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Giovani a rischio di radicalizzazione, si studia la prevenzione

Giovani a rischio di radicalizzazione: un convegno internazionale a Modena presenta nuovi modelli di prevenzione. L’appuntamento, che si terrà lunedì 22 gennaio 2018, vede il coinvolgimento del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore e sarà l’occasione per i ricercatori coinvolti nel progetto YEIP di presentare i primi risultati del progetto.

La prevenzione e il controllo della radicalizzazione a livello europeo, fino ad oggi, sono stati gestiti prevalentemente dai governi nazionali e locali, con un limitato coinvolgimento diretto dei più giovani, di norma considerati tra le categorie a maggior rischio rispetto a questo fenomeno. Il progetto YEIP, finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ dell’Unione Europea, realizzato da un consorzio di 18 partner pubblici e privati provenienti da 7 diversi Stati Membri, mira a colmare questa mancanza, sviluppando politiche giovanili tese a minimizzare il rischio della radicalizzazione e sostenere l’inclusione sociale tramite una maggiore partecipazione di ragazzi e ragazze.

Il progetto YEIP promuove, lunedì 22 gennaio 2018 alle ore 9.30 presso il Complesso universitario San Geminiano (via San Geminiano, 3) aModena, un convegno internazionale organizzato dai partner italiani Regione Liguria e Anziani e non solo soc. coop. soc. con la collaborazione del CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore, diretto dal prof. Gianfrancesco Zanetti.

L’evento, che riunirà esperti, ricercatori e giovani di tutta Europa, sarà l’occasione per presentare i primi risultati del progetto europeo YEIP per condividere saperi e pratiche sulla prevenzione della radicalizzazione giovanile.

“Affrontare il tema della prevenzione della radicalizzazione nelle giovani generazioni – afferma il prof. Gianfrancesco Zanetti, Direttore del CRID -Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore –  richiede un approccio multidisciplinare, capace di coniugare saperi e campi di ricerca diversi, nonché esperienze pratiche a livello internazionale, nazionale e locale. È in quest’ottica che il CRID offre il suo contributo al progetto, ossia inquadrando la problematica come un caso concreto di vulnerabilità situazionale: quella giovanile”.

Per la realizzazione del progetto, la Regione Liguria ha siglato un protocollo di partenariato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, con il quale la Regione si impegna a trasferire e condividere con la Direzione Generale le informazioni e i risultati raggiunti. La Direzione, da parte sua, si impegna a valorizzare tutte le informazioni e i materiali del progetto, attraverso il portale Integrazione Migranti e a diffondere i risultati raggiunti tramite la propria rete istituzionale.

La sessione mattutina, dopo un’illustrazione del progetto e della sua metodologia da parte di Theo Gavrielides, Fondatore e direttore dell’IARS International Institute di Londra e coordinatore di YEIP e di Sinclair Coward, Responsabile del Dipartimento di Servizio Sociale e Assistenza Integrata, Buckinghamshire New University, sarà focalizzata sulla prospettiva internazionale, con la presentazione dei risultati di alcuni studi condotti da importanti istituti di ricerca europei.

La sessione pomeridiana si focalizzerà sul contesto italiano e su esempi di partecipazione giovanile. Tra i relatori anche Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei Deputati e magistrato, esperto di terrorismo internazionale primo firmatario del disegno di legge sulla prevenzione della radicalizzazione. Le conclusioni saranno affidate a Tatiana Esposito, Direttore Generale, DG dell’immigrazione e delle politiche d’integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

“La ricerca  – afferma Manuela Tagliani ricercatrice del progetto YEIP – ha messo in luce la necessità di un maggiore impegno dell’Italia in tema di prevenzione sociale della radicalizzazione, aspetto spesso messo in ombra dalle esigenze di contrasto e prevenzione penale. È emersa inoltre l’esigenza di spostare l’attenzione generale verso una concezione più ampia di radicalizzazione che permetta di includere tutte le forme di estremismo violento che possono influire negativamente sulla vita dei giovani. Il progetto YEIP potrebbe rappresentare, in questo senso, un punto di riferimento positivo per tutti coloro che, quotidianamente, sono impegnati nell’educazione e formazione delle nuove generazioni”.

Il convegno sarà anche l’occasione per lanciare il volume “Young, marginalised but not radicalised: A comparative study of positive approaches to youth radicalisation” che raccoglie i risultati di un’attività di ricerca realizzata nei diversi Paesi coinvolti: non solo l’Italia, dunque, ma anche il Regno Unito, la Romania, il Portogallo, Cipro, la Grecia e la Svezia. Il testo include capitoli dedicati a ciascun Paese e scritti nelle lingue nazionali, insieme ad un’analisi comparativa in lingua inglese. Il report sarà scaricabile gratuitamente dal sito del progetto, all’indirizzo: www.yeip.org

Per maggiori informazioni: http://yeip.org/international- conference-22-january-2018- modena-italy/

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