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Crisi Carrozzeria Barbi, rifiutata la mediazione di istituzioni e sindacati

da | Lug 27, 2018 | Mirandola | 0 commenti

Rifiutata dalla proprietà della carrozzeria Barbi la mediazione delle istituzioni per risolvere la situazione di presidio dell’azienda da parte dei lavoratori. Giovedì 26 luglio, presso la sede della Regione, l’assessora alle Attività produttive Palma Costi, insieme al sindaco di Mirandola, Maino Benatti, hanno incontrato i fratelli Carlo e Alberto Barbi, titolari della storica carrozzeria mirandolese, presenti anche i rappresentanti sindacali della Fiom di Modena ed alla RSU. Lo rende noto un comunicato della Regione che così riferisce:

L ‘incontro richiesto dai rappresentanti dei lavoratori, impegnati in una mobilitazione a difesa del lavoro, aveva l’obiettivo di allentare la tensione e ripristinare le condizioni minime necessarie per togliere il presidio e riprendere le attività.

La proprietà non è stata in grado di dare risposte concrete rispetto al futuro, rinviando alla prima settimana di agosto eventuali informazioni rispetto a manifestazioni di interesse di altri soggetti in grado di rilevare o l’attività o solo il sito produttivo. I fratelli Barbi hanno rifiutato anche la mediazione, suggerita dalle istituzioni e accettata dai sindacati, di effettuare il dovuto pagamento della mensilità arretrata del mese lavorato di giungo quale condizione per interrompere la mobilitazione in corso, in attesa di conoscere gli sviluppi della eventuale cessione.

L’ assessora Costi ed il sindaco Benatti esprimono sgomento per l‘”inaccettabile posizione della proprietà, che non intende riconoscere nemmeno il dovuto ai lavoratori, segno di rispetto per il lavoro svolto e il riconoscimento dei sacrifici in corso, in una fase di profonde incertezze per il futuro aziendale che potrebbe non garantite la continuità occupazionale”.

Le istituzioni – conclude la nota – convocheranno ai primi di agosto nuovamente azienda e sindacati per conoscere la sostanza delle eventuali manifestazioni di interesse e per trovare gli strumenti di tutela dei lavoratori, in caso di cessione dell’attività, con o senza trasferimento del personale, o nel caso di impossibilità di vendita, per poter riconoscere “dignitosamente” il contributo che gli ultimi 14 lavoratori hanno dato alla Carrozzeria Barbi.

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