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Bper, aumento di capitale e utile netto in crescita

Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 marzo 2014 e ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale a pagamento fino ad un massimo di € 750 milioni. Ecco, si legge in una nota della banca, le principali evidenze.

  • L’utile netto complessivo del periodo è di € 31,2 milioni, in significativa crescita (+102,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 
  • I ricavi caratteristici sono in sensibile incremento grazie al significativo aumento del margine di interesse (+ 6% anno su anno) e alla buona tenuta delle commissioni nette.
  • Coverage ratios in notevole aumento in seguito all’approccio ancora conservativo sulla valutazione del credito e delle garanzie, anche in vista dell’Asset quality review in corso e dei successivi Stress test.

 

 

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale a pagamento fino ad un massimo di 750 milioni di euro, interamente assistito da un consorzio di garanzia composto da Citigroup Global Markets Limited, J.P. Morgan Securities plc e Mediobanca – Banca di Credito Finanziario spa. L’assemblea straordinaria per l’approvazione dell’aumento di capitale è fissata per il 6 e 7 giugno 2014, rispettivamente in prima e seconda convocazione.

IMG_3523“L’utile del periodo, cresciuto in modo rilevante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, evidenzia la capacità del nostro Gruppo di migliorare il livello dei ricavi caratteristici, in particolare del margine di interesse, anche in un periodo di prolungata crisi economica come quella che stiamo attraversando. Nel primo trimestre – è il commento di Alessandro Vandelli, amministratore delegato del Gruppo BPER –  anche in vista dell’Asset Quality Review e degli Stress test europei che verranno finalizzati nella seconda parte di quest’anno, abbiamo continuato ad applicare un approccio estremamente prudenziale nella valutazione dei crediti che si è tradotto in un ulteriore significativo aumento delle coperture sui crediti deteriorati rispetto ai valori già elevati di fine 2013. In questo contesto di buone performance operative, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale fino ad un massimo di € 750 milioni che ci consentirà di raggiungere un livello di Common Equity Tier 1 ratio “Fully Phased” Basilea 3 superiore al 10% e di allinearci ai nuovi standard di mercato. Tale risultato è ancora più significativo se si considera che esso non tiene conto dei benefici che deriveranno dalla validazione dei modelli interni avanzati per la misurazione del rischio di credito e di mercato. Mi preme in questa occasione ricordare che, nonostante questa lunga crisi possa essere considerata la più grave dal dopoguerra, l’ultima operazione di aumento di capitale della banca risale al 2006 a dimostrazione della capacità di generare redditività anche in condizioni difficili e di mantenere un’adeguata e strutturale solidità patrimoniale. Il capitale raccolto ci consentirà di supportare la nostra clientela nelle opportunità di crescita offerte da uno scenario economico le cui prospettive di ripresa appaiono, oggi, più concrete ed al tempo stesso di dotarci di un livello di patrimonializzazione adeguato che ci consentirà di affrontare con serenità l’esercizio del Comprehensive Assessment da parte della BCE. Inoltre, siamo fortemente motivati a migliorare la nostra capacità competitiva attraverso un piano strutturale di azioni che verranno delineate nel nuovo Piano industriale strategico che verrà presentato all’inizio del prossimo anno. Tale Piano avrà, tra gli altri, l’obiettivo di ridisegnare il modello distributivo di Gruppo, in modo moderno e innovativo, e ridurre in modo strutturale la base costi al fine di raggiungere un adeguato e sostenibile livello di redditività. Crediamo che con queste premesse, i nostri Soci ed Azionisti possano valutare positivamente il nostro operato e la volontà di rendere la banca sempre più solida, consolidando la leadership nei territori di riferimento”.

