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A Finale Emilia una serata a parlar del tempo

Questa sera, giovedì 18 settembre alle ore 21 la sala polivalente del MAF di viale della Rinascita ospita la conferenza di Giovanni Paltrinieri, finalese d’origine, esperto di gnomonca, la scienza che elabora teorie sul tempo. Si tratta del primo dei “Giovedì culturali” organizzati dal Gruppo R6J6 in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Finale.

Il secondo appuntamento è per il 25 settembre, sempre al MAF alle ore 21, con Galileo Dallolio, altro finalese che si è fatto valere ben oltre i confini cittadini, che parlerà di Edmondo Solmi e dei suoi studi su Leonardo da Vinci.

finale orologio

La Meridiana un tempo presente sulla facciata del Palazzo Municipale di Finale che il progetto di recupero del FAI prevede di ripristinare

Da che mondo è mondo, la Misura del Tempo è sempre stata attentamente seguita da ogni civiltà e in ogni secolo, sia per motivi religiosi, sia per quelli civili. Per questo sono nati i Calendari, che sono il frutto di un attento esame sul moto apparente del Sole e della Luna, e hanno dato origine ad antichi osservatori astronomici del tipo di Stonehenge in Inghilterra. Pur limitandosi a questa fondamentale suddivisione del Tempo, l’uomo primitivo poté così stabilire con una certa precisione il periodo della semina e quello del raccolto: accorgimento questo che garantiva la sopravvivenza della comunità tribale.
Con l’avvento del cristianesimo lo studio sulla precisa perpetuità calendariale si fece particolarmente sentire e si dette sempre più attenzione anche alla durata del giorno nei suoi particolari momenti di Alba, Mezzodì, Tramonto.
Le civiltà che via via si sovrapposero nell’area mediterranea arricchirono col tempo le proprie conoscenze celesti. A tale scopo vennero approntati inizialmente gli Obelischi, che consentivano di osservare sul quadrante, il percorso diurno dell’Astro. Questa Scienza, nata nella notte dei tempi, va sotto il nome di “GNOMONICA”, da “Gnomone” (termine greco che significa: Indice, Indicatore), cioè l’asta o lo stilo che genera l’ombra.
Di pari passo nacquero gli OROLOGI SOLARI, strumenti che indicano, oltre al Mezzodì, un certo numero di ore della giornata. Essenzialmente un Orologio Solare si compone di due parti: Gnomone e Quadrante. Lo GNOMONE – o Stilo – è l’asta che convenientemente piazzato genera l’ombra su un piano o QUADRANTE. Oltre che indicare l’Ora, il quadrante può anche fornire l’indicazione del periodo stagionale quale le date dei Solstizi e degli Equinozi, o altre importanti informazioni di carattere astronomico.
A metà del Cinquecento cominciarono ad apparire le prime MERIDIANE: strumenti gnomonici solitamente di grandi dimensioni che indicano sostanzialmente l’istante del Mezzodì e l’altezza del Sole in quel momento. Il maggiore esempio lo troviamo all’interno della Basilica di San Petronio a Bologna, realizzato nel 1655 da Giovanni Domenico Cassini. Grazie al principio ottico della Camera Oscura, da un foro di modeste dimensioni praticato sulla volta della chiesa, i raggi solari subiscono un restringimento e un capovolgimento di immagine, proiettando al suolo il preciso contorno dell’astro.
Dal Duecento cominciarono ad apparire anche i primi OROLOGI MECCANICI.

La loro iniziale funzione era quella di battere ad intervalli regolari i momenti diurni e notturni delle preghiere all’interno delle comunità monastiche. Poi ne vennero installati dei più grandi sui campanili sia per uso pubblico, sia per invitare i fedeli alla Messa. Questo campo produttivo costituì una delle principali molle di affinazione dell’arte metallurgica e meccanica, da cui derivarono eccezionali risultati tecnologici che si allargarono ben presto ad altri settori. Grazie a questi enormi progressi, tra Quattrocento e Cinquecento in molte città europee si realizzarono su chiese, campanili, palazzi pubblici, degli eccezionali Orologi meccanici anche di tipo “astronomico”: sul quadrante, oltre che leggere l’ora, si indicava la posizione del Sole rispetto al cerchio dello zodiaco, la Luna con le sue fasi, e la relazione apparente Sole-Luna nel cielo, consentendo anche all’analfabeta popolano di trarne informazione non solo per l’indicazione oraria, ma anche per gli aspetti astrologici e quelli prettamente legati all’agricoltura.
Anche le ore del giorno hanno subito nel tempo notevoli trasformazioni. Sino alla fine del Settecento, il termine del giorno non veniva collocato all’attuale mezzanotte, ma veniva posto nell’istante del tramonto del Sole in quanto effettivamente la giornata era conclusa sopraggiungendo il buio. Poi finalmente si adottò l’Ora detta alla “Francese”, ma si trattava pur sempre di un Tempo Locale. Soltanto alla fine dell’Ottocento si ebbe la creazione dei “Fusi”, dando vita all’attuale sistema orario.

 

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