Amianto a San Felice, il sindaco sollecita la messa in sicurezza

La richiesta di costituire un deposito permanente di materiali pericolosi con l’amianto, avanzata a San Felice sul Panaro per uno spazio a ridosso del centro abitato, continua a tenere banco mentre la Provincia prende tempo per concedere o rifiutare l’autorizzazione.

Una attesa lunga che per il Movimento 5 Stelle non deve significare lassismo sul fronte della tutela della salute pubblica, vista la pericolosità del materiale stoccato che proviene dalle demolizioni post terremoto.

E il sindaco di San Felice replica adesso con fermezza: “Come Comune non stiamo con le mani in mano”. E si propone anche di un Tavolo di monitoraggio con associazioni, sindacati e partiti.

“Si legge in una nota del Comune che “il Sindaco ha emesso giovedì 25 settembre una ulteriore ordinanza sindacale nei confronti di Bianchini Costruzioni, inviata anche al commissario giudiziale, con la quale chiede di rispettare le precedenti ordinanze che prevedevano il mantenimento in sicurezza dei cumuli inquinati dalla  presenza di amianto e in parte posti sotto sequestro giudiziale al polo industriale.
Lunedì 29 settembre il Sindaco, rispondendo alle interrogazioni dei gruppi di minoranza in Consiglio Comunale, ha illustrato il punto della situazione sul deposito di materiale contaminato da amianto, ripercorrendo la storia degli avvenimenti e dei provvedimenti adottati dal Comune di San Felice e dalla conferenza di servizi con gli enti preposti, Provincia di Modena, Arpa e Asl.
Il Sindaco ha proposto l’istituzione di un tavolo di monitoraggio a tutela della salute dei cittadini composto in prima battuta dai gruppi consiliari e poi dalle associazioni e sindacati del territorio”.

 
Di seguito l’intervento del Sindaco di San Felice Alberto Silvestri.

Risposta del Sindaco al punto 5 odg c.c. 29/9/2014, Interrogazione del Gruppo Sanfeliciani
per Reagire:

“Partiamo con una considerazione: vicende come queste sono molto delicate e richiedono
la massima attenzione da parte di tutti, vista la delicatezza dei temi che vengono trattati e
le ripercussioni che questi temi possono avere sulla vita dei cittadini, quindi l’attenzione su
questi temi è stata fin da subito ed è tuttora ai massimi livelli.

Come forse è noto ai più la vicenda nasce nel settembre 2012, in piena emergenza post-
sisma, a seguito del ritrovamento di alcuni frammenti di cemento amianto nel materiale
riciclato utilizzato per la realizzazione di un’area adibita a parcheggio in prossimità del
campo tende di San Biagio.

A seguito di quel ritrovamento e dopo le necessarie analisi che ne hanno confermato la
natura, come amministrazione abbiamo chiesto la verifica sui siti di Piazza Italia, Ri-
Commerciamo, Nuova Chiesa e Nuovo Municipio e sull’area a fianco dei Vigili Del Fuoco
ed anche in questi casi vi è stato un riscontro positivo perché gestiti dalla stessa impresa.

In seguito ai riscontri avuti dalle verifiche, abbiamo fatto le opportune segnalazioni alla
Procura della Repubblica, ed è stato avviato un procedimento giudiziario per stabilire le
responsabilità per l’accaduto. In merito ci siamo di recente costituiti Parte Civile.
Contestualmente sono state emanate una serie di ordinanze e si è intrapreso un percorso
condiviso con Arpa, Asl e Provincia per liberare piazza Italia e mettere in sicurezza San
Biagio, ricordo che dalle stime fatte il materiale inquinato o potenzialmente tale si aggira
tra le 90.000 e le 100.000 tonnellate.

Abbiamo fatto parecchi incontri con la Regione, ed a seguito di diverse conferenze di
servizio con gli enti preposti, ARPA ASL e Provincia di Modena, a dicembre 2013 è stato
emesso un provvedimento dirigenziale della Provincia col quale si chiede all’impresa:
a) di avviare un percorso per la realizzazione di un deposito D12 riguardante i rifiuti
relativi ai siti sopra indicati e comunque presenti nel territorio del comune di San
Felice;
b) in alternativa di procedere allo smaltimento.

In aprile 2014 è stato presentato un progetto in Provincia che lo ha pubblicato, si è
successivamente, a fine luglio riunita la conferenza di servizi con Arpa, Usl, Provincia e
Comune, nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ne sono
scaturite diverse richieste di integrazione che a fine agosto il 28/8 sono state notificate
all’impresa e quindi si sono interrotti i termini del procedimento in attesa che vengano
fornite dall’impresa le integrazioni richieste e per produrre le quali l’impresa ha 45 giorni di
tempo.

Per completezza di informazione va detto che l’impresa oggi è in concordato preventivo,
nel piano concordatario predisposto e approvato dal tribunale sono state previste delle
somme per la realizzazione del deposito.

Proponiamo di Istituire un Tavolo di monitoraggio della situazione a garanzia della
salute dei cittadini ed a tutela del nostro territorio, composto in un primo tempo
dall’amministrazione e dai capigruppo, per estenderlo successivamente alle associazioni
di categoria ai sindacati ed a quanti in forma associata desidereranno farvi parte.
Appena il quadro si sarà ulteriormente chiarito faremo le iniziative più opportune per
informare i cittadini.” 

 

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