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Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 329,8 milioni in significativo miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+6% anno su anno) principalmente grazie ai benefici derivanti dalle manovre sul costo del funding poste in essere nel corso del 2013. Anche nel confronto con il trimestre precedente, il margine di interesse risulta in aumento (+1,2% trimestre su trimestre) a seguito di un significativo ampliamento della forbice dei tassi per effetto di incisive manovre di repricing sugli attivi e nonostante la maggiore incidenza del costo della raccolta istituzionale in conseguenza dell’emissione di un’ulteriore tranche del Covered bond per € 250 milioni in febbraio (riapertura dell’emissione inaugurale effettuata in ottobre 2013 per un importo pari a € 750 milioni).

Le commissioni nette, pari a € 171,4 milioni, risultano sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,1%). Tra le attività che hanno maggiormente contribuito al risultato complessivo si evidenziano quelle relative alla raccolta indiretta e “bancassurance” (+12,4% anno su anno) grazie alla crescita delle masse che ha compensato il calo della componente commissionale riferita agli impieghi. Il confronto con il trimestre precedente (-4,1% trimestre su trimestre) presenta la ricorrente stagionalità del periodo.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 0,6 milioni) si attesta a € 63,9 milioni, in sensibile incremento sia nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno che con il trimestre precedente il cui valore si attestava rispettivamente a € 15,2 milioni e € 41,3 milioni, beneficiando del favorevole andamento dei mercati finanziari e degli utili realizzati su riserve relative a titoli governativi detenuti nel portafoglio Available for Sale (“AFS”). Hanno concorso a tale risultato utili netti realizzati per € 71,3 milioni, plusvalenze nette per € 13 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 12,7 milioni (pure negativa per € 20,9 milioni al 31 marzo 2013) e l’apporto negativo di altre componenti per € 8,3 milioni.

Il margine di intermediazione risulta pari a € 565,1 milioni, in notevole incremento sia rispetto al primo trimestre 2013 (€ 497,6 milioni; +13,6% anno su anno), che al trimestre precedente (€ 545,9 milioni; +3,5% trimestre su trimestre), principalmente grazie al buon andamento del margine di interesse e del risultato della finanza.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 214,7 milioni in aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2013 riferibili principalmente a rettifiche operate al comparto del credito (€ 211,8 milioni). L’incremento degli accantonamenti su crediti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è conseguenza sia del perdurare della fase recessiva dell’economia nazionale che dell’applicazione di un approccio estremamente conservativo nella valutazione del credito ed, in particolare, delle garanzie anche in riferimento all’Asset Quality Review che le Autorità di Vigilanza stanno conducendo sulle maggiori banche a livello europeo. Il costo del credito complessivo al 31 marzo 2014 risulta pari a 46 bps (185 bps annualizzato).

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati risulta in sensibile miglioramento rispetto a fine 2013. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 55,4%, in aumento sia rispetto a fine anno che a marzo 2013 (rispettivamente 55,0% e 54,3%); tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza ancora in essere pari a € 1,4 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 64,3%. In incremento di quasi un punto percentuale anche la copertura degli incagli ora al 19,0% rispetto al 18,2% di fine anno e al 17,5% dello stesso periodo dello scorso anno; in aumento anche la copertura su prestiti ristrutturati e scaduti (rispettivamente al 15,0% e al 6,9% al 31 marzo 2014). Il coverage ratio sui crediti dubbi complessivi si attesta al 38,5% in significativo aumento sia rispetto al 37,3% della fine dello scorso anno che al 36,3% di marzo 2013; tenendo poi conto delle svalutazioni dirette su sofferenze prima citate, la copertura dei crediti dubbi si attesta al 45,9% dal 45,1% di fine 2013 (era il 45,5% a marzo 2013).

Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 350,4 milioni, registra un incremento del 6,2% rispetto a marzo 2013, beneficiando principalmente del buon andamento del margine di interesse e del risultato della finanza che hanno più che controbilanciato l’aumento delle rettifiche su crediti. Il confronto con il trimestre precedente evidenzia un risultato ancora più positivo (+19,8% trimestre su trimestre) nel quale alle positività prima citate si aggiunge il calo delle rettifiche complessive.

