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L’Emilia-Romagna pronta a ripartire: piano di investimenti da quasi 14 miliardi di euro

Fondi in larga parte pubblici, più cofinanziamenti privati. Quest’anno pronti oltre 748 milioni per sistema sanitario pubblico regionale, 1 miliardo e 400 milioni per garantire la mobilità delle persone e delle merci, più di 1 miliardo e 170 milioni per la sicurezza e la cura dell’ambiente e del territorio anche agricolo, più di un 1 miliardo e 500 milioni per sostenere le imprese, 49 3 milioni per nuove scuole e l’edilizia universitaria. E ancora, 122 milioni per ricerca e Data Valley, e fondi per turismo, cultura, sport, casa, digitale, aree interne. Per il biennio 2021-22 già stanziati altri 5,3 miliardi e 2,2 miliardi per completare definitivamente la ricostruzione post sisma. L’assessore Calvano: “Straordinario effetto moltiplicatore se ognuno fa la sua parte”

Investimenti per quasi 14 miliardi di euro da qui al 2022, in larga parte fondi pubblici ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati. Con opere e interventi cantierabili subito o entro quest’anno per quasi 6 miliardi. L’Emilia-Romagna è pronta e guarda alla ripartenza sapendo di poter contare su una massiccia iniezione di risorse attraverso la leva pubblica, fondamentale per la politica industriale anticiclica che sarà necessaria dopo il lockdown causato dalla pandemia. Adesso e quando le attività economiche e i servizi, in ogni comparto, potranno riprendere a pieno.

“La nostra regione ha solide fondamenta su cui basare la ricostruzione, risorse mobilitate per quasi 14 miliardi di euro, una mole di investimenti pari al 10% del Pil regionale, opere in gran parte progettate, finanziate e già appaltate- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Questo grazie a conti in ordine, al lavoro svolto in questi anni per completare progetti fermi da troppo tempo, ad un’attività di programmazione legata all’utilizzo di tutti i fondi disponibili, statali ed europei, insieme a quelli regionali, e alla condivisione delle scelte con territori e parti sociali. Questa drammatica emergenza ci ha già costretto a ridisegnare la nostra vita quotidiana, ma vogliamo ripartire puntando su crescita sostenibile, sanità e welfare, investendo ancora di più sulla rete territoriale dei servizi integrata a poli ospedalieri d’eccellenza, innovazione tecnologica e digitale e nuove modalità e tempi di lavoro”.

Per quanto riguarda il 2020, sono cinque i filoni dove si concentra in particolare l’azione regionale: salute, scuola, mobilità, imprese, ambiente e territorio, con il capitolo ricostruzione post sisma (oltre 2 miliardi nel triennio per completarla definitivamente, che tocca trasversalmente un po’ tutti i settori). Oltre a turismo, cultura, casa, sport, digitale e big data.

Per rafforzare il sistema sanitario regionale pubblico, che si è dimostrato determinante nel garantire la salute dei cittadini e la tenuta dei territori, già quest’anno vengono stanziati complessivamente oltre 748 milioni di euro. Serviranno per la realizzazione dell’Hub Covid Hospital nazionale, la nuova costruzione, il completamento, l’adeguamento e la rifunzionalizzazione di numerose strutture ospedaliere, la realizzazione di Case della salute, oltre che per l’acquisto di ulteriori immobili, tecnologie e strumentazioni all’avanguardia.

Al capitolo istruzione, sono dedicati oltre 493 milioni di euro per l’edilizia scolastica, di cui più di 447 per realizzare nuove scuole e istituti o per la ristrutturazione degli edifici esistenti con criteri antisismici e a basso impatto ambientale, mentre 46,3 milioni andranno all’edilizia universitaria.

