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“Se l’ospedale di Mirandola perde altri posti letto, diventerà una casa di riposo”, la denuncia del comitato

MIRANDOLA – “Se perde altri posti letto, ad esempio con la chiusura di Ostericia dove il rischio è che non avvengono abbastanza parti per farla rimanere aperta, l’ospedale di Mirandola diventerà nulla più che un poliambulatorio,, un distaccamento della casa di riposo controllata da un infermiere e dai medici di base”. Ubaldo Chiarotti, presidente del Comitato Salviamo l’Ospedale di Mirandola, mette in fila la sua cronistoria dell’ospedale di Mirandola dal 2010 a oggi, mostrando come in una manciata di anni molto sia cambiato.
Una ricostruzione degli eventi a tratti dura, in cui si attaccano esplictamente le scelte dei sindaci e dell’Ausl. Esattamente come accaduto nella lettera in cui il Comitato replicava alle accuse lanciate dal sindaco di Maino Benatti nei suoi confronti e in quelli dell’associzione La Nostra Mirandola di voler spostare l’ospedale di Mirandola a Ponte Motta.
Intanto del tema si dicuterà nel corso del prossimo Consiglio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord convocato per giovedì 17 gennaio alle ore 19.30 a Medolla. Tra gli argomenti in trattazione ci saranno l’ordine del giorno presentato dal consigliere Matteo Papotti (PD) e dal consigliere Alessio Iossa (Lista Civica Insieme per San Felice) avente ad oggetto “Gli ospedali di Mirandola e Carpi patrimonio comune e presidio indispensabile per la  salute e la sicurezza dei cittadini del distretto” e l’ordine del giorno presentato dal consigliere Antonio Platis (Forza Italia) per  qualificare il Santa Maria Bianca come ospedale d’area al pari del Ramazzini.

IL DOCUMENTO DEL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DELLA BASSA

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RIASSUNTO OSPEDALE DELLA BASSA 31/12/18

2010-l’Ospedale di Mirandola è OSPEDALE DI ZONA COME CARPI e SASSUOLO,

2011 Il sindaco di Mirandola Maino Benatti firma il PAL che DECLASSA il nostro Ospedale a Prossimità, con la perdita dell’autonomia e da quel momento sottomesso al Ramazzini di Carpi,accettando il taglio di 23 posti letto, da 221 a 198, mentre innalza il Ramazzini ad ospedale di AREA. L’AUSL e la provincia spingono per l’integrazione di Carpi e Mirandola e considerando la vetustà dell’ospedale di Carpi, prevedono col tempo un ospedale unico Baricentrico Carpi-Mirandola

2012– Maggio,TERREMOTO, svuotamento dell’ospedale e trasferimento di medici e pazienti a Baggiovara, dove all’occasione si aprono padiglioni nuovi mai utilizzati. Nessun paziente in barella lungo i corridoi, meditate gente….
Novembre 2012, fondazione del Com. SODB, inizio raccolta firme per Salvare L’Ospedale Della Bassa e riportarlo alle condizioni operative presisma
2013-Applicazione BRUTALE del PAL ingannando l’AREA NORD circa l’agibilità del S.Maria Bianca, taglio dei reparti con l’applicazione delle aree omogenee, riapertura di 2 sole sale operatorie anziché 4 come prima, comunque la direttrice AUSL Martini garantisce che a PAL applicato avremo 201 posti letto totali. La petizione arriva a 6850 firme.

2014-Elezioni comunali, Maino lancia ufficialmente la campagna per L’OSPEDALE UNICO CARPI-MIRANDOLA Nel bilancio della Regione, emerge un documento che ci classifica già “EX-H Mirandola” e distrae i finanziamenti rivolti ad esso, per Vignola e per la sede centrale dell’AUSL modenese.