I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 297,5 milioni nel primo trimestre dell’anno, in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, principalmente per il calo della voce “altri oneri/proventi di gestione” (-€ 9,4 milioni; -16,2% anno su anno) sulla quale ha influito prevalentemente la riduzione della commissione di istruttoria veloce (“CIV”) per € 4,4 milioni. Al netto della voce “Imposte e tasse”, i costi relativi alla gestione ordinaria (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti) risultano in calo dello 0,7% rispetto a marzo 2013. In particolare, le spese per il personale si attestano a € 196,8 milioni in calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le altre spese amministrative ammontano a € 126,1 milioni, in crescita dell’1,3% anno su anno mentre segnano una sensibile diminuzione se si esclude l’impatto della componente riferita alle “Imposte e tasse” (-2% anno su anno)1.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 52 milioni nel periodo (+17% anno su anno). Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 20,8 milioni ed determinano un tax rate pari al 39,9%.

L’utile netto complessivo del periodo risulta pari a € 31,2 milioni, rispetto a € 15,4 milioni al 31 marzo 2013 (+102,3% anno su anno), e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a € 2,9 milioni. L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a € 28,3 milioni a fronte di un risultato pari a € 14,4 milioni a marzo 2013 (+96,4% anno su anno).

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 46,2 miliardi, in calo del’1,2% rispetto alla fine del 2013, per lo più imputabile a componenti stagionali, alla rinuncia a partite particolarmente onerose, al riposizionamento di una parte di raccolta diretta da clientela verso il risparmio gestito, oltre che alle polizze assicurative favorite dal buon momento di mercato. La raccolta diretta è costituita quasi integralmente dalla componente Retail & Private (74,4%) e il 63,3% è rappresentato da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 27,7 miliardi, in aumento del 4,4% da inizio anno. Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 2,8 miliardi(+10,6% da inizio anno), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 45,8 miliardi (-1,4% dalla fine del 2013) risentendo ancora delle difficoltà dell’economia e del calo della domanda per investimenti, seppur in presenza di qualche timido segnale di stabilizzazione nell’ultima parte del trimestre.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 6,5 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto alla fine del 2013 (+1,1%), con una componente di sofferenze di € 2,6 miliardi (+4,2% da fine anno); tali importi risultano rispettivamente pari al 14,1% e al 5,6% del totale dei crediti netti verso clientela. Nel dettaglio le altre poste sono rappresentate da incagli netti pari a € 3,1 miliardi in calo dell’1,2% da fine 2013, da crediti ristrutturati netti pari a € 0,5 miliardi (+20,6% da dicembre 2013) e da crediti scaduti netti pari a € 0,3 miliardi (-25,5% dalla fine dello scorso anno). Tali voci presentano tutte, come già detto, buoni livelli di copertura, incrementati significativamente nel trimestre.

La posizione interbancaria netta, che risulta negativa per € 4,9 miliardi, in miglioramento rispetto a fine 2013 (€ 6,2 miliardi), è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,9 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 6,8 miliardi; tra questi ultimi, € 3,8 miliardi derivano dal rifinanziamento con la Banca Centrale Europea e sono riconducibili alle operazioni di “LTRO” a tre anni, in diminuzione di € 750 milioni per il rimborso parziale effettuato nel trimestre. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 11,5 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 3,9 miliardi disponibili (erano rispettivamente € 12,4 miliardi e € 3,9 miliardi al 31 dicembre 2013).

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 8,9 miliardi, in diminuzione del 2,5% rispetto alla fine del 2013; esse rappresentano il 14,6% del totale attivo, tra le più basse esposizioni a livello di sistema. I titoli di debito rappresentano il 90,8% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 8,1 miliardi: di essi, € 6,2 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, mentre € 1,6 miliardi sono riferiti a banche ed enti sovranazionali.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 6,4 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 185,8 milioni, al netto del relativo impatto fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 205,7 milioni e di riserve negative per € 19,9 milioni; la riserva netta riferibile ai soli titoli governativi risulta positiva per € 85,9 milioni. Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 1,3 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio risulta positiva (“riserva implicita”) per € 108,9 milioni.

