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Si riduce la subsidenza, il fenomeno di abbassamento del suolo

da | Lug 10, 2018 | Bomporto, Soliera, In primo piano | 0 commenti

BOMPORTO, SOLIERA E CARPI – Migliora la situazione relativa alla subsidenza in Emilia-Romagna: l’abbassamento del terreno (che può avvenire per cause naturali o artificiali, principalmente legate all’estrazione di fluidi, acqua e idrocarburi, dal sottosuolo) ha visto negli ultimi anni una forte riduzione, come evidenziano i dati dell’ultimo rilievo appena concluso e relativo al periodo 2011-2016.

Lo studio, affidato dalla Regione Emilia-Romagna ad Arpae, mostra che il 18% del territorio di pianura analizzato presenta una riduzione del fenomeno. Nella parte restante la situazione resta stabile rispetto al precedente rilievo (2006-2011).

In particolare, i miglioramenti si segnalano proprio nelle aree storicamente più interessate: decisi, ad esempio, sono quelli relativi alla pianura bolognese, principalmente grazie al maggiore utilizzo di acque di superficie a uso potabile e quindi alla riduzione dei prelievi da falda. Diminuisce la tendenza alla subsidenza anche sull’intera costa regionale.

“Lo studio regionale – afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo e della costa – rappresenta un importante contributo di conoscenza di un fenomeno su cui è necessario mantenere una costante attenzione. La Regione monitora la subsidenza già dai primi anni Ottanta, utilizzando le tecnologie più avanzate. I risultati dell’ultimo rilievo sono positivi: confermano una generale diminuzione in tutta la regione ed evidenziano il contributo positivo portato dalle politiche regionali, in primo luogo dal Piano di tutela delle acque e dai Piani di gestione distrettuali. Ora serve continuare queste politiche, anche grazie alle azioni all’insegna della sostenibilità già messe in campo dalla Regione, e come Regione intendiamo farlo con convinzione”.

Come è stato effettuato lo studio
Il progetto “Rilievo della subsidenza nella pianura emiliano-romagnola” è stato realizzato in due fasi. Nella prima fase (2016-2017), è stata effettuata l’analisi interferometrica di dati radar satellitari con la quale è stato possibile individuare e localizzare i punti di misura, quasi 2 milioni, e stimare le loro velocità medie annue di spostamento (mm/anno).

Nella seconda fase del lavoro, conclusa nel 2018, sono stati elaborati i dati acquisiti da 33 stazioni GPS permanenti al fine di calibrare i risultati dell’analisi interferometrica, ed elaborata la carta a curve isocinetiche relativa all’intera area di pianura regionale per il periodo 2011-2016, disponibile su http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/acque/temi/subsidenza e www.arpae.it.

La metodologia adottata, già collaudata nel rilievo del 2011, ha fornito ancora una volta buoni risultati. Per il futuro un ulteriore miglioramento si potrebbe conseguire prevedendo l’utilizzo dei dati, ora disponibili, acquisiti dai satelliti Sentinel (Agenzia Spaziale Europea) e Cosmo-SkyMed (Agenzia Spaziale Italiana), ottenendo così, oltre ad una risoluzione più elevata, una significativa diminuzione dei costi rispetto ai dati Radarsat sinora utilizzati.

I risultati in dettaglio nelle diverse province
Subsidenza in calo in un quinto del territorio emiliano-romagnolo nel periodo 2011-16; senza variazioni di rilievo nella parte restante della regione.

Nelle province di Piacenza e Parma si conferma la situazione di sostanziale stabilità già evidenziata nel periodo precedente.

Nella provincia di Reggio Emilia si rileva una riduzione generalizzata della subsidenza. Permangono, tuttavia, due aree in abbassamento che continuano a presentare valori simili al passato: l’area industriale a nord del capoluogo (con valori massimi di circa 10 mm/anno) e l’area industriale a est di Correggio (con valori massimi di circa 15 mm/anno).

Nella provincia di Modena si osserva una riduzione degli abbassamenti. La subsidenza è presente in particolare in corrispondenza delle aree artigianali ad ovest di Carpi (con massimi di circa 20 mm/anno), a sud di Soliera (con massimi di circa 25 mm/anno) e nell’area artigianale a nord di Bomporto (oltre 15 mm/anno).

La provincia di Bologna, caratterizzata in passato dal più alto tasso di subsidenza a livello regionale, presenta ora un forte ridimensionamento del fenomeno principalmente per la riduzione degli emungimenti idropotabili, in concomitanza con l’entrata in esercizio del derivatore Reno-Setta che ha permesso un maggiore utilizzo di acque superficiali. Permangono alcune aree di media pianura, molto localizzate, che continuano a presentare abbassamenti, seppure di entità notevolmente ridotta rispetto al precedente rilievo, in particolare i centri di Sala Bolognese, Castello d’Argile, Venezzano e Budrio con velocità massime intorno a 15 mm/anno. La città di Bologna presenta abbassamenti di alcuni mm/anno fino a massimi di 5 mm/anno, grosso modo in linea con il precedente rilievo. Valori simili, ma di segno positivo, si evidenziano invece in ampie aree a nord del centro cittadino, che hanno beneficiato della riduzione dei prelievi acquedottistici.

Nella provincia di Ferrara gli abbassamenti sono generalmente compatibili con una subsidenza di tipo naturale. Rispetto al precedente rilievo da segnalare il dato di Mirabello con massimi di circa 10 mm/anno.

Nella provincia di Ravenna continua la tendenza al miglioramento. Si evidenziano ancora alcune aree di storico abbassamento: la foce dei Fiumi Uniti, un’area a est di Faenza tra Lamone e Montone, e un’altra area – più circoscritta rispetto alle precedenti – in corrispondenza di un insediamento industriale a nord di Conselice. I valori di subsidenza sono in riduzione rispetto al precedente rilievo.

Nella provincia di Forlì-Cesena si evidenziano abbassamenti medi di circa 2 mm/anno, in riduzione rispetto al precedente rilievo. Continua la tendenza alla riduzione della subsidenza nell’area di Savignano sul Rubicone.

Nella provincia di Rimini si registra una riduzione degli abbassamenti che ora si attestano mediamente intorno a 2 mm/anno. La città di Rimini presenta abbassamenti massimi compresi tra 5 e 7,5 mm/anno, in riduzione rispetto al precedente rilievo.

Sul litorale adriatico, continua la tendenza, già manifestatasi con il precedente rilievo, a una diminuzione della subsidenza: si notano abbassamenti di pochi mm/anno su tutto il litorale ferrarese; il litorale ravennate presenta abbassamenti generalmente fino a circa 5 mm/anno, fatta eccezione per un’area che interessa il paraggio costiero da Lido Adriano fino al torrente Bevano, con un massimo di oltre 15 mm/anno. Anche quest’area storicamente subsidente presenta una tendenza alla riduzione del fenomeno. Più a sud, gli abbassamenti si riducono ulteriormente a circa 2-3 mm/anno lungo tutto il litorale fino a Cattolica.
Il litorale nella sua interezza presenta un abbassamento medio, relativo a una fascia di 5 km verso l’entroterra, di circa 3 mm/anno, in ulteriore riduzione rispetto al periodo precedente.

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