2015-legge Lorenzin: gli ospedali di AREA devono rivolgersi almeno a 150.000 persone. Terminano le opere di ristrutturazione del S.Maria Bianca, ma i posti letto attivati non sono 198 come dice il PAL, bensì 130. A questo punto il comitato SODB prende atto che per il S.Maria Bianca è iniziata una discesa interminabile che ci porterà non alla chiusura ma alla trasformazione pura e semplice in poliambulatorio del nostro ospedale. Allora che fare? Bisogna sfidare le istituzioni sull’argomento ospedale baricentrico, non a metà strada tra carpi e Mirandola, ma BARICENTRICO tra UCMAN e Terre D’Argine, cioè in zona Cappelletta del Duca.

2016-A causa della chiusura di pediatria avvenuta sin dal sisma 2012, continua il calo delle nascite a Mirandola, ogni anno oltre 250 mamme mediamente vanno a partorire a Pieve di Coriano. Da oltre 600 parti annui che avevamo, si fatica ad arrivare a 400

2017– Come zona terremotata, viene concessa la deroga biennale ai 500 parti annui, che parte a gennaio 2018 (da ricordare che a Modena al Policlinico, stanno realizzando la clinica ostetrico- pediatrica a cinque piani nella quale prevedono 3.200 parti annui….. )

2018-Esplode in tutta la sua gravità la fatiscenza dell’ospedale di Carpi, presentazione del documento Dotti-Benatti-Bellelli, per il nuovo Ospedale di Carpi, prevedendo al contempo un generico potenziamento sia per Carpi che mantiene la sua specificità, che per Mirandola, senza riclassificarlo di AREA. Se nel DUP (Doc. Un. di Progr) a pag. 88 resta ben fissato lo studio di fattibilità dell’ospedale Unico baricentrico Carpi-Mirandola e la volontà di rispettare fino in fondo il PAL 2011. I conti non tornano…… il PAL prevedeva 198 posti letto, dal terremoto ci hanno mantenuto sempre a 130 e a Luglio con un colpo di mano ci hanno tagliato altri 8 posti letto riducendoci a 122,ma poi ce ne hanno rimessi 4 e ora dovremmo essere a 126. Giova ricordare che al di sotto dei 120 posti-letto non si è più considerati ospedali, provate ad immaginare se non raggiungiamo i 500 parti entro quest’anno e ci tolgono anche i 14 posti-letto del Punto Nascita e di conseguenza anche l’anestesista H24….

Noi del Comitato Salviamo l’ospedale della Bassa,  preso atto della continua volontà dell’AUSL, della Provincia e della Regione dell’intento di depotenziare Mirandola riducendolo a POLIAMBULATORIO, abbiamo deciso di sfidare le istituzioni con una petizione che chiedeva: revisione del PAL 2011, studio di fattibilità dell’ospedale unico Baricentrico all’AREA VASTA a Nord della provincia modenese (Cappelletta del Duca, non Ponte Motta) e nel frattempo potenziamento dei due ospedali.
Siamo contenti che il Sindaco firmatario del declassamento e della perdita dell’autonomia del S.M. Bianca si ricreda e dica di voler salvare l’ospedale, ma allora lo faccia veramente e CHIEDA ANCHE PER MIRANDOLA LA RICLASSIFICAZIONE AD AREA CON IL RIPRISTINO DELL’AUTONOMIA, LA FINE DEI PRIMARI A SCAVALCO, IL RIPRISTINO DEI REPARTI, LA FINE DELLE AREE OMOGENEE, IL RISPETTO DEI 198 POSTI LETTO E NON 122+4 COME ORA, TUTTO IL RESTO E’ ARIA FRITTA, la casa della salute non e’ ospedale, ma un distaccamento della casa di riposo controllata da un infermiere e dai medici di base, con soli 23 postiletto di lungoassistenza, non lungodegenza!
Speriamo che l’UCMAN nel prossimo consiglio, prenda coscienza della gravità del problema e non conceda il mandato ai Sindaci Benatti e Bellelli per la richiesta della deroga ai 150.000 abitanti necessari per l’ospedale di area, solamente a Carpi, ma chieda la stessa deroga anche per Mirandola, già nel cuore dell’AREA VASTA A NORD DELLA PROVINCIA DI MODENA.

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