Finale Emilia: la surreale storia dei facchini senza lavoro ma non licenziati

Stanno vivendo una storia incredibile, i 14 facchini della cooperativa Progetto 3 di Finale Emilia. La cooperativa, infatti, ha cessato l’attività lo scorso 14 giugno. I lavoratori, dopo due mesi di ammortizzatore sociale, al momento non hanno più un lavoro, ma non sono neppure stati licenziati dall’azienda e il loro futuro è alquanto incerto.

“La cooperativa Progetto 3 – informa la Filt/Cgil di Modena in una nota pubblicata su Rassegna- a giugno ha ceduto la propria attività al Consorzio Sicurint Group Scpa di Verona, che, attraverso due sue cooperative consorziate, ha riassunto la maggior parte dei facchini impiegati in Progetto 3”.

Questo passaggio, secondo quanto afferma la Filt/Cgil di Modena, sarebbe “però avvenuto con modalità irregolari: la maggior parte dei lavoratori – afferma il sindacato in una nota – ha infatti dato le dimissioni per essere riassunti dal Consorzio con un nuovo contratto multiservizi peggiorativo rispetto al precedente, sia dal punto di vista salariale che normativo. “Questa modalità di trasferimento è stata subito contestata dal sindacato – afferma Drame Ndiankou della Filt/Cgil di Modena – poiché l’art.2112 del Codice Civile sulla cessione d’azienda prevede che siano mantenuti gli stessi diritti ai lavoratori che passano da una società all’altra”.

La maggior parte dei lavoratori “pur di lavorare ha dato le dimissioni, accettando il nuovo contratto – aggiunge Drame Ndiankou -. Inoltre i lavoratori non hanno neppure riscosso il TFR che, a dire di Progetto 3, sarebbe stato trasferito al Consorzio Sicurint”. Quattordici dipendenti di Progetto 3 hanno però rifiutato questa procedura e 8 di loro si sono rivolti alla Filt/Cgil per fare rispettare i loro diritti. Avendo Progetto 3 dichiarato l’intenzione di cessare l’attività, è stata attivata per i 14 dipendenti una Cigo in deroga per due mesi (luglio e agosto), che però non può più essere prorogata e dal 1° settembre i lavoratori sono scoperti. I lavoratori non possono nemmeno ricercare un altro lavoro, visto che formalmente sono ancora dipendenti dell’azienda, “azienda che però al momento – prosegue il sindacalista della Filt/Cgil – non prende alcuna decisione nei loro confronti”. “La Filt/Cgil e i lavoratori chiedono perciò che la Cooperativa Progetto 3 e lo stesso Consorzio Sicurint Group Scpa siano disposti ad un confronto vero. In assenza di un segnale da parte dell’azienda, la Filt/Cgil unitamente ai lavoratori valuterà le forme di lotta da mettere in campo”.

 

L’azienda replica così.

“La Progetto 3 non ha cessato la propria attività e non ha intenzione di cessarla continuando ad avere degli appalti sui quali lavorare per alcuni committenti – si legge in una nota – L’azienda Sicurint Group Scpa ha acquisito un appalto dove venivano impiegati circa 50 lavoratori e lo ha assegnato ad una cooperativa consorziata che a sua volta ha accettato tutte le richieste soci presentate dai lavoratori dalla Progetto 3”.

 

 

Non c’è stata nessuna cessione d’azienda ma solamente la perdita di un’appalto, quindi, ed una conseguente “migrazione” di alcuni lavoratori. “Tutte le parti hanno intenzione di venire incontro alle esigenze dei lavoratori – prosegue il legale della coop finalese – Quattordici dipendenti della Progetto 3, consigliati dal sindacalista, hanno deciso di non presentare domanda di ammissione a socio lavoratore e pertanto, allo stato, non possono essere utilizzati. A quanto a nostra conoscenza la Cooperativa assegnataria dell’appalto è ancora disponibile ad utilizzare tutti i lavoratori ad oggi esclusi come soci lavoratori. Per quanto riguarda il TFR, con accordo sindacale, è stato trasferito alla cooperativa assegnataria dell’appalto”.

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