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Dopo il sisma torna a splendere l’Abbazia di Nonantola

“Il terremoto ha inferto un duro colpo all’Emilia facendo vittime, distruggendo abitazioni e imprese, ferendo gravemente simboli della comunità. Uno di questi, tra i più importanti non solo per il mondo cattolico, è proprio l’Abbazia di Nonantola che oggi riconsegniamo al culto e al cuore pulsante della nostra terra. Siamo orgogliosi di vedere un segno tangibile del lavoro fatto in questi anni che dimostra innanzitutto la tenacia e la forza della nostra regione e di chi la abita”.

 

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini, che nel pomeriggio partecipa a Nonantola alla cerimonia di riapertura al culto della Basilica Abbaziale di San Silvestro a Nonantola insieme all’arcivescovo abate di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, il sindaco, Federica Nannetti, il direttore del segretariato regionale del ministero dei Beni culturali, Sabina Magrini, e l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi.

Il costo complessivo dell’intervento di recupero dell’Abbazia è stato di 1,4 milioni di euro di cui 1 milione e 166 mila euro dalla struttura commissariale della Regione 250 mila euroderivanti dalle donazioni attraverso gli Sms solidali. Queste risorse si aggiungono agli oltre 80 mila euro, stanziati in due stralci tra il 2012 e il 2014, per realizzare in prima emergenza opere provvisionali tra cui i ponteggi finalizzati all’ispezione, al controllo e al recupero delle volte affrescate nei locali interni, nonché per le misure di salvaguardia della pubblica incolumità all’esterno del plesso religioso. Nel programma delle opere pubbliche e beni culturali del Commissario alla ricostruzione sono stati inoltre già stanziati 701 mila euro per realizzare il secondo stralcio di interventi che riguarderanno il museo e la cinta muraria.

“I luoghi di culto colpiti dal sisma del maggio 2012, che fin da subito abbiamo equiparato ai beni pubblici, costituiscono un patrimonio edilizio storico architettonico e culturale straordinariamente rilevante poiché rappresentano l’identità delle nostre comunità. E proprio per questo il nostro impegno di ricostruzione su questo fronte è stato massimo. E non ci fermeremo fino a quando l’ultima pietra non sarà ricollocata lì dove era caduta”, ha aggiunto il presidente Bonaccini.

Per garantire la continuità del culto, subito dopo il sisma con provvedimenti specifici il Commissario ha stanziato oltre 20 milioni di euro per realizzare edifici temporanei e ripristinare quelli essenziali. Per avere la massima tempestività ed efficacia nella realizzazione degli interventi di ripristino e miglioramento sismico, ha affidato alle Diocesi – i cui edifici di culto rappresentano il 30% della ricostruzione delle opere pubbliche e beni culturali – le funzioni di stazione appaltante rendendole autonome nella scelta delle priorità di intervento nel rispetto della normativa generale in materia di lavori pubblici in analogia agli altri enti pubblici coinvolti.

A favore delle Diocesi sono già stati 250 milioni di euro. Per i soli luoghi di culto sono stati già realizzati progetti di intervento per circa 185 milioni di euro.

 

L’Abbazia nei secoli
La fondazione della Basilica Abbaziale di S. Silvestrosi fa risalire al 749 d.C. quando Anselmo, nobile longobardo e cognato dell’imperatore Astolfo, rinuncia al potere temporale per farsi monaco benedettino. Anselmo fonda dapprima una comunità a Fanano per poi spostarsi nel 752 d.C. a Nonantola.

La chiesa assume un’importanza straordinaria nel corso dei secoli in quanto consacrata per volere imperiale al confine tra i territori della Chiesa e quelli dell’esarcato ravennate, divenendo un centro di potere non solo religioso ma anche temporale.

Sopra all’ingresso principale, una lunetta, attribuita con certezza a Wiligelmo, raffigurante Dio in trono in atto benedicente, affiancato da due angeli e circondato dalle tradizionali raffigurazioni iconografiche dei quattro evangelisti. Sotto alla lunetta un architrave con una spaccatura al centro accompagnata da un’iscrizione latina (“Le alte volte del tempio crollarono nel millecentodiciassettesimo anno dalla nascita del Redentore e quattro anni dopo si cominciò a ricostruirle”) che fa riferimento ad un violento terremoto che nel 1117 sconvolse la Pianura Padana.

Opere pubbliche e beni culturali: 1,2 miliardi stanziati per la ricostruzione
Per le chiese dell’Emilia danneggiate dal terremoto del 2012 sono stati resi disponibili 281 milioni di euro, di cui 242 milioni del Commissario e 39 milioni provenienti da cofinanziamenti. Nei mesi successivi all’evento del 2012 erano stati subito riaperti al culto 54 edifici (con una spesa di oltre 15 milioni di euro) con interventi di messa in sicurezza: inoltre erano stati realizzati, per assicurare la continuità di culto, 15 edifici provvisori con una spesa di quasi 6,3 milioni di euro.

Il Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali è già finanziato con 1 miliardo e 284 milioni di euro, di circa 846 milioni stanziati dal Commissario: le restanti risorse sono messe a disposizione dai proprietari. 1.123 progetti hanno concluso l’iter di approvazione (669 milioni di euro) e sono quindi in fase di appalto o di esecuzione. Gli interventi hanno riguardato biblioteche e musei, ospedali e case della salute, impianti sportivi, chiese, oratori e canoniche, municipi e centri civici, ponti e strade. Il 76% degli immobili pubblici danneggiati dal sisma è soggetto a vincoli di tutela del ministero dei Beni culturali, e gli interventi devono garantire al contempo maggior sicurezza sismica preservando le caratteristiche storico architettoniche del bene.

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