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Amianto a San Felice, l’opposizione reclama la bonifica: “E la paghino i responsabili”

da | Gen 23, 2019 | San Felice sul Panaro | 0 commenti

Amianto a San Felice, l’opposizione reclama la bonifica: “E la paghino i responsabili”. E’ quanto spiegano i due consiglieri di San Felice in Movimento, Massimiliano Fortini e Matteo Casari. Ecco il loro comunicato stampa

La situazione ambientale a San Felice è vergognosa. Continuano a persistere sul territorio, nonostante gli oltre sei anni dalla loro individuazione, più siti con accertata presenza di AMIANTO. La nostra voce di minoranza ha recentemente voluto portare all’attenzione della cittadinanza, nuovamente, questa problematica. Prima in consiglio comunale. Poi con un articolo per il periodico “Appunti Sanfeliciani”, che una “censura” ha impedito di essere pubblicato.
Al suo posto, i circa quattromila destinatari dell’uscita natalizia, hanno trovato le solite foto di rito dei tagli di nastro. Più rassicuranti e meno “scomode” delle nostre parole.
All’indomani della sentenza di primo grado del processo “AEMILIA”, basandoci sui verbali del processo stesso, riportanti le indagini e le intercettazioni telefoniche dei carabinieri, e su documentazione ufficiale, frutto di più “accessi agli atti”, abbiamo “tentato” di discuterne in consiglio comunale. Le nostre argomentazioni hanno trovato atteggiamenti arroganti e liquidatori come possono certificare le registrazioni. L’unica risposta che hanno saputo dare consiste in una prolissa proposta, e per taluni aspetti, autocelebrativa, fatta e protocollata dalla maggioranza ma non ancora discussa, con cui chiedere allo “STATO ITALIANO”, quindi a tutti noi cittadini, di farsi carico di questa grave situazione.
Noi ci saremmo aspettati una più coerente assunzione di responsabilità dal momento che le scelte politico-amministrative effettuate a suo tempo hanno inequivocabilmente contribuito a creare il “pasticcio” che oggi ci ritroviamo sul territorio.
Noi pensiamo che la preoccupazione per la presenza dell’AMIANTO sia più che legittima. E vada risolta. Lo chiedemmo nel 2014 quando entrammo per la prima volta in consiglio comunale. Lo chiediamo oggi alla luce dei fatti disvelati dai verbali del processo “AEMILIA”.
Occorre procedere nel rispetto di quelle che sono le normative che garantiscono massima tutela di salute ed ambiente ( le stesse garanzie che l’ARPAE chiese e pretese nel 2012 e che, all’epoca dei fatti, furono disattese).
Va risolta promuovendo ogni azione legale, penale, civile ed amministrativa contro i responsabili, gli inerti, i compromessi come abbiamo presentato in un ordine del giorno, non ancora discusso, affinché si ricorra in appello dopo la sentenza del tribunale di Reggio Emilia.
Va risolta da una nuova amministrazione, che si dimostri più credibile sul tema. Che si dimostri collaborativa con gli organi giudiziari – dalla DDA all’amministratore giudiziario, avvocato Rosario di Legami – con lo stato e la regione.
Vogliamo, inoltre, solidalmente manifestare vicinanza a coloro che a vario titolo, e a loro insaputa, hanno operato in presenza dell’AMIANTO, cancerogeno per l’uomo, e che oggi vivono, legittimamente, nell’angoscia per ciò che un giorno potrebbe loro accadere.
Siamo solidali a quanti, tra le forze dell’ordine hanno contribuito a svelare quanto possibile, e con gli operatori dell’ARPAE che ebbero, allora, il coraggio di denunciare le inadeguatezze del sistema. La nostra solidale vicinanza è rivolta anche all’avvocato Rosario di Legami, amministratore giudiziario dei beni e del patrimonio della ex Bianchini. Nei limiti delle sue possibilità di manovra e per le sue competenze ha risolto l’emergenza dei big bags, contenenti AMIANTO, presenti, in completo abbandono e degrado, nei pressi del cimitero/campo sportivo di San Biagio e limitato i danni dei cumuli depositati nella sede della Bianchini stessa.
In conclusione facciamo appello a quanti non vorranno minimizzare, giustificare, ignorare, quanto è accaduto in questi anni.
Per tutta la documentazione e gli atti da noi citati siamo a disposizione per concedere le spiegazioni del caso.

Sul tema intervengono anche i deputati del Movimento 5 Stelle

“A San Felice la situazione ambientale è grave e nessuno, nemmeno il sindaco, può permettersi di sminuirla parlando di ‘strumentalizzazione’”. Così Maria Laura Mantovani e Vittorio Ferraresi, Senatrice e Deputato del MoVimento 5 Stelle, intervengono in merito al tema sollevato dai Consiglieri Massimiliano Fortini e Matteo Casari di San Felice in MoVimento. “I Portavoce sanfeliciani hanno sollevato il tema già nel 2014 – ricordano Mantovani e Ferraresi – ovvero un anno prima dell’operazione Aemilia, che avrebbe portato soltanto anni dopo l’amianto sotto sequestro. Arpae pretese garanzie sulla salute e sull’ambiente, successivamente però disattese. Lo scorso novembre, come rivelato dalla stampa locale, era stata la stessa agenzia regionale a operare un giro di valzer ritenendo ‘legittimo esercizio della propria prerogativa (del sindaco)’ imporre la ‘rimozione alla ditta Bianchini del materiale contenente amianto nell’area a margine del cimitero del capoluogo e il temporaneo stoccaggio nel sito aziendale’, come si legge nel testo. Nel 2012 Arpae aveva rimarcato invece che ‘le modalità di confezionamento, etichettatura e allontanamento (dell’amianto) non sono conformi a quanto disposto dalla normativa’, che ‘la Bianchini non risulta autorizzata al deposito preliminare dei rifiuti’ e che ‘non è indicato un impianto autorizzato allo smaltimento dei rifiuti in questione’. Cosa è cambiato?”. Fortini e Casari hanno espresso preoccupazione per i cittadini coinvolti. “Ci uniamo alla vicinanza espressa dai Consiglieri di San Felice in MoVimento a chi ha lavorato in presenza dell’amianto, materiale cancerogeno – proseguono i Portavoce in Parlamento – e per chi ha avuto il coraggio di denunciare quanto stava accadendo a San Felice. Solidarietà anche a Rosario Di Legami, amministratore giudiziario dei beni posti sotto sequestro, che ha limitato i danni dei cumuli di amianto a San Biagio. Le preoccupazioni dei cittadini sono reali e siamo loro vicini come residenti della Bassa prima ancora che come Portavoce al Senato e alla Camera. La questione è grave e noi cittadini la denunciamo ormai da troppo tempo”.

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