Ricostruzione, associazioni in pressing sulla Regione: “Piccole imprese di subfornitura a rischio collasso”

“Abbiamo voluto questo incontro per cercare soluzioni operative che diano l’opportunità alle piccole imprese di subfornitura di non collassare. Siamo arrivati al paradosso che vi sono imprese che preferiscono rinunciare ai lavori, pur di non doversi sottoporre a ritardi nelle liquidazioni non sostenibili”. Erio Luigi Munari, presidente Lapam Confartigianato, inquadra così l’incontro costruttivo che si è tenuto ieri mattina nella sede modenese dell’associazione con l’assessore regionale alle attività produttive con delega alla ricostruzione, Palma Costi e con Enrico Cocchi, responsabile dell’agenzia per la ricostruzione della Regione. L’incontro, promosso dal livello regionale di Confartigianato e da Lapam, ha visto la presenza del presidente regionale dell’associazione, Marco Granelli, del presidente Munari, del segretario Carlo Alberto Rossi, del presidente del comparto costruzioni Lapam, Roberto Ferrari, del membro di giunta Gilberto Luppi e dei segretari e funzionari dell’Area Nord di Lapam. “L’obiettivo – sottolinea Granelli – era di aprire un confronto franco a vantaggio delle imprese e del territorio, per superare i problemi in campo”.

 

Il confronto, dopo l’apertura sulla situazione delle imprese associate ancora delocalizzate o in difficoltà, è andato sulle difficoltà nella liquidazione dei lavori eseguiti, nei diversi stati di avanzamento, specie per le imprese di subfornitura, come impiantisti e serramentisti, ma non solo. Le differenti modalità di gestione tra comune e comune per le pratiche Mude (quelle riguardanti gli edifici civili) rendono complicato il quadro sotto questo profilo che resta quello maggiormente delicato, mentre per le pratiche Sfinge (gli immobili produttivi) si riscontrano meno problemi, sia pure con ritardi nelle liquidazioni. “Il nucleo del problema – ha sottolineato Munari – riguarda le piccole imprese artigiane in subappalto che scontano tempi di liquidazione troppo elevati”.

Da non sottovalutare, poi, i problemi delle imprese artigiane coinvolte nei percorsi di concordato avviati da imprese affidatarie dei lavori. Vi sono casi di piccole attività artigiane che non possono incassare importi elevati per lavori già eseguiti per conto delle capofila fallite.

L’assessore Palma Costi ha sottolineato di avere ben presente che queste piccole imprese rappresentano l’anello debole della catena e ha altresì sottolineato come i ritardi dipendano anche nella presentazione delle rendicontazioni e come il tema sia, spesso, legato ai rapporti contrattuali tra le imprese. Costi ha comunicato che per quanto attiene alle pratiche Mude relative alle abitazioni, la Regione ha aumentato il personale dedicato alle pratiche sisma per i comuni più danneggiati, al fine di accelerare i processi di concessione e liquidazione oltre a un lavoro di coordinamento e monitoraggio al fine di avere uniformità sui territori. Inoltre, sul versante regionale delle Sfinge, il personale di Invitalia destinato alle istruttorie e alle domande di concessione, dopo il 31 marzo sarà destinato al potenziamento delle liquidazioni. Ad oggi si sottolinea come poche sono le domande di Sal presentate. Sono circa 1200 le pratiche concesse su Sfinge dove non è pervenuta al momento alcuna richiesta di liquidazione.

Enrico Cocchi ha inoltre spiegato che, per ovviare al problema dei concordati, è imminente l’approvazione di un emendamento inserito nel decreto sisma Italia centrale, dedicato al sisma Emilia 2012 che consente, a determinate condizioni, il pagamento diretto alle imprese in subappalto. Non va dimenticato che il Codice degli Appalti si applica per le opere pubbliche e non tra privati, il senso dell’emendamento va nell’indirizzo di intervenire in questo ambito.

“Per Lapam Condartigianato questo sarebbe un risultato importante e atteso da tempo”, hanno spiegato Munari e Granelli.

“Occorre una maggiore uniformità di gestione delle procedure di liquidazione – ha sottolineato Ferrari – seguendo l’esempio di alcune amministrazioni locali che, attraverso i sopralluoghi in cantiere, riducono i tempi di verifica e quindi di liquidazione degli stati di avanzamento lavori”.

Lapam ha quindi fatto una proposta concreta, per tramite del presidente Munari: “Chiediamo che si adotti un sistema analogo a quello del nuovo Codice degli Appalti che consente alle imprese subappaltatrici, previa una richiesta motivata, di essere pagate direttamente. Oggi questo non è possibile, ma crediamo che si debba lavorare in questo senso per accelerare la liquidazione dei contributi ed evitare il soffocamento delle imprese artigiane coinvolte”.

“Come Confartigianato – ha concluso Granelli – ci siamo impegnati a comunicare alla Regione le situazioni di maggiore sofferenza, per monitorare la situazione e cercare di intervenire tempestivamente”.

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