L’ambiente e il territorio con oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro, di cui circa 350 milioni destinati all’apertura di cantieri contro il dissesto idrogeologico e la difesa del suolo, 571 milioni per il sistema delle bonifiche in agricoltura, le strutture irrigue e gli interventi per sostenere le aziende agricole nell’emergenza Covid, cui si aggiungono oltre 134 milioni per l’efficientamento energetico, piste ciclabili, sistemi di mobilità intelligente collegati al trasporto pubblico locale e più di 120 milioni per la rigenerazione urbana (93 milioni) contro il consumo di suolo e le aree interne (27 milioni).

E poi la mobilità delle persone e delle merci, dove si prevedono oltre 1,4 miliardi di euro di investimenti, 925 milioni per realizzare infrastrutture fondamentali da Piacenza a Rimini, indispensabili per snellire e diminuire i volumi di traffico, con un conseguente abbattimento dello smog, e 544 milioni per il trasporto ferroviario e quello pubblico locale (sicurezza treni e linee; rinnovo del parco mezzi, convogli e bus).

Supera il miliardo e mezzo (1.535,9 milioni) di euro l’investimento regionale per sostenere le imprese.

Con oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro di investimenti la Regione conta inoltre di mettere la parola fine al capitolo ricostruzione post sisma. Un intervento massiccio che toccherà le opere pubbliche con più di mille cantieri aperti per un valore complessivo di 950 milioni di euro. Risorse anche per i due comparti nei quali la gran parte dei lavori è stata eseguita: altri 900 milioni di euro saranno destinati alla ricostruzione privata (case e piccole attività), mentre con 350 milioni di euro si chiuderà la ricostruzione delle attività produttive.

Ossigeno, poi, sempre quest’anno, per alcuni settori tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus. A partire dagli impianti turistici (141 milioni), la cultura (34 milioni), lo sport (95 milioni), la casa (39 milioni) e, ancora, i fondi per l’agenda digitale (18,9 milioni).

Tassello altrettanto importante quello della ricerca, dei Big Data e delle nuove tecnologie con i 122 milioni previsti per il Tecnopolo di Bologna destinato a far decollare la Data Valley dell’Emilia-Romagna.

A questo pacchetto di risorse si aggiungono, nel biennio 2021-22, altri 147 milioni per la sanità dell’Emilia-Romagna che serviranno a completare il rinnovamento di alcuni ospedali a Parma, Modena, Bologna, Ravenna e Ferrara e per il miglioramento sismico dei nosocomi romagnoli.

Oltre 4 miliardi e 400 milioni di euro saranno invece destinati alle infrastrutture, tra cui il Passante di Bologna e i nodi di Rastignano e Casalecchio sempre nel bolognese, la Cispadana, le tangenziali di Mirandola (Mo) e Forlì, l’hub portuale di Ravenna e 584 milioni per le ferrovie.  Altri 212 milioni di euro saranno impiegati per l’ambiente e la messa in sicurezza del territorio e 41 milioni per lo sviluppo sostenibile delle aree interne. Infine, altri 75 milioni saranno destinati alle esigenze abitative dei cittadini.

“L’Emilia-Romagna è pronta, come sempre, a rimboccarsi le maniche e a mettere in campo tutto l’ingegno, la creatività e le grandi professionalità e i saperi che possiede – sottolinea il presidente Bonaccini-. Una ricostruzione che sarà aperta e partecipata dall’intero sistema socioeconomico regionale, dalle Università e dalla rete della ricerca, dalle associazioni del Terzo settore, dal mondo della scienza e dell’innovazione digitale. Sapendo di poter contare su investimenti pubblici e privati per quasi 14 miliardi di euro a partire da oggi e fino al 2022: risorse per tanti cantieri già pronti a partire nei settori che più hanno bisogno di essere rafforzati e dare così una risposta immediata di ripresa e garantire la tenuta del nostro sostenere il tessuto sociale”.

“Fondi- aggiunge l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano– che contiamo, e ci auguriamo, potranno avere un effetto moltiplicatore anche con il sostegno e l’appoggio del Governo. In una situazione inedita e difficile come quella che stiamo attraversando, la locomotiva del Paese, la nostra regione, non può e non deve fermarsi. Facciamo ognuno la nostra parte per far sì che da questa esperienza possa partire una nuova rinascita per tutta la comunità emiliano-romagnola, nessuno escluso”.

