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Saldi estivi, si comincia sabato

da | Lug 4, 2018 | In Primo Piano, Mirandola | 0 commenti

Saldi estivi, si comincia sabato 7 luglio con l’appuntamento con le svendite di fine stagione. Nella Bassa si seguono le norme valide per l’Emilia-Romagna che dà il via ai saldi nel primo sabato del mese. Ultimo giorno sarà il 30 agosto.

Le associazioni di consumatori diramano un prontuario delle regole dei saldi, ecco quello di Codacons

1) Conservare sempre lo scontrino: i capi in svendita si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, si ha diritto alla restituzione del denaro (non a un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. No a quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono riempiti. È improbabile, infatti, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3) Nei giorni che precedono i saldi è consigliabile recarsi nei negozi per cercare il prodotto che interessa, segnandosi il prezzo; si potrà verificare l’effettività dello sconto praticato. Non bisgonerebbe fermarsi al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi di altri esercizi.

4) Idee chiare sulle spese prima di entrare in negozio per essere meno influenzabili dal negoziante e non correrere il rischio di tornare a casa colmi di prodotti, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non si ha bisogno. E’ bene valutare la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa sempre comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.

5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6) E’ consigliato servirsi nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Non c’è l’obbligo di provare i capi. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Se pensiamo di avere preso una fregatura, è bene rivolgersi alle associazioni di consumatori, oppure ai vigili urbani.

 

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