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Marketing in action – il libro

di Andrea Lodi

Come applicare concetti, metodologie e strumenti di marketing nelle PMI.

Ho conosciuto Stefano Galli una decina di anni fa. Mi fu presentato da un collega di Bologna. Cercavo un esperto di marketing con un approccio poco teorico e molto pratico, orientato alle PMI, per un importante progetto da realizzare presso un’impresa cliente.

Stefano mi piacque subito: diretto, professionale, chiaro, con una forte vocazione al problem solving. Era il professionista che cercavo.

Anche il cliente fu molto contento del lavoro svolto da Stefano. Così iniziò una collaborazione professionale che durò per molti anni. Poi le diverse scelte professionali ci allontanarono per alcuni anni. Fino a ieri mattina, quando ricevo una telefonata di Stefano che mi propone di vederci per “una interessante notizia che lo riguarda”. Incuriosito gli propongo di vederci nel tardo pomeriggio.

Così vengo a conoscenza dell’esistenza del lavoro editoriale realizzato da Stefano: “Marketing in action, il primo testo di marketing al mondo che non ha bisogno di essere letto dall’inizio alla fine per essere appreso appieno”.

Un incipit un po’ ambizioso, da un professionista, Stefano, che ha sempre fatto del “low profile” una caratteristica del suo modo di essere.

Sfogliandolo mi rendo conto che Stefano ha ragione.

Come nasce Marketing in action?

Il libro nasce con l’obiettivo di soddisfare in modo pratico ed essenziale, I reali bisogni formativi dei lettori, nell’ambito del marketing.

In che modo?

Negli ultimi tre anni ho raccolto e catalogato più di 170 esigenze formative espresse da imprenditori, manager, studenti e neoimprenditori. Ho così individuato 7 esigenze di apprendimento predominanti, sulle quali ho costruito 7 distinti percorsi formativi.

Quindi il libro è da considerarsi una guida al marketing?

Non esattamente. Direi che è qualcosa di più. Il libro è organizzato in “percorsi formativi” indipendenti uno dall’altro. Il lettore ha modo di fruire di quei contenuti che ritiene utili sulla base dei suoi bisogni formativi, senza essere obbligato a leggersi tutto il libro.

Come sono organizzati i percorsi formativi?

Come detto i percorsi formativi sono 7. Ogni percorso formativo è composto da diverse “tappe formative”, che sono a loro volta collegate da specifici riferimenti, di facile fruizione, che si trovano alla fine di ogni tappa.

Quali sono gli argomenti trattati nei percorsi formativi?

Si va da “come aumentare la visibilità della propria azienda”, passando attraverso “come approcciare i mercati esteri in modo efficace”, al tema del “social marketing”, fino alla “value proposition” per arrivare a “come il marketing può contribuire ad aumentare il fatturato e la redditività della tua azienda”.

Proprio sulla “value proposition” un’azienda cliente, di recente, ha realizzato un importante lavoro di analisi e ridefinizione della propria “proposta di valore”, ottenendo importanti riconoscimenti che l’hanno portata fino alla Silicon Valley, in California.

Che senso ha, nell’era del web e della formazione a distanza, un libro cartaceo sulla formazione?

Ritengo sia proprio questo il valore aggiunto di “Marketing in action”. Ormai tutti siamo costantemente attaccati ad un video, che sia quello dello smartphone che quello del computer. Il libro, il cosiddetto “supporto cartaceo” ormai rappresenta una piccola pausa dall’assordante, permettimi il termine improprio, “rumore” dell’elettronica.

Una scelta azzardata, non c’è che dire. Ma può darsi che Stefano abbia ragione. D’altronde è un esperto di marketing.

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