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Terremoto Emilia, il punto dopo 7 anni: 9 famiglie su 10 tornate a casa, e oggi ci sono nuovi investimenti e nuove imprese

MIRANDOLA, FINALE, SAN FELICE, CAMPOSANTO, CAVEZZO, CONCORDIA, MEDOLLA, SAN PROSPRO, SAN POSSIDONIO, NOVI, SOLIERA, CARPI, NONANTOLA, BOMPORTO, BASTIGLIA, RAVARINO – Terremoto Emilia, il punto dopo 7 anni: 9 famiglie su 10 tornate a casa, e oggi ci sono nuovi investimenti e nuove imprese. La Giunta regionale, intervenendo in  Asemblea legislativa regionale alla Commissione Territorio, ambiente e mobilità, ha fatto il punto sulla ricostruzione a sette anni dal terremoto che ha colpito l’Emilia.

“Tutte le preoccupazioni relative alla nostra economia che avevamo nel 2012 non si sono avverate, anzi abbiamo assistito a processi di investimento e attrazione di nuove aziende anche dall’estero”, è la prima nota di soddisfazione. “Quest’area che prima rappresentava il 2% del Pil nazionale oggi è passata al 2,4%, e c’è stato un aumento di occupazione con 22mila posti di lavoro in più” si aggiunge riportando i dati dell’analisi realizzata con Unioncamere. Non sono gli unici fattori positivi. Nel Report sui sette anni di ricostruzione realizzato dalla Giunta emerge anche che “per quanto riguarda il mondo delle imprese, due anni fa abbiamo finito di dare le concessioni destinando 1,9 miliardi alle aziende e abbiamo già liquidato 1,4 miliardi. Sono ancora attivi due presidi a Mirandola e Cento a disposizione degli imprenditori per confrontarsi sulle pratiche”.

Riguardo alle abitazioni, il primo dato importante che si sottolinea dalla Giunta è che “9 famiglie su 10 sono tornate nelle loro case messe in sicurezza, ovvero su 16.500 famiglie solo 1.533 sono ancora in assistenza”. La ricostruzione abitativa non riguarda solo le case ma anche le piccole attività produttive delle quali “5mila sono già state ripristinate”, annuncia l’esecutivo regionale, aggiungendo che “dei 4 miliardi destinati alle ricostruzioni private, 2,7 miliardi sono già stati liquidati”.

Anche sulle opere pubbliche l’attività di ricostruzione va avanti grazie ai cofinanziamenti e alle risorse dei soggetti privati. Su 1.227 progetti, 741 sono stati approvati e quasi tutte le opere sono coperte, in fase di realizzazione o finite. “Ci tengo a sottolineare”, aggiunge la Giunta, “che fra le opere pubbliche sono compresi anche gli edifici di culto: abbiamo riaperto 21 chiese e fra queste anche il Duomo di Mirandola, uno dei Comuni più colpiti”.

“Si può dire che dal 2019 l’area del cratere si è ridotta; su 59 Comuni, 29 hanno già completato la ricostruzione” spiega la Giunta. Tutti gli sforzi ora sono concentrati sui 30 Comuni del cosiddetto ‘cratere ristretto’, in particolare sui centri storici. “L’obiettivo”, continua l’esecutivo regionale, “è quello di rafforzare tutte le azioni per renderli sicuri e rivitalizzarli anche dal punto di vista organizzativo”. Per questo sono stati destinati 35 milioni di euro dai finanziamenti a fondo perduto per progetti di recupero e rafforzamento, da distribuire in tre diverse tranche fino al 2020. Ulteriori risorse sono destinate ai Comuni interessati per facilitare il lavoro di collegamento, alle piccole e medie imprese per progetti di ricerca e innovazione e alle start-up.

“Oggi possiamo dire con orgoglio che la nostra comunità ha reagito e lo ha fatto positivamente”, è il commento del Partito democratico, “dalle istituzioni pubbliche ai cittadini, dalle associazioni ai partiti politici: l’impegno ha coinvolto tutti. Non abbiamo dimenticato le vittime e i loro familiari, ma siamo riusciti a ricostruire case, scuole e imprese; ora manca il rush finale sui centri storici”.

“L’auspicio è che si riesca a chiudere tutto entro 8 anni dal sisma” aggiunge la Lega Nord che chiede anche di dare più rilievo e pubblicità possibile all’ordinanza sulle pertinenze che la Giunta comunica essere in uscita. Altra richiesta quella di “ricavare ulteriori fondi, oltre ai 35 milioni di euro, a beneficio delle attività dei centri storici per dare la giusta spinta a un mercato che ha sofferto molto”. Si chiede anche di fare luce sulle tempistiche di erogazione dei contributi per i centri abitati, poiché in alcuni, come in quello di Cento, molte strutture sono ancora chiuse.

Forza Italia interviene per sottolineare, fra gli aspetti positivi della ricostruzione, la mancata perdita delle aziende del territorio e chiede come funzionino i controlli per le attività di finanziamento.

“I controlli vengono fatti dalla giunta in fase di attività istruttoria”, è la risposta del tecnico dell’Agenzia regionale per la ricostruzione che riporta “solo un’ottantina di casi dove la documentazione o le modalità di presentazione delle domande non sono risultate idonee”. In una seconda fase vengono eseguite anche verifiche sui cantieri, ma anche qui i numeri sulle difformità sono molto bassi. “Oltretutto”, aggiunge, “abbiamo messo a disposizione delle forze dell’ordine tutte le banche dati; il percorso trasparente ed estremamente parcellizzato che abbiamo adottato ha scoraggiato eventuali infiltrazioni di grandi organizzazioni malavitose. Possiamo quindi affermare che si tratti di una ricostruzione sana e di qualità”.

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SISMA 2012
>>Ricostruzione delle abitazioni
2miliardi748milioni843mila329,60 euro
di risorse assegnate a 10.087 interventi

>>Ricostruzione delle attività produttive
1miliardo897milioni871mila342,38 euro
di risorse assegnate a 3.480 interventi

>>Ricostruzione pubblica
369milioni860mila238,07 euro
di risorse assegnate a 1.807 interventi

>> Opere pubbliche:
725milioni199mila830,96 euro
di risorse assegnate a 2.325 interventi

>>Interventi privati:
4miliardi646milioni714mila671,98 euro
di risorse assegnate a 13.567 interventi

>>Donazioni
sono state ricevute 18.584 donazioni
60milioni547mila722,78 euro

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