 

GLI INVESTIMENTI PREVISTI

SCHEDA / investimenti previsti
➢ 895 milioni per la sanità
Nel 2020, ammontano a 748 milioni di euro i fondi complessivi destinati al servizio sanitario regionale che andranno a finanziare i nuovi ospedali di Cesena (156 milioni), di Piacenza (160 milioni), di Carpi nel modenese (100 milioni) e il terzo stralcio del Mire, Maternità e Infanzia di Reggio Emilia (10,3 milioni).
Fondi anche per l’ospedale di Mirandola nel modenese (4,5 milioni) e il Maggiore di Bologna (35 milioni), oltre a quelli previsti per l’Hub Covid Hospital nazionale (27 milioni).
Inoltre, 40,5 milioni di euro serviranno per rafforzare la rete delle Case della salute di Piacenza, Modena, Bologna e Rimini, 35 milioni per acquisto di tecnologia e 18 milioni sempre per tecnologia ad uso dei medici di medicina generale. Infine, 161,7 milioni saranno destinati all’acquisto di nuovi immobili.
Nel biennio 2021-2022 si aggiungeranno altri 147 milioni di euro che andranno a finanziare il laboratorio dell’ospedale di Parma (10 milioni); a Modena il completamento del Policlinico (31,5 milioni), l’hospice (1 milione), l’ospedale di Mirandola (4 milioni) e quello di Vignola (3,5 milioni); aFerrara la Cittadella San rocco (5 milioni); a Bologna il Policlinico Sant’Orsola (27 milioni) e la Casa della salute Navile (9 milioni); in Romagna, il miglioramento sismico degli ospedali (11,5 milioni), oltre agli ospedali di Rimini (7,5) e Ravenna (9,5). Infine, altri 27,5 milioni di euro saranno utilizzati per acquisto di tecnologie.
➢ 493,8 milioni per la scuola
Complessivamente, nel 2020 sono previsti 447,5 milioni per l’edilizia scolastica e 46,3 per quella universitaria.
➢ 1 miliardo e 431 milioni per ambiente e territorio
Nel 2020, 349,7 milioni sono stanziati per opere di difesa del suolo, con più di mille cantieri tra quelli già avviati e quelli pronti a partire (311 milioni complessivi), il sistema idrico integrato (30 milioni) e la rimozione dell’amianto (8,7 milioni). A questi si aggiungono i 571 milioni di euro per l’agricoltura, di cui 320 milioni previsti per il sistema delle bonifiche, 235 per le strutture irrigue e 16 legati a interventi per la gestione dell’emergenza Covid.
Al capitolo efficientamento energetico si registrano 134,5 milioni per investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili nei Comuni e nelle aziende sanitarie, poi piste ciclabili, bus a basso impatto ambientale e sistemi di mobilità intelligente da applicare al trasporto pubblico.
Infine, 122,7 milioni di euro serviranno per la rigenerazione urbana e lo sviluppo delle aree interne e interventi nei piccoli Comuni.
Nel biennio 2021-2022 sono già programmati altri 212 milioni di euro per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico e ulteriori 41 milioni per lo sviluppo delle aree interne/piccoli Comuni.
➢ 6 Miliardi e 476 milioni per la mobilità
Nel 2020 sono previsti 1 miliardo e 469 milioni per garantire la mobilità delle persone e delle merci. Di questi, 925 milioni sono destinati alle infrastrutture, queste le opere previste: la Campogalliano-Sassuolo (514 milioni); le tangenziali di Reggio Emilia (190), di San Cesario sul Panaro (25) e di Noceto (13); la Variante di valico (80), la terza corsia A14 tra Rimini e Cattolica (25), l’idrovia Ferrarese (7,7), le infrastrutture ferroviarie per il Porto di Ravenna (40); la sistemazione della SS16 a Rimini (5,3), della Brisighellese (2) e di strade provinciali e di montagna (9); la sistemazione dei ponti sul Taro nel parmense (2), di Dosolo a Guastalla nel reggiano (3,8) e di Castelvetro piacentino (7,6).
