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Da Finale al Parlamento il caso della Campari che licenzierebbe i terremotati

“Non siamo in presenza di una vera crisi, ma di un caso, purtroppo frequente, di licenziamenti per alleggerire il costo del personale, pur in una situazione di bilanci più che positivi”. Così il Movimento 5 Stelle chiede, con una interrogazione al Ministro Poletti, che su Campari che starebbe per mandare a casa diversi dipendenti dello stabilimento di Finale Emilia, sia fatto tutto il possibile per scongiurare la mobilità e che si lavori per avere, all’interno del gruppo Campari, un piano aziendale di ricollocamento del personale considerato in esubero.
“Non siamo ancora fuori dalla emergenza causata dal terremoto – si legge in una nota – ci vorranno ancora anni, ed il prezzo che stanno pagando le famiglie è altissimo, sia per quanto riguarda gli alloggi ancora inagibili, sia per quanto riguarda il reddito. Occorre che tutti facciano il massimo sforzo per sostenere il tessuto sociale del territorio, sia le imprese che le istituzioni di fronte a questi drammi personalmente farò quanto è in mio potere, conto che lo facciano anche gli altri”.Ecco il testo dell’interrogazione firmata da Vittorio Ferraresi

 

INTERROGAZIONE:

 

Interrogazione a risposta scritta

22/09/2014

Primo firmatario Vittorio Ferraresi
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali  

per sapere, premesso che:

il 17 settembre 2014, con lettera di Assolombarda, la società Fratelli Averna SpA, con sede legale a Caltanisetta, via Xiboli, 345, comunica al Ministero del lavoro, alle organizzazioni sindacali ed agli enti regionali competenti di Emilia Romagna e Sicilia, la necessità di riduzione del proprio personale di 52 lavoratori, di cui 7 con qualifica di dirigente, prevalentemente impiegato nel settore commerciale ed amministrativo;

Fratelli Averna S.p.A. è leader nel mercato spirit in Italia, è proprietaria di Averna, il secondo amaro più venduto in Italia e uno dei liquori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo;

il 3 giugno 2014, a seguito del signing del 15 aprile 2014, il Gruppo Campari ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Fratelli Averna S.p.A., il controvalore totale dell’operazione è stato pari a € 103,7 milioni;

Davide Campari-Milano S.p.A., con le sue controllate (‘Gruppo Campari’), è uno dei maggiori player a livello globale nel settore del beverage; è presente in oltre 190 paesi del mondo con posizioni di primo piano sia in Europa che nelle Americhe;

con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni, Campari conta 16 impianti produttivi e 3 aziende vinicole in tutto il mondo e una rete distributiva propria in 19 paesi; il Gruppo impiega oltre 4000 persone; le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana dal 2001;

il Bilancio 2013 del Gruppo Campari ha registrato un valore delle vendite pari a euro 1.524,1 milioni (+13,7%; variazione organica +1,7%) con un utile netto di euro 149,8 milioni; l’utile netto del Gruppo del primo semestre 2014 è stato di € 57,3 milioni;

nella relazione intermedia sulla gestione, al 30 giugno 2014, del Gruppo, in merito all’acquisizione di Averna, si legge: “ il gruppo Averna è proprietario di un portafoglio di prodotti caratterizzati da posizionamento premium, elevata marginalità e leadership nelle categorie di riferimento … L’acquisizione di gruppo Averna rappresenta un’opportunità per fare leva sulla struttura distributiva diretta nei mercati chiave dei brand acquisiti al fine di accelerarne la crescita in modo profittevole e in linea con la strategia di crescita per acquisizioni”;

la missima di Assolombarda, che comunica la messa in mobilità dei lavoratori del gruppo Averna, è la scelta fatta dalla dirigenza del Gruppo Campari che, pur continuando ad avere bilanci estremamente positivi, sia in termini di vendite che di margini operativi, decide di licenziare i dipendenti dei gruppi che acquisisce;

e lo fa negando contestualmente l’opportunità del riassorbimento dei 52 dipendenti all’interno di un Gruppo che ne conta 4.000, ed escludendo l’ipotesi di Cassa integrazione guadagni sia ordinaria che straordinaria, rendendosi esclusivamente disponibile eventualmente a valutare trattamenti economici di cosiddetta buona uscita;

siamo, con tutta evidenza, di fronte ad un esempio di impresa italiana, la Campari, che ha scelto di crescere a scapito dell’occupazione: “ … un’opportunità per fare leva sulla struttura distributiva diretta nei mercati chiave dei brand acquisiti al fine di accelerarne la crescita in modo profittevole e in linea con la strategia di crescita per acquisizioni”;

indifferente nei confronti dei propri lavoratori, nonostante il Codice Etico e i buoni principi enunciati nell’adesione alla cosiddetta Responsabilità sociale di impresa in cui è possibile leggere: “ anche durante il 2013, sono state adottate azioni per valorizzare le risorse che lavorano nell’azienda (i ‘Camparisti’). Queste ultime costituiscono infatti gli ambasciatori più autentici del Gruppo Campari nel mondo”;

la drammatica situazione occupazionale del Paese non è solo numeri: il tasso di disoccupazione in Italia, dal 2007 al 2013, è praticamente raddoppiato passando dal 6,09% al 12,19%, in Sicilia, sede del gruppo Averna,  ha raggiunto il 21,03%, è nel dramma di migliaia di famiglie che stanno perdendo, insieme al reddito, la propria personale dignità di cittadini;

a Finale Emilia, dove è previsto il licenziamento di 13 dipendenti, si ricorda che si è ancora in piena emergenza terremoto, a seguito dei sismi del maggio 2012;

secondo la Cisl, dai primi mesi del 2013, i disoccupati della Bassa modenese sono aumentati del 17,5%, contro una percentuale provinciale ferma al 3,9%; ancora più grigio il quadro dipinto dalla Cgil: “I fenomeni sismici hanno  inciso in maniera devastante in un territorio già fortemente colpito dalla crisi economica” secondo  Tania Scacchetti , segretario della Cgil di Modena: “ e se si è riuscito a evitare che molte aziende delocalizzassero, è anche vero che tanti hanno chiuso, riversando in un mercato già saturo migliaia di disoccupati che ora è quasi impossibile ricollocare”;

se Governo e il Ministro interrogato non ritengano di doversi adoperare per:

– mettere in discussione la procedura di mobilità promosso dalla società Fratelli Averna SpA;

– chiedere alla società Davide Campari – Milano SpA un piano industriale in cui risulti possibile il riassorbimento del personale considerato in esubero all’interno del gruppo e/o contestualmente una prospettiva di riorganizzazione aziendale del gruppo Averna.

 

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