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Sicurezza, tutti i dubbi del rogo letale di Mirandola

incendio sede vigili urbani mirandola due morti e 19 feritiMIRANDOLA – Qual è il livello di sicurezza che era stato garantito alla sede del Comando intercomunale dei Vigili Urbani dell’Area Nord a Mirandola? Il portone era blindato? E perché non è previsto un piantone anche di notte? Sono tanti i dubbi espressi dai cittadini su questo tema. Che si chiedono, peraltro, perché sia capitato proprio a una sede così poco visibile cadere nelle mire del giovane attentatore.

Nella notte tra lunedì e martedì un diciottenne di origine magherebina ha aperto apparentemente senza troppe difficoltà il portone di ingresso della sede dei Vigili di via Roma. Non si sa se abbia scassinato la serratura o abbia usato qualche attrezzo trovato in un cantiere poco distante. O se semplicemente l’abbia aperta a spallate. Che fosse un punto di accesso non adeguato era chiaro, tanto che il comandante della Municipale,aveva chiesto fondi per rafforzare la porta. E in Comune era già in atto una manifestazione di interesse per scegliere la ditta. Intanto però, il piromane voleva entrare, ed è entrato. Ha appiccato un incendio e ha lasciato morire nel sonno due persone che vivevano nello stesso stabile. Altre due sono gravi, in fin di vita.

Non c’era un piantone o qualcuno di guardia a fermarlo, non si è capito se ci fosse o no un allarme e se, nel caso, abbia suonato. Si sa che il giovane è stato visto uscire frettolosamente da uno dei vicini antistanti, che si sono sentiti dei rumori che hanno svegliato qualcuno.
incendio sede vigili urbani mirandola due morti e 19 feriti“Le armi”, hanno pensato in molti. Le armi erano conservate negli armadietti blindati e rubarle è difficilissimo. Il giovane che ha dato fuoco alla sede e rubato un cellulare e un computer non ci è riuscito. Ma qualcuno di più esperto forse ce l’avrebbe fatta.

Sono tanti gli interrogativi che lascia questa drammatica storia. Perché la sede del Comando dei Vigili Urbani non è stata considerata un obiettivo sensibile? Perchè le misure di sicurezza sono state aggirate – all’apparenza – così facilmente? Perché collocare un’area di polizia, con tutti i rischi che ne conseguono, gomito a gomito con appartamenti per utenti fragili in cui vivono 20 persone?

I danni

Il 18enne ha fatto tre cumuli di legno, carta e cartoni in tre zone diverse degli uffici. Poi ha dato fuoco. In poco tempo è bruciato tutto quello che poteva bruciare, coi pompieri che portavano via le ceneri letteralmente a palate.

Bruciati i mobili e gli infissi, bruciate le pratiche e i fascicoli di indagini, bruciate le multe e gli accertamenti. Anni di lavoro andati in fumo. Per recuperare tutto dagli archivi informatici  e ricostituire ogni singola pratica serviranno mesi e mesi. Nella sede della centrale della Polizia Municipale Area Nord il sistema di videosorveglianza della rete di telecamere sparse per la città ha subito danni a causa delle fiamme. Era nuovo: il potenziamento del sistema era stato installato davvero da poco tempo.
La conta dei danni – mezzo milione di euro, la prima stima –  è impietosa, più si va avanti più si scopre quanto sia stata letale la furia del delinquente. Nel parcheggio c’è anche un’auto della Municipale coi finestrini rotti.

L’attentatore

Ha numerosi precedenti e un decreto di espulsione il giovane accusato di aver dato fuoco alla sede dei Vigili di Mirandola uccidendo due persone e ferendone altre 19. E’ quanto emerge dalle informazioni che hanno diffuso i Carabinieri che stanno indagando su quanto accaduto. I militari non rendono nota la nazionalità del ragazzo o la provenienenza – viene definito genericamente “nordafricano” – ma solo l’età accertata dai test medici: 18 anni. Il giovane era conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi per reati contro il patrimonio, anche gravi visto che aveva in capo un decreto di espulsione. Non avrebbe dovuto essere a Mirandola, non avrebbe dovuto essere in Italia.
Qualche giorno fa è stato intercettato in un controllo di polizia a Roma, dichiarando di essere fuggito da diverse comunità della capitale. Non era la primavolta che lo fermavano. Nel corso degli anni si è presentato con diversi falsi nomi, false età e false nazionalità.
Nella Bassa il giovane è stato avvistato per la prima volta la notte tra lunedì e martedì, qualche ora prima della tragedia sarebbe stato trovato da un’ambulanza della Croce Blu lungo una strada vicino a Camposanto. Era bagnato, mostrava un preoccupante calo di temperatura ed ipotermia. Probabilmente era sceso da un treno. E’ stato dunque portato in Pronto Soccorso all’ospedale di Mirandola. Una volta giunto in ospedale – e qui siamo sempre nell’ambito della incendio sede vigili urbani mirandola due morti e 19 feritiricostruzione giornalistica che però non è stata smentita in alcun modo – sarebbe stato messo su un lettino per i controlli di rito con una flebo per reidratarlo. A un certo punto, però, avrebbe staccato la flebo e se ne sarebbe andato via dall’ospedale di Mirandola senza dire nulla a nessuno. Il resto, è cronaca.

Uscito dall’ospedale si è messo a gironzolare e si è trovato in via Roma . Ha forzato la porta della sede dei Vigili Urbani. Qui ha accatastato mobili, carte e cartoni in tre punti e ha appiccato il fuoco. Prima di andare via ha preso un cappello, un giubbotto della divisa, un computer e un telefonino. Uscendo, ha preso a sassate le auto dei Vigili Urbani rompendo i finestrini.

Poco dopo, mentre veniva dato dai residenti l’allarme per l’incendio, i Carabinieri lo hanno trovato che vagava per  le strade di Mirandola col cappello da agente in testa e lo hanno arrestato.

Mercoledì lutto cittadino

I nove Sindaci dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero) hanno proclamato, per mercoledì 22 maggio, il lutto cittadino in segito alla tragedia avvenuta nella notte alla sede dei Vigili Urbani di Mirandola. In tutti gli edifici pubblici le bandiere saranno esposte a mezz’asta.

Si invitano tutti i cittadini a osservare un minuto di silenzio alle ore 12, in segno di cordoglio. Il provvedimento è stato reso noto alla Prefettura e alla locale stazione dei Carabinieri e al Commissariato di Polizia.

 

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