutte le direzioni strategiche legate all’ambiente e alle ramificazioni commerciali.

Il comune di Carpi, che all’epoca i giornali davano con qualche problema di bilancio, forte della sua posizione di preminenza acquisita e grazie all’ingente numero di azioni acquistate dalla Fondazione Cassa Di Risparmio di Carpi, cercando anche di inserirsi in un progetto regionale di gestione dei servizi, spinse per far entrare HERA nel consorzio AIMAG e la manovra gli riuscì.

Nel 2009 Hera spa acquistò il 25% delle azioni AIMAG, pagando metà del valore delle azioni acquistate in contanti e metà in servizi da fornire al consorzio AIMAG; servizi si badi bene il cui prezzo venne stabilito dalla stessa HERA.  Ottimo affare concluso da HERA, un po’ meno per tutti noi cittadini, ma tant’è!  Grazie a questa vendita di azioni comunque Carpi Comune ormai capofila incassò ben 10.500.000€;  Mirandola 3.500.000€ e a scalare incassarono in proporzione anche tutti gli altri comuni più piccoli. Con questa vendita di azioni AIMAG, Carpi se aveva difficoltà economiche potè risanare il bilancio del comune ed HERA riuscì a mettere i piedi nel consiglio di amministrazione di quella che essa stessa aveva definito : “la gallina dalle uova d’oro” poiché a quell’epoca se ricordo bene, la grande HERA aveva 1430 km di tubature del gas, mentre la piccola AIMAG ne aveva posate ben 2840 km circa.

Il territorio attuale associato ad AIMAG è composto dai seguenti comuni: Bastiglia, Bomporto, Borgofranco,Campogalliano, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia, Medolla, Mirandola, Moglia, Novi, Poggio Rusco, Quistello, Revere, S. Felice s/P, S. Giacomo delle Segnate, San Giovanni Dosso, S. Prospero s/s, Soliera, per un totale di 212.964 abitanti

Una considerazione; AIMAG dalla sua fondazione a tutt’oggi ha lavorato egregiamente sul territorio per i seguenti motivi: lo stretto collegamento del territorio con la dirigenza ed i tecnici dell’azienda che ha sempre portato ad ottimi gradi di soddisfazione della popolazione servita. Ora alla luce delle normative sulla liberalizzazione delle forniture e della nuova designazione degli ambiti territoriali del settore della distribuzione del gas naturale, va preso atto della convenienza per AIMAG di associarsi ad altri soggetti operanti nel settore,per spuntare contratti di fornitura del gas più convenienti, ma un conto è associarsi, un altro conto invece venir fagocitati dal grande calderone HERA che serve tanto territorio dall’Emilia sino alla Romagna e certamente non può mantenere il rapporto di fiducia e soddisfazione cresciuto tra AIMAG e popolazione servita.

Cosa fare allora? Il mio desiderio sarebbe quello di vedere AIMAG autonoma da HERA,  al limite potrebbe essere utile anche continuare il rapporto con HERA già proprietaria del 25% di azioni AIMAG, magari creando una fondazione di capitali dei comuni già associati in AIMAG, e far entrare questa in HERA così da poter godere dei benefici del grande gruppo per stipulare i contratti con la SNAM o chi per essa, ma conservando l’autonomia amministrativa per AIMAG, cosicché essa possa scegliersi in caso di bisogno i partner con cui agire e collaborare tra quelli presenti sul territorio, esempio TEA azienda mantovana che opera nella provincia di Mantova,  per le ragioni storico geografiche prima citate e per la stessa vicinanza al territorio servito dei tecnici e dei dirigenti della stessa. Inoltre la nostra Cooperativa Produzione Lavoro  CPL, che storicamente dalla gloriosa tradizione degli scariolanti delle bonifiche di inizio Novecento, gode della fiducia dei cittadini e quando essa ed AIMAG agivano in sintonia, questo ha portato ad una crescita fertile e fruttifera del know-how per entrambe e per il nostro territorio. Insieme queste tre grandi e valide realtà cresciute localmente, potrebbero tranquillamente riuscire a concorrere per i comuni di MODENA1 – NORD,  che comprende anche Crevalcore e S. Agata, comuni bolognesi, secondo le nuove classificazioni degli ambiti territoriali del settore della distribuzione del gas naturale. Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Cavezzo, Concordia sulla Secchia,  Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Modena, Nonantola, Novi di Modena, Ravarino, San Felice sul Panaro,  San Cesario sul Panaro, San Possidonio, San Prospero,  Soliera, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, per un totale di 497.040 abitanti,  ma anche i 56 su 69 comuni totali di Mantova che attualmente sono già serviti da TEA per un numero di 350.000 abitanti. Un numero totale di circa 850.000 abitanti, certamente notevole ma che potrebbe essere egregiamente servito se si unissero le sinergie di AIMAG, TEA e CPL, specialmente ora che per quest’ultima è caduta l’accusa più grave relativa alla truffa ai danni dello stato per gli impianti FTV installati in Puglia,

Una ulteriore considerazione: le popolazioni delle due Basse da sempre continuano a collaborare e a convivere interfacciate da un forte legame storico ancestrale, da quando insieme lottavano contro la furia delle acque dei tre fiumi principali Po, Secchia, Panaro  e che arrivando ai giorni nostri ha portato a sviluppare servizi scolastici percorsi occupazionali e servizi sanitari che guardano oltre confine e anche la viabilità è un fattore comune per entrambe.

Ultima importantissima considerazione: AIMAG ha una dotazione organica di circa 400 dipendenti,TEA da parte sua ne conta 573, CPL a sua volta ne ha oltre 1000; penso che ai nostri territori convenga mantenere viva questa fonte di reddito sia per le famiglie collegate ad AIMAG, a TEA e a quelle collegate a CPL. Penso che tutto questo possa e debba essere attentamente valutato dalla nostra classe politica dell’UCMAN e delle Terre D’Argine, prima di procedere verso scelte irreversibili in direzione di HERA.

Tutto questo discorso per essere sviluppato al meglio avrebbe bisogno di una presa di coscienza della popolazione UCMAN tendente a formare un UNICO COMUNE che potrebbe meglio rappresentarci e far valere le nostre tante potenzialità.

Ubaldo Chiarotti

Immagine storiche tratte da Collezione privata C. S.

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