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Nuove assunzioni, guardia attiva giorno e notte e più formazione: ecco come sarà salvato il Punto Nascite di Mirandola

Nuove assunzioni, guardia attiva giorno e notte e più formazione: ecco come sarà salvato il Punto Nascite di Mirandola. Non raggiungendo il numero minimo di parti ritenuto dal Ministero sufficente a garantire tutte le norme di sicurezza, dovrebbe infatti chiudere, ma la sua posizione strategica in area terremotata ha fatto guadagnare una deroga di due anni. A patto che, è stato messo in chiaro da Roma, vengano attivate una serie di misure e modifiche importanti. Proprio queste sono state illustrate dall’Ausl all’Unione Comuni Area Nord e saranno realizzate entro giugno.

La nota dell’Unione Comuni Area Nord

In occasione della presentazione del rapporto sul Punto Nascite di Mirandola, illustrato dall’Azienda Usl di Modena durante lo scorso Consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, la Giunta dell’Unione Comuni Area Nord ha espresso soddisfazione per la deroga di due anni concessa dal Ministero.
Con 425 parti nel 2016, il Punto Nascite di Mirandola si colloca infatti al di sotto della soglia minima dei 500 parti definita dal Ministero e dalla Commissione Percorso Nascita Nazionale per garantirne l’attività in sicurezza. Ciononostante, il Comitato Percorso Nascita nazionale ha concesso la deroga temporanea di due anni, a fronte dell’adeguamento dei criteri di sicurezza previsti dal “protocollo metodologico” – con particolare attenzione alla presenza h24 di guardia attiva di anestesista, ginecologo, pediatra ed ostetriche e di un monitoraggio semestrale dell’andamento nel numero dei parti.

Le condizioni della deroga ministeriale sono state esposte durante il Consiglio dell’Unione dal Direttore Generale dell’Azienda Usl di Modena Massimo Annicchiarico, dalla Direttrice dell’Ospedale di Mirandola Manuela Panico e dal Direttore del Distretto Sanitario di Mirandola Massimo Fancinelli.
Il bacino dell’Area Nord conta circa 84.000 abitanti con un potenziale di parti che oggi si colloca intorno a circa 700 all’anno, sufficiente a raggiungere la soglia minima richiesta. L’Azienda di Modena dovrà predisporre un progetto finalizzato ad aumentare l’indice di fidelizzazione delle donne al Punto Nascite di Mirandola, così da garantire il superamento della quota minima di 500 parti all’anno. Il livello operativo dovrà essere quello di “Punto Nascite di I livello” secondo gli standard assistenziali previsti dall’accordo Stato/Regioni del 2010.

Entro giugno 2018 sarà dunque incrementato il personale della Pediatria grazie all’assunzione di quattro unità necessarie per la guardia attiva h24. Nel frattempo la copertura dei turni sarà garantita dal personale di Pediatria dell’Area Nord e dell’ospedale di Sassuolo. Il personale di Anestesia e di Ostetricia e Ginecologia di Carpi-Mirandola sarà adeguato alle esigenze di turnazione con incrementi entro marzo 2018. Già attivo da lunedì 8 gennaio infine il doppio turno ostetrico di 24 ore, tutti i giorni della settimana.
Per quanto riguarda la struttura, tra il 2016 ed il 2017 il reparto è stato potenziato e sono stati acquisiti nuovi strumenti tecnologici. Nel corso del prossimo biennio si punterà a innovare ulteriormente l’area pediatrica ed il nido, mentre per i primi mesi del 2018 sono già stati pianificati percorsi formativi per il personale e la valutazione trimestrale degli esiti dell’attività del reparto.
Sull’attività di promozione del PN di Mirandola l’Azienda Usl di Modena, in collaborazione con i Comuni dell’UCMAN e le Associazioni di volontariato del territorio, ha investito in modo rilevante: proseguiranno sia la diffusione di materiali informativi su molteplici canali (il blog “Nascere a Mirandola”, il periodico del Comune di Mirandola, video illustrativi), sia gl’incontri sul territorio per far conoscere il Punto Nascite ed il percorso nascita attivo per tutte le future mamme.

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