Profughi a Finale, il sindaco in piazza “Se non ci si oppone saranno 50, poi altri 50 e ancora 50”

Una manifestazione di protesta contro i profughi, che ha raccolto una quarantina di persone, sindaco e alcuni membri della Giunta, e chi si è svolta in maniera tranquilla e ordinata, coi Carabinieri a tenere d’occhio la situazione a distanza, si è tenuta a Massa Finalese domenica pomeriggio. 

Qui stanno per arrivare a vivere cinque richiedenti asilo, per i quali la coop Caleidos che gestisce il piano di accoglienza per conto della prefettura, ha già firmato il contratto di affitto per un appartamento in via per Mirandola. L’appartamento è stato arredato, quindi l’arrivo è imminente.

In piazza è stata portata la preoccupazione che, disattesa la richiesta di Finale Emilia di essere esclusa dell’accoglienza, i primi 5 richiedenti asilo siano solo la testa di ponte per farne arrivare molti di più. 

“A Finale Emilia – ha ricordato il sindaco Sandro Palazzi – ne sono previsti quest’anno 50, e se non ci si oppone saranno 50, poi altri 50 e ancora 50”. In un contesto, ha aggiunto Palazzi, “In cui già il 13% della nostra popolazione è composto da immigrati”. “Noi non siamo razzisti ma – ha puntualizzato – per una accoglienza organizzata, non fatta allo sbaraglio”. Per questo occorre “protestare,e protestae con ogni mezzo lecito per dire di no. I mezzi illeciti no, siamo persone ragionevoli. Ed è giusto che queste persone vadano dove si vuole fare accoglienza, nei Comuni vicini, nei Paesi vicini. Non dove non si vuole fare accoglienza, ha concluso il sindaco annunciando di avere pronta un’ordinanza che disincentivi i proprietari di casa dall’affittare ai richiedenti asilo.

Tra il pubblico, composto da diversi cittadini che hanno annuito durante tutto il discorso di Palazzi, anche il presidente del Consiglio comunale Maurizio Boetti, la consigliera della Lega Agnese Zaghi, l’assessora Fernanda Paganelli e l’assessore Gianluca Borgatti. Da Mirandola è arrivato anche il forzista Antonio Platis.

Presente anche una coppia, Beatrice e Giuseppe, che vive nel condomino che ospiterà i cinque richiedenti asilo neocittadini massesi, cinque maschi adulti che sono già presenti in Italia da mesi e attendono il riconoscimento dello status di rifugiati. “Ci sono otto appartamenti nel nostro edificio e solo due sono abitati da italiani. Gli altri sono stranieri, e c’è chi dà problemi e chi no. Ci sono famiglie tranquillissime e a modo, ma i maschi che vivono da soli non si sa che cosa fanno tutta la notte e tutto il giorno, l’altra sera ci siamo trovati i Carabinieri! Già adesso insomma abbiamo i nostri problemi. Ma ora – rimarcano i due –  abbiamo paura perchè non sappiamo chi arriva, che persone sono, se sono in salute, se sono persone per bene o hanno precedenti penali, cosa faranno tutto il giorno. Una telefonata per avvisare, quanto meno al sindaco, andava fatta”.

Del tema profughi e richiedenti asili si tornerà a parlare in piazza a Finale, nei prossimi giorni, quando sarà convocata una assemblea pubblica coi cittadini, il sindaco e gli assessori. E un nuovo appuntamento di piazza è stato annunciato di nuovo a Massa, sempre per le prossime settimane, dal sindaco.

 

 

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