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Mirandola, volano gli stracci tra il sindaco Benatti e il deputato Golinelli

A Mirandola volano gli stracci tra il sindaco Benatti e il deputato Golinelli. Tema del contendere, il recupero dell’edificio ex Gil dove dovrebbe sorgere la sede della nuova Polizia. Il progetto sembra passato in cavalleria perchè la Regione ha deciso di non finanziare l’intero importo richiesto e il Governo non sembra intenzionato a rimediare.

E ora si discute di chi sia la colpa: del Comune che ha scritto frettolosamente il progetto? Della Regione che si mette all’improvviso di traversol. Del Governo che si disinteressa dell’Emilia?

Un confronto reso ancora più aspro dal fatto che gli enti sono guidati da partiti opposti, il Pd nel caso di Comune e Regione, e la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle nel caso del Governo. Così, messe da parte tutte le cortesia istituzionali, si è dato il via al contenzioso mediatico con uno che dice all’altro di non fare lo scaricabarile e l’altro che replica dicendogli che non conosce come funzionano le cose. C

Il primo ad attaccare è stato il deputato leghista di Mirandola Gugliemo Golinelli

A fine luglio ho scritto al Ministero per avere informazioni sulla ristrutturazione dell’Ex Gil; dopo aver ricevuto risposta i primi di ottobre, abbiamo depositato un’interrogazione in Comune a Mirandola per avere dettagli.
È emerso che il Comune ha deciso autonomamente di spostare il commissariato all’ex Gil, nonostante ci fossero altre proposte, meno costose e pronte in tempi più celeri.
Si sono preventivati 4 milioni di Euro per la ristrutturazione, diventati poi 3.6 milioni finanziabili dalla Regione, ai quali c’era da aggiungere 150 – 200 mila euro di opere edili e sistemi di telecomunicazione (soldi frutto di una stima approssimativa), perché non coperti dai fondi per la ricostruzione.
Alla richiesta di una stima puntuale il Comune ha impiegato 20 mesi (VENTI MESI) per fornire un preventivo preciso e le spese richieste sono passate da 150 – 200 mila a 1.6 milioni di Euro. Tra le richieste del Comune per completare la struttura, perché non finanziabili dalla regione, ci sono finiti dentro anche gli impianti di climatizzazione, rivestimenti e sistemazioni esterne.

Come si può passare da 200 mila a 1.6 milioni di Euro?
È normale impiegare 20 mesi per presentare un preventivo?
In tutti gli edifici ristrutturati sono stati finanziati gli impianti di climatizzazione; per quale motivo in questo caso dovrebbero essere a carico del Ministero dell’Interno?

Sindaco e Comune si assumano le loro responsabilità anziché scaricare la colpa sul Ministero dell’Interno e su Salvini.
Hanno aspettato 20 mesi per scaricare la colpa su qualcun altro.

In seguito parte del testo della nota che il Ministero dell’Interno mi ha fatto pervenire e che abbiamo depositato come interrogazione in comune.
“In data 29 aprile 2014 è stato sottoscritto, fra il Ministero dell’Interno, il Comune di
Mirandola, la Direzione Regionale Emilia Romagna dell’Agenzia del Demanio e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, il Protocollo d’Intesa per la riqualificazione funzionale delle ex Caserme M.V.S.N. (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale), da recuperare attraverso destinazione d’uso pubblico, e l’“ex Casa del Fascio” (ex Gioventù Italiana del Littorio – G.I.L.), da riutilizzare quale nuova sede definitiva del Commissariato di pubblica sicurezza e del Distaccamento della Polizia di Stato, previ interventi di ristrutturazione a carico della Regione Emilia Romagna (Struttura del Commissario per la Ricostruzione post-sisma).
In particolare, per la ristrutturazione dell’“ex Casa del Fascio” il predetto Protocollo d’Intesa ha previsto uno stanziamento di € 4.000.000,00.
Il Comune di Mirandola, quale soggetto attuatore dell’intervento, ha incaricato un gruppo di professionisti per la progettazione dei lavori di recupero dell’edificio “ex Casa del Fascio” ed il Servizio Tecnico Logistico e Patrimoniale della Polizia di Stato di Milano ha fornito supporto tecnico per la realizzazione del progetto, che è stato poi perfezionato, rispetto alle previsioni iniziali, sulla base delle risultanze dei rilievi strutturali e dei vincoli della Sovrintendenza.
Successivamente alla stipula del Protocollo d’Intesa, è emerso che l’immobile necessita di interventi di completamento per la piena utilizzabilità dello stesso da parte della Polizia di Stato, non rientranti tra quelli finanziabili dalla Regione Emilia Romagna, relativi esclusivamente alla riparazione dei danni causati dal terremoto.
Con nota del 29 dicembre 2016, il Servizio Tecnico Logistico di Milano rendeva noto che il Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) del Comune di Mirandola aveva sommariamente stimato l’importo dei suddetti lavori, sia edili che inerenti il settore delle telecomunicazioni, in una somma approssimata variabile tra i 150 mila e i 200 mila euro.
Con successiva nota del 22 febbraio 2017, il menzionato Servizio, su indicazione della scrivente Direzione Centrale, interessava il Comune di Mirandola per una puntuale stima degli interventi, al fine di un’esaustiva valutazione anche in relazione alla ripartizione dei finanziamenti alla luce della procedura del cosiddetto “Manutentore Unico” (Agenzia del Demanio).
Con nota dello scorso 20 settembre, il Responsabile Unico del Procedimento del Comune di Mirandola ha comunicato che l’importo di tali opere è pari a € 1.622.817,13.”

Ed ecco la replica del sindaco Maino Benatti

In merito all’edificio ex Gil di Mirandola, sono costretto a fare di nuovo chiarezza, perché continuano a circolare informazioni inesatte.

Innanzitutto il Comune di Mirandola non ha deciso autonomamente nulla, ma la collocazione del commissariato nell’ex Gil è frutto di un confronto tra le parti che hanno poi sottoscritto il protocollo d’intesa (Comune di Mirandola, Agenzia del Demanio- filiale Emilia-Romagna, Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna e Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Ps) tutte concordi che quella fosse la scelta migliore per la polizia mirandolese.

Spiace poi constatare che un parlamentare del nostro territorio come Guglielmo Golinelli non conosca come funziona la verifica dei costi delle opere pubbliche (e non solo) da ricostruzione. La prima cifra stimata appunto “sommariamente” era stata effettuata senza che fosse stato realizzato il progetto definitivo (che ha consentito di capire cosa poteva essere finanziato dal commissario alla Ricostruzione e cosa doveva invece essere a carico del Ministero dell’Interno) e senza che venisse poi effettuata una serie di ulteriori richieste, come per esempio un parcheggio sotterraneo di più di 400 metri, inserito in un secondo tempo in fase di progettazione e che come si può facilmente intuire da solo fa lievitare di tanto la cifra iniziale. I 20 mesi sono quindi serviti per realizzare un progetto complesso e per ottenere il parere definitivo della Struttura del Commissario su cosa si poteva finanziare con i fondi della ricostruzione e cosa invece no. Infine si precisa che il Responsabile Unico del Procedimento (Rup), è venuto a conoscenza solo il 5 giugno 2018 (prot.18138), del parere favorevole finale da parte della Commissione Congiunta della Struttura del Commissario, dell’effettivo importo ammissibile a finanziamento. A quel punto il Rup, prontamente e in soli tre mesi, è stato in grado di rivedere e ricomputare tutti gli interventi per dare l’opera finita a regola d’arte, comunicandola al Ministero il 17 settembre 2018 (prot. 29445).

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