Alle ferrovie e i mezzi pubblicisono invece destinati 544 milioni di euro di cui 60 milioni per le nuove elettrificazioni della rete ferroviaria regionale, 30 milioni per le elettrificazioni in corso (tra cui Reggio Emilia-Guastalla; Sassuolo-Reggio Emilia; Reggio Emilia-Ciano), 65 milioni per l’interramento della linea Ferrara-Codigoro e 291 per il rinnovo del parco mezzi (244 milioni per nuovi bus e 47 per i nuovi treni).
Nel biennio 2021-2022, si aggiungeranno più di 5 miliardi tra infrastrutture (4 miliardi e 423 milioni) e ferrovie (584 milioni).
Per quanto riguarda le infrastrutture, dei 4,423 miliardi di euro, in Romagna andranno 235 milioni per l’Hub portuale di Ravenna, 102 milioni per il terzo lotto della tangenziale di Forlì e parte dei 350 milioni per realizzare la quarta corsia dell’A14 tra Bologna e Ravenna; a Bologna, inoltre, andranno 594 milioni per il Passante di Bologna, 31 milioni per il nodo di Rastignano e parte dei 492 milioni per la terza corsia dell’A13 tra Bologna e Ferrara; nel ferrarese, arriveranno poi 35 milioni per l’idrovia, 106 per la Variante di Argenta e parte del miliardo e 308 milioni della Cispadana; infine, 350 milioni saranno destinati per la terza corsia dell’A22.
Alle ferrovie andranno 584 milioni, di cui 72 per elettrificazioni e soppressioni di passaggi livello, cui si aggiungono ulteriori 12 milioni dedicati alle soppressioni dei passaggi e 500 milioni per interventi sulle reti RFI.
➢ 1,536 miliardi di euro per il sostegno alle imprese.
➢ 141 milioni per il turismo
Nel 2020, 44 milioni vanno a ristrutturare e ridisegnare i lungomare da Cattolica a Comacchio, 13 agli impianti sciistici, 80 alla ristrutturazione degli alberghi e 4 a commercio e pubblici esercizi.
➢ 114 milioni di euro per la casa
Nel 2020 sono previsti 39 milioni: 5 per l’housing sociale, 10 per il recupero di alloggi Erp e 24 per la riqualificazione urbana attraverso l’edilizia residenziale sociale (Ers) e pubblica (Erp). Per quanto riguarda il biennio 2021-2022, la Regione investirà altri 75 milioni per rispondere alle esigenze abitative dei cittadini, di cui 50 milioni per il recupero degli alloggi e 25 milioni per un secondo bando Piers per l’edilizia residenziale sociale e pubblica.
➢ 34 milioni per la cultura
Si tratta degli investimenti complessivi nel 2020 tra Fondi di sviluppo e coesione (20) e legge regionale 40 (14).
➢ 95 milioni per lo sport
Previsti nel 2020, 35 milioni per opere di impiantistica già avviate e 60 ai nastri partenza, considerato l’investimento complessivo compresi i fondi regionali, degli enti locali e dei privati.
➢ 18,9 milioni per l’Agenda digitale regionale
➢ 122 milioni per il Tecnopolo di Bologna
Nel 2020, 55 milioni serviranno per il lotto B, 57 per quello A e 10 per sistemare le aree esterne.
➢ 2,2 miliardi di euro per il completamento della ricostruzione post sisma al 2022
Per chiudere del tutto la ricostruzione, sulle opere pubbliche sono aperti più di mille cantieri per un valore complessivo di 950 milioni di euro. Per la ricostruzione privata, case e piccole attività, in gran parte effettuata, 900 milioni, così come per le attività produttive arriveranno 350 milioni.
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