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Enrico Malverti si candida sindaco a Cavezzo

CAVEZZO – Enrico Malverti si candida sindaco a Cavezzo. Domenica si è tenuta la presentazione ufficiale del primo contendente di Lisa Luppi, che cerca la riconferma come prima cittadina di Cavezzo.

L’associazione Cavezzo Viva, nata dopo che la consigliera comunale Katia Motta ha lasciato Rinascita Cavezzese, ha sciolto le riserve e indicato in Malverti il candidato sindaco che sostiene.
Enrico Malverti, 45 anni, di Cavezzo, è un trader tra i più noti in Europa. Laureato in economia aziendale, si occupa di finanza e progetta sistemi di gestione del rischio. Per lui domenica a Cavezzo sono arrivati anche il leader della Lega Nord Guglielmo Golinelli e, per Forza Italia, Antonio Platis.

La lista che lo sosterrà, 12 persone di cui almeno 4 donne, non esporrà simboli di partito, ma Malverti trova il sostegno di una compagine che va dalla Lega a Forza Italia e che probabilmente coinvolgerà anche il Movimento 5 Stelle.

Alla presentazione di domenica c’era anche Germano Caroli, sindaco di Savignano che sta concludendo il suo secondo mandato.

Da sinistra, Katia Motta, Guglielmo Golinelli, Enrco Malverti, Antonio Platis e Germano Caroli

 

IL DISCORSO DI PRESENTAZIONE DI ENRICO MALVERTI

Cari cittadini,

mi presento: mi chiamo Enrico Malverti, la mia famiglia è cavezzese da tante generazioni e fortemente legata al territorio, molti anziani del paese sicuramente ricordano ancora mio nonno, valente artigiano nella meccanica di allora. Sono sposato ed ho due figli. Ho una esperienza ventennale in ambito economico-finanziario, ho ricoperto ruoli dirigenziali per società finanziarie e di consulenza e ho alle spalle quattordici libri editi da importanti editori su temi legati all’educazione finanziaria e al trading di borsa, tuttavia nonostante sia abituato a parlare in pubblico in convegni nazionali ed internazionali mi approccio a voi questa sera con molta umiltà ed emozione perché si tratta di un evento per me insolito.

Esperienze di lavoro mi hanno portato spesso lontano da Cavezzo soprattutto tra il 2008 e il 2014 ma,  appena rimessa base nella bassa modenese, anche grazie ai miei splendidi figli che frequentano le scuole e le attività del paese, ho sentito sempre più il bisogno di essere coinvolto nella vita pubblica incrementando la sensibilizzazione su problematiche sociali come la ludopatia e fornendo, nel limite delle mie forze, un contributo al volontariato. 

La decisione di candidarmi a sindaco è maturata invece da pochi giorni. Candidarmi a sindaco confesso che non rientrava tra le mie ambizioni ma a darmi la spinta di intraprendere questo percorso c’è una grande voglia di aiutare il nostro territorio: Cavezzo è un paese che trae moltissima linfa dalla forza di volontà dei suoi cittadini, dall’associazionismo e dal volontariato ma purtroppo negli ultimi anni ha subito, al pari di molte altre zone d’Italia, un indebolimento del tessuto economico e sociale.

Cavezzo si è trasformato in un paese dormitorio: sono diminuite le imprese, gli eventi, il commercio è stato messo a dura prova.  Quello del rilancio delle attività produttive sarà uno dei temi su cui Cavezzo Viva sarà molto focalizzata e sul quale presenterà un programma innovativo e proiettato nel futuro. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi ma vi garantisco che non mancheranno la voglia di fare e di pensare a soluzioni nuove.

Ho citato il lavoro perché è un tema che dovrebbe essere sul tavolo di qualunque politico, è importante non solo come apportatore di benessere ma come mezzo di socializzazione e di radicamento sul territorio. Il lavoro nel comune di residenza genera un indotto che va a vantaggio del commercio e della stabilità del tessuto sociale. Ritengo che anche in ambito locale ci possano essere spazi di manovra per agevolare la formazione di un humus culturale favorevole all’impresa e all’innovazione. A tal proposito vi preannuncio che presenteremo il programma di un incubatore di start up agli imprenditori della bassa modenese ed alle associazioni di categoria in una serata che si terrà ad inizio maggio.

Ho citato Cavezzo Viva e vorrei spostare il focus proprio sulla squadra che si presenterà alle elezioni comunali. La lista con tutti i nomi, vice sindaco compreso, sarà oggetto di un comunicato ad hoc tra un paio di settimane, ma quello che già avete notato da mesi nelle piazze, sui social media, negli eventi che abbiamo organizzato, è che abbiamo creato un team fortemente affiatato di persone di grande spessore morale e professionale che si sono messe a disposizione dei cittadini con spirito di sacrificio, e che vedono nella politica locale una forma di volontariato e non un ascensore sociale.

Commercio, industria e artigianato, sport, associazionismo, sicurezza, scuola, sanità, agricoltura sono tematiche che saranno seguite da persone che hanno maturato esperienze specifiche e approfondite sul campo.