I mezzi patrimoniali di Gruppo ammontano a fine anno a complessivi € 4,8 miliardi (+1,5%), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 4,1 miliardi, in incremento dell’1,6% da fine 2013.

Capital ratios

I ratios patrimoniali, determinati sulla base della metodologia standard per il calcolo dei requisiti sul rischio di credito e di mercato, sono stati calcolati tenendo conto della nuova normativa in vigore dal 1° gennaio 2014 e dei chiarimenti e interpretazioni ad oggi recepiti, tenendo conto della quota di utile destinabile a patrimonio realizzata al 31 marzo 2014, e di stime nel calcolo delle attività di rischio ponderate (“RWA”), in particolare per quanto attiene la componente di rischio di controparte sui contratti derivati (“CVA”). Si evidenziano i seguenti valori:

  • Basilea 3 Common Equity Tier 1 ratio Phased-in” pari al 9,24%, in incremento di circa 10 bps rispetto al valore stimato con riferimento al 31 dicembre 2013. Tale valore, calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased), si quantifica pari all’8,75%.

  • Basilea 3 Total capital ratio Phased-in” pari all’11,48%.

Principali dati di struttura al 31 marzo 2014

Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane, con 1.301 sportelli bancari, in calo di 6 da fine 2013, oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a..

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.641 unità (erano 11.718 a fine 2013).

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Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente al 31 marzo 2014

In data 29 aprile 2014, l’agenzia internazionale di rating Standars & Poor’s, nell’ambito di un’ampia azione di sistema che ha riguardato le banche europee, ha confermato i rating di Banca popolare dell’Emilia Romagna di “long-term” e “short term” rispettivamente a “BB-” e “B” e ha rivisto l’outlook a “negativo” da “stabile”. La revisione dell’outlook è conseguenza dell’analisi che Standard & Poor’s ha completato relativamente al potenziale supporto straordinario del Governo in caso di difficoltà di una istituzione creditizia in Europa, nell’ambito del processo di implementazione del quadro normativo con riguardo alla direttiva comunitaria sulla gestione e risoluzione delle crisi degli intermediari denominata “Bank Recovery and Resolution Directive” che dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2016. In base a ciò, Standard and Poor’s ritiene che tale normativa comunitaria possa diminuire la probabilità di un intervento di sostegno governativo in caso di difficoltà della banca.

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L’operazione di aumento di capitale

Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna, in data odierna, ha inoltre deliberato di proporre all’Assemblea Straordinaria dei Soci convocata per il 6-7 giugno 2014, rispettivamente in prima e seconda convocazione, un’operazione di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale a pagamento da offrire in opzione a Soci ed Azionisti ai sensi dell’art. 2441 del codice civile, per un ammontare massimo di € 750 milioni, comprensivo del sovrapprezzo, da eseguirsi entro il 31 dicembre 2014, mediante emissione di nuove azioni ordinarie BPER del valore nominale di Euro 3,00 ciascuna con godimento regolare (l’“Operazione” o “Aumento di Capitale”).

Motivazioni e destinazione dell’Aumento del Capitale

L’Operazione è finalizzata ad un ulteriore rafforzamento della già solida posizione patrimoniale del Gruppo (coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2014 già ampiamente superiori ai livelli minimi regolamentari previsti), raggiungendo fin da subito un livello di Common Equity Tier 1 (CET 1) ratio Basilea 3 Fully Phased superiore al 10%, in linea con la best practice di mercato, ancor prima di considerare i potenziali benefici derivanti dall’attesa validazione dei modelli interni avanzati per la misurazione del rischio di credito e di mercato.

