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Ecobloks, dopo l’incendio si prospetta la cassa integrazione e la chiusura per mesi

La Ecobloks all’indomani dell’incendio

FINALE EMILIA – Spento definitivamente l’incendio che martedì ha causato gravissimi danni, alla Ecoblok cominicia la conta degli effetti a lungo termine. E’ andata distrutta una intera, nuova, linea produttiva,e questo mette fuori gioco l’azienda per diversi mesi. In magazzino ci sono scorte per soddisfare i fornitori per qualche giorno ma poi bIsognerà attendere di rimettere tutto a posto, c’è praticamente da rifare lo stabilimeto ex novo. E potrebbero volerci settimane, se non mesi. Nel frattempo, fermata la produzione, la quarantina di lavoratori della Ecobloks potrebbero essere messi in cassa integrazione per un po’.

Intanto, non si placano le polemiche sulla sicurezza dello stabilimento e sull’inquinamento che produce.

SINISTRA CIVICA

Sono numerosi i cittadini increduli per le dichiarazioni rassicuranti del sindaco Palazzi sui valori degli inquinanti nell’aria, a suo dire rientranti nei parametri dopo il fumo nero che tutti hanno visto sprigionarsi per ore dall’incendio che ha devastato Ecobloks.
In attesa di conoscere l’esito dei monitoraggi ci stupisce l’assenza di protagonismo del sindaco e della giunta, che si limitano a ripetere quello che Arpae evidenzia senza intervenire nel merito di quanto accaduto e senza alzare la voce e dire chiaro e tondo a Ecobloks che è ora che si assuma le sue responsabilità, nei confronti dei lavoratori e di tutti i cittadini che con Ecobloks devono convivere.
Avremmo voluto sentire dal sindaco l’impegno ad attivarsi presso Arpae perché l’autorizzazione al funzionamento di Ecobloks sia sospesa fino a quando l’azienda non è in grado di garantire che l’intero processo produttivo funzioni in sicurezza. Invece registriamo il silenzio di chi non ha idee.
E vale la pena ricordare che nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza ha bocciato una nostra mozione per impegnare Ecobloks a ridurre l’utilizzo della formaldeide, una sostanza cancerogena, dal processo di produzione dei blocchetti di legno, perché ritenuta non di competenza dell’Amministrazione. Ma allora perché gli attuali amministratori andarono a protestare davanti all’Ecobloks quando erano all’opposizione? Anche allora non era una materia di loro competenza. E a cosa serve il sindaco se non è in grado di utilizzare l’autorevolezza che il ruolo primo responsabile della salute pubblica gli assegna per tutelare i cittadini?
Di tutto questo parleremo nel prossimo consiglio comunale quando presenteremo una mozione per impegnare l’amministrazione a convocare in tempi brevi un’assemblea pubblica con tutti gli enti competenti per informare adeguatamente la popolazione ed illustrare quali passaggi si prevedono affnchè Ecobloks lavori, quando sarà in grado di riaprire, in sicurezza. 
In queste ore la nostra vicinanza va ai lavoratori di Econboks, perché sono quelli che più di tutti pagano i tanti errori che hanno portato Finale Emilia a vivere questa situazione che tutti vorremmo risolta definitivamente con la tutela dei posti di lavoro, della sicurezza, della salute e dell’ambiente.
MOVIMENTO 5 STELLE

“Sono ormai anni che chiediamo alle istituzioni, Regione in prima fila, di mettere in campo una serie di accorgimenti sia sul fronte della sicurezza che su quello dell’impatto ambientale relativamente all’attività dell’Ecobloks. L’incendio di ieri però, l’ennesimo, dimostra che su questo fronte poco o nulla è stato fatto mentre i rischi per la salute dei cittadini restano altissimi come dimostra l’enorme nube nera che ieri sera era visibile anche a molti chilometri di distanza da Finale”. È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo l’incendio che nel tardo pomeriggio di ieri ha interessato lo stabilimento dell’Ecobloks, l’azienda di Finale Emilia specializzata nella produzione di cubetti per i pallets. “Dopo l’incendio che aveva interessato il camino della struttura, nel luglio del 2016, avevo presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere quali misure sul fronte della sicurezza fossero state adottate per evitare il ripetersi di episodi simili – spiega Giulia Gibertoni – All’epoca l’assessore Gazzolo rispose che tutte le procedure erano state rispettate e che l’azienda, dopo una breve sospensione delle attività, aveva fornito ampie rassicurazioni sul ripristino delle strutture danneggiate. Dopo due anni però la situazione è tornata ad essere molto grave visto che l’incendio scoppiato ieri sembra essere ancor più imponente di quello del 2016. Perché in tutto questo tempo non si è fatto nulla?”. Gibertoni poi torna a chiedere, anche alla luce di quanto accaduto ieri, un monitoraggio costante e regolare nel tempo della reale qualità dell’aria nella zona dell’impianto. Richiesta che era stata fatta già all’indomani del rogo del 2016 ma che la Regione aveva respinto. “Due anni fa l’assessore Gazzolo spiegò che c’era nessuna necessità di installare una centralina fissa per misurare le emissioni dell’Ecobloks. Oggi crediamo che alla luce di quanto successo questa installazione sia il minimo che la Regione possa fare, oltre a sollecitare ARPAE ad effettuare un monitoraggio urgente sulle sostanze sprigionate durante l’incendio di ieri. La salute dei cittadini deve essere tutelata e deve venire prima di tutto. Finale Emilia è soggetta a rischi ambientali continui, si prenda atto della situazione emergenziale perché i finalesi non possono più sopportare un tale cumulo di impatti ambientali e sanitari negativi. Basta perdere tempo” conclude Giulia Gibertoni.

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