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Sequestro della discarica di Finale Emilia, le reazioni della politica

FINALE EMILIA – Sequestro della discarica di Finale Emilia, le reazioni della politica. Mentre si attende ancora un giudizio sull’accaduto da parte del Pd, stranamente silente in questa occasione, gli altri partiti hanno già diffuso le loro note stampa a riguardo.

STEFANO LUGLI (AER): “BONACCINI BLOCCHI L’AMPLIAMENTO E LA TOLGA DAL PIANO RIFIUTI REGIONALE”

Stefano Lugli Elena Govoni Sonia Merighi Marco Bernardi Marco SgarbiStefano Lugli, candidato a presidente della Regione per L’Altra Emilia-Romagna, apprende che, al termine della “lunga e tristemente nota attività di indagine”, il gip ha posto “sotto sequestro la discarica di Finale Emilia e indagato 10 persone” fra tecnici, dirigenti e amministratori per diversi reati, anche di natura ambientale.

“Ci pare già questo un motivo più che sufficiente perché Arpae sospenda l’autorizzazione rilasciata per il maxi ampliamento della discarica da 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali”, dice. E per “chiedere a Feronia di interrompere immediatamente ogni operazione di accantieramento”, rinunciando all’ampliamento del sito per lo stoccaggio dei rifiuti.

Da molto tempo “chiediamo al presidente della Regione di ascoltare i cittadini di Finale Emilia”; lo stesso Consiglio comunale a più riprese ha detto “no” al maxi ampliamento della discarica.

Oggi “Stefano Bonaccini non può ignorare quanto successo”, e ancora una volta “lo invito a togliere Finale Emilia dal piano regionale dei rifiuti: la comunità va rispettata”.

LUCIA BORGONZONI: “SODDISFAZIONE, È IL MOMENTO DI OPERAZIONE TRASPARENZA SU RIFIUTI IN REGIONE”

“Estrema soddisfazione per il sequestro preventivo della discarica di Finale Emilia, che frena un ampliamento dannoso per cittadini, ambiente e imprese. Ora serve un’operazione trasparenza sulla gestione dei rifiuti, speciali e non, in Regione. Congratulazioni ai Carabinieri, in special modo al nucleo Forestale che sta facendo luce sulle procedure utilizzate dalla ex amministrazione. Sono felice per i Finalesi, per il comitato e per sindaco Palazzi che fin da subito si è impegnato contro l’ampliamento della discarica, presentando ricorso. In un territorio che ha già problemi di carattere idrogeologico e sismico non si può gravare anche con la presenza di una discarica, che rischia di provocare anche la fuga di aziende agroalimentari. Si chiama buonsenso”.

Così la candidata alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, sull’operazione condotta questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e quelli del Nipaaf Carabinieri Forestale di Modena.

 

GALLI (FI): “ORA ARCHIVIARE PER SEMPRE L’AMPLIAMENTO”

“Il sequestro preventivo della discarica di Finale non fa che confermare i dubbi sul progetto di ampliamento sollevati dai cittadini e sottoscritti in pieno da Forza Italia”. Così in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli.
“Parliamo di un progetto di ampliamento che creerebbe il più grande impianto del nord Italia capace di accogliere oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali con un impatto ambientale facilmente prevedibile – continua Andrea Galli -. Ricordo che la zona della discarica è definita anche dalla Università di Parma area inondabile di pericolosità elevata e non basta certo un muro di un metro e mezzo a tutelare il territorio in caso di alluvione, evento che peraltro è già avvenuto nel 1982 e che la rottura dell’argine del Diversivo di pochi giorni fa ha dimostrato purtroppo ripetibile. Questo impianto va fermato dalla Regione, Bonaccini ne doveva prendere atto da tempo, il sequestro di oggi speriamo possa fermare per sempre l’assurda ipotesi”.

BARGI (LEGA): “BLITZ DEI CARABINIERI, SEQUESTRATA LA DISCARICA DI FINALE EMILIA: ORA IL PROGETTO DI AMPLIAMENTO VA CESTINATO”

“Sequestrata la discarica di Finale Emilia e indagati i dirigenti e l’ex sindaco? Non mi stupisce: sono anni che ci battiamo per rivedere il progetto, senza mai essere ascoltati”: così il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Bargi, sull’operazione condotta questa mattina dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri in collaborazione coi militari del Nipaaf Carabinieri Forestale di Modena.