Sono molto fiero di rappresentare Cavezzo Viva. Chiunque altro di noi sarebbe stato un ottimo candidato sindaco. L’onore e l’onere è caduto su di me ma il nostro sarà un lavoro che si avvarrà delle idee e del lavoro di tanti, che metterà e già sta mettendo, il cittadino, con i suoi bisogni e i suoi problemi, al centro della nostra attenzione.

A tal proposito sanità, viabilità e sostenibilità saranno in cima alla nostra agenda. Cito questi tre punti assieme perché sono imprescindibili l’uno dall’altro. Da cittadini rileviamo come pur trovandoci in una regione che fa da traino all’Italia intera manchi spesso una visione globale, di insieme, dei problemi. Abbiamo assistito negli ultimi anni ad un indebolimento dell’offerta sanitaria nella bassa modenese con lo spostamento di servizi essenziali verso gli ospedali di Baggiovara e Carpi in nome della razionalizzazione della spesa e di un maggior efficientamento dei servizi, il tutto in un contesto in cui la viabilità non consente però di poter raggiungere velocemente gli ospedali oltre a non essere all’altezza delle potenzialità del nostro tessuto imprenditoriale. Cosa potrebbe fare il coraggio, l’estro e la volontà degli imprenditori della bassa con una rete viaria degna di questo nome?

Cavezzo Viva si impegnerà per realizzare opere strategiche per lo sviluppo delle nostre imprese il tutto in un contesto di sostenibilità ambientale e chiederà con forza alla Regione di reinvestire sull’Ospedale di Mirandola.

La bassa pianura padana è una delle zone con l’aria più inquinata d’Europa: la crescita sostenibile è una delle sfide più importanti che il mondo dovrà affrontare nell’immediato. Nella bassa modenese siamo solo al 17 marzo e siamo vicini  al numero massimo di giorni di sforamento della concentrazione di PM10 consentiti in un anno.  Occorre diffondere la cultura delle smart city: le città e paesi devono basarsi su una mobilità a basso impatto ambientale nell’ambito di un coordinamento che non deve riguardare solo i centri dei capoluoghi di provincia ma l’intera bassa padana; occorre realizzare nuove piste ciclabili e mettere in sicurezza quelle esistenti. Anche sul fronte rifiuti si possono apportare miglioramenti sostanziali copiando comuni virtuosi come quello di Savignano sul Panaro, ideatore del progetto Dea Minerva che considera i rifiuti come una risorsa e dalla cui vendita sono stati finanziati alcuni progetti scolastici.

Crediamo inoltre che la razionalizzazione delle spese del Comune possa portare a un miglior utilizzo delle risorse. Siamo convinti che esistano margini di miglioramento nella gestione del bilancio comunale, che diventerà la nostra dolce ossessione; ma ci prendiamo sin da subito un solenne impegno, cioè reinvestire sul territorio tutti i risparmi che saremo in grado di conseguire da una oculata gestione delle risorse finanziarie.

Anche la sicurezza è un tema tenuto in grande considerazione nella nostra agenda: innanzitutto occorre migliorare la interconnessione tra: CDV,  forze di polizia, Polizia Locale, oltre a connettere tutti i Comuni limitrofi come avviene nelle Terre D’argine. Il CDV a Cavezzo conta a oggi circa 156 famiglie collegate tra di loro che si scambiano informazioni su fatti o situazioni sospette, segnalando alle forze dell’ordine le stesse. Questa forma di coesione sociale e senso civico, ha l’unico scopo di interagire per aiutare  le forze dell’ordine nel loro difficile compito.

La sicurezza è però un discorso che si allarga al tema stradale: ci sono alcuni nodi critici nella rete viaria comunale da risolvere perché oggetto di frequenti incidenti. Infine la sicurezza è da intendere non solo in ambito urbano ma da considerare anche in termini idraulici. La bassa modenese è infatti una zona a serio rischio idraulico e lo stato dell’alveo del fiume Secchia, pieno di ostacoli che rallentano il deflusso delle acque, è fonte di inquietudine.

La nostra attenzione spazierà sul territorio a 360 gradi. Le nostre sentinelle saranno i cittadini stessi.

Il nome Cavezzo Viva già dice molto sulla nostra missione. Desideriamo un paese più vitale e ancora più solidale, senza barriere ideologiche. Cavezzo Viva nasce con uno spirito civico, per una politica dal basso, fatta da cittadini per i cittadini, dove ognuno può essere protagonista. Cavezzo Viva si propone al contempo come un interlocutore serio  e credibile sul territorio per la politica regionale e nazionale.

Comunque vadano le elezioni il nostro lavoro per innalzare l’asticella, anche attraverso l’associazione culturale, non si fermerà.

Non mi resta che ringraziare la mia famiglia, gli amici e tutti voi del sostegno e augurare a tutta Cavezzo Viva un buon lavoro.

Enrico Malverti

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