A Finale Ecobloks apre le porte a chi ha paura dell’insediamento

Ecoblocks Finale Emilia

da sinistra, il presidente di Ecobloks, Spallanzani, il direttore Bassi, il presidente della Consulta di Canaletto, Angelo Govoni e i componenti della delegazione con l’assessore d’Aiello.

Nelle scorse settimane una delegazione di Canaletto, guidata dal Presidente della Consulta Angelo Govoni, ha visitato il cantiere di costruzione dello stabilimento Ecobloks, accompagnata dall’assessore alle Attività Produttive Angelo d’Aiello. Ad attenderli il presidente dell’azienda Alberto Spallanzani e il direttore tecnico Carlo Bassi, che hanno spiegato le modalità operative del nuovo insediamento, chiarendo in modo dettagliato le questioni relative alle emissioni in atmosfera.
Spallanzani ha illustrato quale sarà il mercato nel quale andrà ad inserirsi il suo prodotto, i blocchetti distanziatori utilizzati nei tradizionali pallet in legno impiegati per il trasporto e lo stoccaggio di ogni genere di merce. I blocchetti, che verranno prodotti usando legno riciclato, permetteranno di risparmiare il taglio di 150 mila tronchi d’albero.

“Qui dobbiamo fare subito chiarezza – ha puntualizzato Spallanzani – perché il legno che utilizziamo per la produzione dei blocchetti è una cosa, quello che invece andiamo a bruciare per ottenere l’energia termica indispensabile per far funzionare l’essiccatore è tutt’altra. Per ottenere i blocchetti usiamo come materia prima il legno di recupero, che non viene bruciato ma lavorato, strizzato, pressato, essiccato“.
Questa materia prima segue un suo percorso di lavorazione, durante il quale viene tolto, meccanicamente, via, via il ferro, la plastica, l’alluminio, l’ottone, la carta eccetera. Per essiccare il legno, che al termine di questa pre-lavorazione è ancora umido, entra in funzione la centrale termica che viene alimentata da una linea ben separata e distinta da quella usata per la produzione dei blocchetti.

“La centrale termica – spiega il direttore dello stabilimento, Bassi – brucia esclusivamente legno vergine, proveniente da silvicoltura, oppure cippato di legno, in entrambi i casi si tratterà di materiale dotato di tutte le indispensabili certificazioni. Se non lo dovesse essere resterà fuori dalle porte del nostro stabilimento”. Grande interesse tra i visitatori ha destato il funzionamento dell’essiccatore, una specie di “cannone” da tempo ben visibile dalla strada. “Si tratta di un essiccatore rotativo – aggiunge Spallanzani – dotato di un costosissimo elettrofiltro al quale è collegata una sofisticata strumentazione che assicura la registrazione in continuo, ogni quarto d’ora, mezzora, ora e media giornaliera di tutte le emissioni dell’impianto. Dal camino dell’impianto si vedrà uscire un pennacchietto bianco, ma si tratta di vapore come quelle generato dal vaporizzatore di una ceramica“.

L’insediamento prevede inizialmente l’assunzione di 30-35 addetti tra meccanici ed elettromeccanici e operai con mansioni generiche. “La nostra intenzione – conclude Spallanzani – è assumere personale locale e la nostra volontà è quella di restare in questo territorio, per cui abbiamo tutto l’interesse a tutelarlo e rispettarlo, a cercare di dare lavoro a chi vive in quest’area e a costruire un rapporto positivo con chi risiede nelle vicinanze”.

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