“Solo tre settimane fa – ricorda l’esponente del Carroccio – la Lega aveva partecipato alla manifestazione “Giù le mani dalla nostra terra”, organizzata lungo le vie del centro storico di Finale, per dire ancora una volta “no” al progetto di ampliamento della discarica verso la quale – secondo i piani fortemente caldeggiati dalla Regione – avrebbero dovuto essere dirottati 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti, per la maggior parte di provenienza extra-regionale. Ebbene il blitz di questa mattina non fa altro che suffragare gli interrogativi che da sempre sosteniamo nei confronti di questo progetto. Ora attendiamo con fiducia quello che sarà il verdetto delle indagini”.
Certo è che non si capisce come mai “sia ancora in discussione il piano di ampliamento della discarica visto e considerato che sia i cittadini che l’attuale amministrazione a guida Lega si sono già espressi bocciando la delibera licenziata dall’ex sindaco di centrosinistra, Fernando Ferioli. ” conclude Bargi.

I CINQUE STELLE DI FINALE EMILIA VERONESI E PAVANI: “E’ UN’OTTIMA NOTIZIA”

Ottima notizia per la comunità di Finale Emilia e per tutti coloro che lottano ed hanno sempre lottato per impedire l’ampliamento della discarica. Con l’intervento dei Carabinieri di questa mattina si aggiunge un tassello fondamentale alla battaglia contro un ampliamento assolutamente insensato. – E’ il commento di Mattia Veronesi e Andrea Pavani
Consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Finale Emilia –
Crediamo sia giunto il momento che la regione Emilia Romagna, che ne ha il potere, metta definitivamente la parola fine ad un progetto insensato, in un’area con infinite criticità, a cui oggi si è aggiunto anche il sequestro.
Lanciamo di nuovo l’appello al presidente Bonaccini.
Metta FINE alla vicenda.
Ed a quella che non è che una speculazione sulla pelle e sulla salute dei cittadini finalese.
Noi dal canto nostro non smetteremo di lottare al fianco di chi si oppone a questo mostruoso progetto. Conosci del fatto che la battaglia è purtroppo ben lontana dall’essere vinta.

GIBERTONI (M5S): “SEQUESTRO SIA PIETRA TOMBALE SUL PROGETTO DI AMPLIAMENTO. GIÀ UN ANNO FA CHIEDEMMO L’INTERVENTO DELLA CONSULTA PER LA LEGALITÀ”

“Il sequestro della discarica di Finale Emilia operato questa mattina dai Carabinieri, oltre ad essere l’ennesima pagina oscura di una vicenda a dir poco inquietante che coinvolge Comune e Regione, è la pietra tombale su qualsiasi richiesta di ampliamento. A questo punto non è necessario nemmeno attendere il pronunciamento del TAR che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il progetto di portare la capacità dell’impianto a 1,8 milioni di metri cubi di rifiuti deve essere accantonato definitivamente”. È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo che questa mattina i Carabineri del Nucleo Investigativo e quelli del NIPAAF Carabinieri Forestali di Modena hanno messo i sigilli all’impianto gestito dalla società Feronia srl nell’ambito di un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Modena. “Se le accuse mosse dagli inquirenti dovessero trovare conferma, ci troveremmo davanti a una situazione davvero molto grave con il coinvolgimento diretto oltre che dei membri dell’ex amministrazione comunale di Finale, anche dei vertici della società che gestisce l’impianto ed ex funzionari dell’allora Provincia di Arpae – spiega Giulia Gibertoni – Poco meno di un anno fa avevo presentato un’interpellanza (l’ennesima, dopo altri 5 anni) alla giunta regionale proprio per chiedere di bloccare l’autorizzazione all’ampliamento della discarica e di sottoporre tutto l’iter procedimentale alla Consulta per la legalità. La mia richiesta era legittimata dal fatto che durante le indagini sugli appalti tra il 2015 e il 2016 del Comune di Finale erano emerse chiaramente pressioni sulla realizzazione della discarica. Una sollecitazione che però la Regione ha fatto cadere nel vuoto visto che la risposta che mi è stata fornita in aula dall’assessore Gazzolo a marzo di quest’anno è stata a dir poco inconcludente, visto che si era limitata a dire di non aver ricevuto nessuna comunicazione dell’indagine della magistratura sull’impianto. Oggi, a otto mesi di distanza, i nodi vengono al pettine e finalmente è chiaro a tutti che non eravamo solo noi a nutrire dei dubbi sulla legalità di quel progetto funzionale all’interesse di pochi e contrario alle esigenze della comunità finalese. A questo punto – conclude Giulia Gibertoni – ci aspettiamo che la Regione prenda coscienza di quanto è accaduto e rinunci una volta per tutte a questo scellerato progetto di ampliamento che aggraverebbe ulteriormente l’impatto ambientale non solo di Finale ma di tutta la Bassa modenese già condannata dall’amministrazione regionale ad essere un polo pattumiera”.

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