Il rafforzamento patrimoniale, altresì, consentirà di affrontare con serenità l’esercizio dell’Asset Quality Review e dei successivi Stress Test che la Banca Centrale Europea sta svolgendo a livello europeo nell’ambito del Comprehensive Assessment, nonché di ottimizzare la struttura di capitale e di aumentare la flessibilità finanziaria del Gruppo in termini di costo della raccolta e di consentire il ritorno graduale ad una politica di distribuzione dei dividendi.

L’Aumento di Capitale permetterà al Gruppo BPER di continuare a perseguire la propria strategia di crescita organica al servizio della propria clientela supportandola nelle opportunità di crescita offerte da uno scenario economico le cui prospettive di ripresa appaiono, oggi, più concrete. Inoltre, la dotazione patrimoniale così raggiunta contribuirà a migliorare la capacità competitiva sui territori di riferimento attraverso un piano strutturale di azioni che saranno delineate nel nuovo Piano industriale che verrà presentato all’inizio del prossimo anno. Tale Piano avrà, tra gli altri, l’obiettivo di ridisegnare ed innovare il modello distributivo di Gruppo, ridurre in modo strutturale i costi operativial fine di raggiungere un adeguato e sostenibile livello di redditività che prevede una stima di ROTE al 2017, post aumento di capitale, superiore al 9%2.

Il completamento con successo dell’operazione, assumendo la sottoscrizione dell’Aumento di Capitale per l’ammontare massimo di € 750 milioni, permetterà infatti al gruppo BPER di raggiungere i seguenti ratio patrimoniali (pro-forma al 31 marzo 2014, calcolati3 con una metodologia standard, e dunque escludendo i potenziali benefici relativi all’adozione dei modelli avanzati per la misurazione del rischio di credito e di mercato):

  • Basilea 3 Common Equity Tier I ratio Phased-in: 10,93%

  • Basilea 3 Common Equity Tier I ratio Fully Phased: 10,44%

Periodo previsto per l’esecuzione dell’Aumento di Capitale

Subordinatamente al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità competenti, si stima che l’offerta delle azioni ordinarie di nuova emissione in opzione a Soci ed azionisti possa avere esecuzione entro il 31 luglio 2014 e, comunque, non oltre il corrente esercizio.

Consorzio di garanzia

Nell’ambito dell’operazione, Citigroup Global Markets Limited, J.P. Morgan Securities plc e Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. agiranno in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, avendo sottoscritto un accordo di pre-underwriting relativo all’intero ammontare dell’operazione.

BPER è inoltre assistita da Chiomenti Studio legale in qualità di advisor legale.

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Si precisa che il Resoconto intermedio di gestione consolidato trimestrale del Gruppo BPER al 31 marzo 2014 non è oggetto di verifica da parte della Società di revisione incaricata. Il documento sarà disponibile presso la Sede sociale, presso Borsa Italiana S.p.a. e sui siti internet della Banca e del Gruppo (www.bper.it e www.gruppobper.it) nei termini di legge.

Ad integrazione delle informazioni riportate, si allegano i prospetti su base consolidata di Stato patrimoniale e di Conto economico (in versione confrontata e trimestralizzata) al 31 marzo 2014, oltre ad un riepilogo dei principali indicatori.

La relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione sul prospettato Aumento di Capitale, contenente le proposte all’Assemblea Straordinaria, sarà messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito internet della Società nei termini di legge.

1 Voce “Imposte e tasse”: € 34,9 milioni al 31 marzo 2014 e € 31,6 milioni al 31 marzo 2013.

 

2 Stima basata su una scenario economico di consensus, tassi di interesse impliciti nelle curve di mercato e un costo del credito stimato internamente pari a 75 bps al 2017.

 

3 Stima effettuata prendendo a riferimento le attuali evidenze ed interpretazioni normative, tenuto conto che gli Organi di vigilanza hanno di recente adottato per le segnalazioni prudenziali riferite a marzo 2014 un ulteriore differimento, rispetto a quanto previsto dalla nuova normativa in applicazione dal 1°gennaio 2014, al 30 giugno 2014.

 

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