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Incendio spento alla discarica, ma ancora preoccupazione nella Bassa

Desta preoccupazione nella Bassa e, in particolare, a Bomporto, Bastiglia e Nonantola l’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di domenica 3 marzo a Modena nello stabilimento Hera di via Caruso, dove è bruciata una grande quantità di rifiuti. Si tratterebbe per lo più di rifiuti urbani ingombranti che provengono dalle stazioni ecologiche e che – come ha spiegato una nota di Hera – sono rifiuti urbani non pericolosi.

Intanto i Carabinieri Forestali hanno sottoposto l’area a sequestro probatorio con accesso ai Vigili del Fuoco per operazioni di spegnimento, impegnati da ieri pomeriggio, e messa in sicurezza dell’area.

Eppure sono in tanti da ieri sera ad essere preoccupati. Molte persone hanno condiviso sui social foto delle alte colonne di fumo che si levavano dal luogo dell’incendio e visibili anche a Nonantola e Bomporto. C’è attesa dunque per le analisi ambientali iniziate dai tecnici Arpae che stanno anche monitorando i parametri.

Le cause dell’incendio sono ancora in corso di accertamento.

Mentre le istituzioni sono al lavoro per dare risposte su quel che è accaduto, sui social la preoccupazione per l’accaduto non si placa. Anche perchè le immagini del fumo nero erano spesso accompagnate da definizioni allarmistiche del tipo “nube tossica”  e “aria avvelenata” e avvertimenti estemporanei a “chiudere le finestre” e a “non uscire”. Tutte opinioni personali che hanno generato paura, non supportate da indicazioni ufficiali dei sindaci o della Protezione civile.

Sui gruppi dei paesi da dove la nube era visibile come Bomporto, Bastiglia e Nonantola, i cittadini si confrontavano ponendo molte domande; a Finale in tanti ricordavano che quello di incendio è un rischio che hanno molte discariche, anche quella – paventavano- che si vuole riaprire proprio a Finale.

Non ha aiutato, in questa situazione, la scarna e cauta comunicazione di Hera che in poche righe di comunicato ha spiegato che stavano bruciando rifiuti non pericolosi, senza specificare cosa avesse esattamente preso fuoco. Nè tantomeno che sul sito Arpa ci fosse l’esito delle prime analisi che

Non hanno evidenziato valori superiori ai limiti di rilevabilità delle specifiche misurazioni; di conseguenza, i riscontri ottenuti risultano inferiori ai valori di riferimento previsti in ambito ambientale e/o sanitario (leggi tutto: https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?id=10296&idlivello=85 )

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