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“Lei sta per morire”: arriva il corso per insegnare ai medici come parlare ai malati gravi

Modena ospita il primo corso in Italia di gestione delle comunicazioni difficili con pazienti gravemente ammalati. Se ne è fatto promotrice la Struttura Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta da Mario Luppi di Unimore. L’obiettivo della iniziativa, che riprende esperienze statunitensi ed è coordinata da Leonardo Potenza di Unimore, è fornire ai medici un “piano di azione” per comunicare in maniera efficace ed empatica, nei momenti più difficili, il percorso di cura. Il corso si terrà il 3 e 4 maggio.  

Modena tiene a battesimo il primo corso nazionale rivolto a “La Gestione delle Comunicazioni Difficili con Pazienti Gravemente Ammalati”. Si tratta un corso, supportato da VitalTalk, sulla comunicazione relativa al rapporto medico e paziente, che si propone di fornire ai medici un “piano di azione” per comunicare in maniera efficace ed empatica, nei momenti più difficili, il percorso di cura con le sue possibili complicanze.  I discenti saranno impegnati in attività pratica con colloqui simulati (role-play) con attori professionisti. L’obiettivo è quello di insegnare tecniche di comunicazione necessarie per comunicare notizie serie, riconoscere e rispondere alle emozioni, discutere la prognosi di una malattia e sviluppare un piano di cura avanzato.

E’ una delle rare iniziative sull’argomento proposte sul territorio nazionale. – afferma il prof. Leonardo Potenza di Unimore – L’apprendimento di tecniche di comunicazione viene modernamente ritenuto un requisito fondamentale del curriculum di ogni medico, pari, se non superiore, ad altre attività tecniche pratiche. Tuttavia, anche negli USA, l’insegnamento è lasciato ad associazioni nonprofit come VitalTalk supportate da 4 delle più importanti università statunitensi (le università di Washington, Pittsburgh, Duke e il Dana-Farber Cancer Institute e Harvard Medical School). L’efficacia del metodo di insegnamento di VitalTalk è dimostrato da numerosi recenti lavori scientifici pubblicati nella letteratura medica. Nella nostra Struttura Complessa e presso la cattedra di Ematologia di Modena, ci siamo formati presso VitalTalk per insegnare tecniche di comunicazione medico-paziente.  Il merito va riconosciuto alla nostra istituzione, che si è fatta promotrice di una simile iniziativa allineandosi ad altre importanti istituzioni internazionali“.

Il corso pratico, che inizierà venerdì 3 maggio alle ore 11.00, sarà preceduto dalle letture Introduttive del Direttore della Struttura Complessa di Ematologia Mario Luppi di Unimore, di Cristina Cacciari, professore ordinario di Psicologia di Unimore, di Sarah Francesca Maria Bigi, docente presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e letterature straniere dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Co-Presidente dell’Associazione no profit Each: International Association for Communication in Health Care, di Claudio Cartoni, coordinatore della Unità di Cure Palliative e Domiciliari della Unità Ospedaliera Complessa di Ematologia del Policlinico Umberto I ed  Università La Sapienza di Roma, e Elena Bandieri, oncologa Palliativista, referente per la Formazione Aziendale USL Modena in Cure Palliative e responsabile dell’Ambulatorio di Terapie di Supporto in Oncologia di Carpi (Modena).

L'<Early Supportive/Palliative Care>, ovvero l’offerta di cure supportivo/palliative precocemente fin dalla diagnosi di malattia oncologica avanzata è un approccio assistenziale innovativo che si associa a una migliore qualità della vita, all’utilizzo di una inferiore intensità di cura durante il fine vita, una migliore qualità della morte per i pazienti e minor distress psicologico per i familiari – spiega Mario Luppi di Unimore – In questo modello assistenziale innovativo risulta centrale la comunicazione della prognosi di malattia e la discussione degli obiettivi del percorso di cura ai pazienti gravemente ammalati. I pazienti stessi riferiscono che vorrebbero parlare di tali argomenti fin dal loro insorgere, quando sono ancora in grado di poter sostenere fisicamente quegli incontri e vorrebbero farlo con i medici di riferimento e non con consulenti di cure avanzate”.

Ancora oggi, però, nella pratica clinica, queste comunicazioni vengono raramente effettuate o sono garantite soltanto tardivamente durante il decorso della malattia. Il confronto tra gli esperti nel settore ed il corso pratico, realizzato insieme a colleghi ematologi provenienti da varie Ematologie del Paese, hanno lo scopo di favorire la disseminazione culturale di questi temi e l’approfondimento e la condivisione di modalità di comunicazione e di cura comuni contribuendo a migliorare la qualità della assistenza dei pazienti ed il supporto ai loro famigliari.

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