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Non ti scordar di me: l’APP per non dimenticare i figli in auto

APP realizzata dall’azienda STAR-T di Carpi in collaborazione con alcuni studenti dell’Istituto Tecnico Statale Leonardo da Vinci di Carpi

di Andrea Lodi

Ilaria era convinta di averla portata al nido la sua Tamara che ancora doveva compiere due anni. Invece l’aveva lasciata in macchina, poco distante dal luogo di lavoro, in provincia di Arezzo. Per la bambina non ci fu niente da fare. Era già in arresto cardiaco.

Andrea non era capace di intendere e di volere quando dimenticò in auto il figlio Luca di due anni, che morì sotto il sole rovente di inizio estate alla periferia di Piacenza. Il padre era in preda ad amnesia dissociativa quando lasciò il bimbo e andò a lavorare, anziché portarlo all’asilo.

E’ accaduto ancora a Livorno, Grosseto, Pisa, Vicenza.  Gli esperti la chiamano “amnesia dissociativa” e negli ultimi dieci anni, in Italia, ha causato la morte di otto bambini. Un disturbo, responsabile di un vuoto di memoria spesso causato da stress, fretta o traumi.

“Si stima che nel mondo oltre duemila bambini sono morti negli ultimi diciotto anni per ipertermia, perché lasciati involontariamente in auto», ha sottolineato in commissione Trasporti Michele Servalli, fondatore e Amministratore Delegato di Remmy CarBabyAlert. E ha reso noto che in base all’indagine denominata “Safe Kids” un genitore su quattro ha ammesso che gli è successo almeno una volta, e solo fortunatamente non si è arrivati alla tragedia.

Il Disegno di legge “salva bebè”

Per ridurre al minimo queste dimenticanze, il parlamento italiano ha varato il Disegno di legge ribattezzato “salva bebè”, che prevede l’obbligo di dotazione di dispositivi di allarme anti-abbandono per i sistemi di ritenuta per bambini (di età inferiore ai quattro anni).

In commercio ci sono già alcuni dispositivi che dovranno essere vagliati dal ministero. Fra questi il seggiolino “Ricordati di me” ideato dagli studenti dell’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena, in provincia di Arezzo. Si attivano le 4 frecce e si apre un finestrino se il sistema si accorge che la portiera del guidatore è aperta, ma il bimbo è ancora sul seggiolino. Parte poi una sirena e invia un sms a un cellulare preimpostato per l’emergenza.

Non ti scordar di me

Nei giorni scorsi, l’azienda STAR-T di Carpi, in collaborazione con alcuni studenti dei corsi di Informatica dell’Istituto Tecnico Statale Leonardo da Vinci di Carpi, ha realizzato “Non ti scordar di me”, un’APP dal funzionamento elementare ma molto efficace: “con pochi ‘tocchi’ il genitore indica su una mappa il  punto in cui il bambino va portato (ad esempio il nido) e stabilisce un intervallo di tempo previsto per la consegna del bambino alle operatrici dell’asilo” spiega Marco Gianfranchi, socio di STAR-T.

Se durante il periodo scolastico il genitore “salta” la consegna del bambino (va in ufficio senza passare dal nido) sul suo cellulare si attiveranno una serie di allarmi, che potranno raggiungere anche altri familiari.

L’APP è scaricabile gratuitamente su Google Play Store”.

Tante le soluzioni proposte, che confermano quanto le nuove tecnologie, se ben utilizzate, siano una importante risorsa per aiutarci a vivere meglio ed evitare delle vere e proprie tragedie. Rimane pur sempre vero, tuttavia, che le migliori soluzioni rimangono sempre quelle dell’attenzione e della consapevolezza di ciò che stiamo facendo. La parola magica è “accorgimenti”: parlare con il bimbo durante il tragitto, lasciare qualche oggetto indispensabile, come il portafogli o le chiavi vicino al seggiolino e dare sempre un’occhiata all’auto prima di allontanarsi dopo averla parcheggiata.

Risultati immagini per app non ti scordar di meGuarda il video su youtube

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