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Casse d’espansione del Secchia pronte nel 2020: la promessa di Aipo convince i cittadini

da | Ott 21, 2019 | Bastiglia | 0 commenti

NOVI, CAVEZZO, CARPI, SOLIERA, BASTIGLIA E BOMPORTO – Casse d’espansione del Secchia pronte nel 2020: la promessa di Aipo convince i cittadini. Arrivano notizie positive dall’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi a Bastiglia. E’quanto emerge da una nota del comitato Arginiamo, nato all’indomani delal drammatica lalluvione del 2014 e che da allora chiede manutenzione e sicurezza. Un incontro in cui è stata fissata una data importante. Infatti, ha ricordato la sindaca di Bastiglia Francesca Silvestri, dopo la prima fase dell’emergenza e la messa in sicurezza dei punti più critici, sono in corso gli interventi strutturali sugli argini e sul letto del fiume «in vista – spiega la sindaca – delle nuove casse di espansione del Secchia. Il progetto definitivo c’è già, siamo in attesa di quello esecutivo, e confidiamo possa essere realizzato nel 2020. E’ in corso d’opera la cassa attuale”

Scrive da Arginiamo il presidente Vittoriò Cajò:

L’incontro in oggetto è stato successivo al primo tenuto il giorno 8 ottobre a Soliera. Rispetto a quest’ultimo abbiamo notato un approfondimento da parte di AIPO di alcune situazioni più vicine al nostro territorio (alcune delle quali sono state poi discusse nel dibattito finale). A parte questo importante dettaglio l’impianto della presentazione è stato praticamente il medesimo del precedente, migliorato da una maggior scioltezza da parte sia delle presentatrici, sia da parte dell’ing Mille, nuovo direttore dell’Agenzia Interregionale del Po. Abbiamo notato inoltre, con grandissima soddisfazione, che finalmente da parte dell’AIPO il nome del Prof. Orlandini -ordinario della cattedra di ingegneria idraulica dell’UNIMORE- viene citato liberamente a livello di collaborazione, segno che ogni eventuale misunderstanding pregresso è rientrato. Ciò è estremamente importante a ns avviso in quanto ArginiaMO ha sempre sostenuto che solo una figura di comprovata e riconosciuta caratura scientifica come quella del Prof. Orlandini poteva garantire la competenza necessaria. La disamina offerta da AIPO è stata ben dettagliata, anche se in alcuni punti è risultata troppo tecnica per essere afferrata da chi non possiede un minimo di competenza tecnica.

Contrariamente alle bruttissime esperienze passate, questa volta AIPO ha dimostrato di essere presente e soprattutto disponibile all’ascolto: è una buona notizia. Abbiamo apprezzato da parte di AIPO l’umiltà di riconoscere che i lavori fatti finora non sono sufficienti, oltre ad essere ancora parecchio carenti di continuità a livello di programmazione (ci sono molti cantieri che devono ancora essere intrapresi). Paradossalmente, questo è positivo in quanto preferiamo una obiettiva visione del problema piuttosto che ricevere delle garanzie inesistenti, come -ahimè- è stato fatto per il passato. Nei dibattiti finali sono emerse nuovamente le contrapposizioni, da parte soprattutto degli agricoltori che vivono sul fiume Secchia, relativamente al progetto proposto dall’Ente Parchi Emilia Romagna di voler promuovere la realizzazione di un non meglio identificato Paesaggio Protetto: un’iniziativa che, anche a nostro avviso, rischierebbe di intralciare grandemente la libera manutenzione delle problematiche sponde del Secchia.

In chiusura abbiamo rilevato con soddisfazione, sia la buona disposizione da parte del direttore di AIPO di voler mantenere una linea di comunicazione aperta con i cittadini rivieraschi per cogliere ogni loro eventuale istanza, sia in particolare -e questo per ArginiaMO rappresenta un primo buon risultato dopo ben 4 anni di attesa e di promesse non mantenute- la promessa formale da parte dell’ing. Mille di iniziare a pubblicare un crono-programma degli interventi attuali e da attuarsi. Non è ancora il nostro Board Transparency River (ampiamente illustrato nella ns pagina FaceBook) ma si tratta già di un primo passo positivo.

 

GUARDA TUTTO IL NOSTRO SPECIALE EMERGENZA FIUMI

Puntata numero1 : cosa accade in montagna?

Puntata numero 2: Secchia e Panaro, l’erosione delle sponde e quegli argini insufficienti 

Puntata numero 3: come funzionano le casse di espansione?

Puntata numero 4: ecco cosa succede nel groviglio di Modena Nord

 

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