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Unimore, l’anno accademico si apre con la cerimonia in streaming

Aperto dal Magnifico Rettore Carlo Adolfo Porro l’844° Anno Academico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La cerimonia, trasmessa in streaming con collegamenti da remoto dei relatori, ha consentito di delineare un quadro degli obiettivi strategici che l’Ateneo emiliano si pone per i prossimi anni. Avviata la transizione verso un “ecosistema digitale”, Unimore si propone di poter inaugurare una struttura all’anno per migliorare quegli aspetti di criticità rappresentati dalla disponibilità di residenze e posti letto per gli studenti e dalla necessità di adeguamento di strutture didattiche e di ricerca.

“Investire sull’Università e permetterle di incrementare il numero di laureati di qualità significa credere nel futuro dei nostri giovani e del nostro paese. Non esitate, non esitiamo, a farlo, anche in questa fase così difficile ed incerta… Servono pensieri lungimiranti e azioni concrete da subito”.
Questa l’esortazione che viene dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia prof. Carlo Adolfo Porro, che stamane – in un Aula Magna del Palazzo del Rettorato a Modena deserta per rispetto delle limitazioni imposte dalle autorità sanitarie – ha così concluso il suo intervento di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019-2020.

E’ stata una cerimonia fuori dal consueto senza pubblico e senza autorità, che hanno potuto seguire in diretta streaming su tv.unimore.it il discorso del Rettore e gli interventi in programma, pronunciati – da remoto – dalla Presidente della Conferenza degli Studenti, Laura Simoni, dal Presidente della Consulta del Personale Tecnico Amministrativo, dott. Giacomo Guaraldi, dal Prorettore della Sede di Reggio Emilia, prof. Giovanni Verzellesi, dal Prorettore Vicario prof. Gianluca Marchi.

Per il Rettore, all’esordio del suo sessennato, l’inaugurazione odierna è stata l’occasione per lanciare un piano programmatico del suo mandato e anche per ricordare l’avvio delle iniziative intraprese.
In questa fase segnata dallo scoppio della pandemia da COVID-19 si è proceduto con tempestività alla “transizione verso un ecosistema digitale per assicurare la continuità della propria missione istituzionale, adottando in tempi brevi importanti misure a favore degli studenti per garantire la continuità didattica e il completamento degli studi anche in questa fase di emergenza sanitaria”.
Tutti i corsi di studio sono partiti in modalità a distanza e alla data del 25 marzo risultavano attivi il 95% degli insegnamenti. Svolti inoltre 1200 esami di profitto e diverse sessioni di laurea in modalità telematica, che hanno permesso a oltre 250 laureati e laureate di conseguire il titolo.
Unimore è oggi una comunità accademica, cresciuta impetuosamente, costituita da più di 30000 persone, tra studentesse e studenti dei corsi di laurea e post-laurea, personale a contratto, personale docente, tecnico e amministrativo. Quanto avvenuto in anni recenti ha fatto chiaramente emergere però la necessità di investire sia a favore del personale, reinvestendo oltre che sui docenti anche sul personale tecnico-amministrativo “che rappresenta una delle colonne portanti del nostro Ateneo”, sia a favore della popolazione studentesca, impegnando l’Ateneo a supportare studentesse e studenti con un’offerta di servizi coerente alla domanda.

Uno dei primi atti, quasi a segnare l’attenzione al ruolo della componente studentesca, è stata l’istituzione di un “Tavolo tecnico per i servizi agli studenti”, costituito su base paritetica, cui è demandato il compito di avanzare proposte di miglioramento dei servizi e della comunicazione, di potenziamento dei meccanismi di inclusione, di premialità, nonché del senso di appartenenza alla comunità accademica.
La parte più impegnativa del disegno programmatico che anima il nuovo Rettore è rivolto a due aspetti particolarmente critici: la disponibilità di residenze e posti letto a prezzi accessibili, criticità legata sia al notevole incremento degli studenti fuori sede sia alle scelte di orientare molti alloggi cittadini ad uso turistico; la necessità di ampliare ed adeguare le strutture didattiche e di ricerca di alcuni Dipartimenti.
“L’obiettivo nel corso del mio mandato, ambizioso ma raggiungibile, – ha affermato il Rettore Carlo Adolfo Porro – è mettere a disposizione di studenti e docenti e, per alcuni edifici, della cittadinanza almeno una nuova struttura per anno a partire dal 2021. Tuttavia, per rinnovare adeguatamente le strutture edilizie di Unimore sarà indispensabile la collaborazione con le autorità civili e religiose, le associazioni di categoria, le aziende sanitarie, le fondazioni di origine bancaria e non del territorio, i privati. Con tutti questi soggetti è in atto un fruttuoso dialogo”.
Un secondo obiettivo particolarmente rilevante sul fronte della formazione è quello di incrementare il numero di Laureati e Laureate, in grado di trasferire e condividere sapere e creare innovazione.

“Per raggiungere tale obiettivo, certamente funzionale alle esigenze del territorio, è essenziale – ha affermato il Rettore – la qualità del percorso formativo, inteso come ricchezza culturale ed efficienza didattica e come capacità di ridurre gli abbandoni”.

La cerimonia si è aperta alle 10.30 con l’inno degli universitari, il Gaudeamus Igitur.
Dopo il discorso del Rettore, la prima a prendere la parola è stata la Presidente della Conferenza degli Studenti, Laura Simoni, che ha fatto un forte richiamo per la liberazione dello studente egiziano Patrick Zaky. A proposito della pandemia ha sottolineato come “Da questa emergenza abbiamo potuto comprendere l’importanza di investire nell’istruzione universitaria, insieme a tanti altri fondamentali ambiti come l’ambiente, che purtroppo, fino ad ora, non sono stati la priorità; è perciò fondamentale che insieme, docenti e studenti, collaborino perché la situazione attuale cambi.
Perciò è nata una piattaforma, ideata dagli stessi ragazzi, che ha preso il nome “MoRe Green”, il
cui scopo principale è apportare significativi cambiamenti nella gestione della nostra università come distributori di acqua potabile e cestini per la raccolta differenziata; in questi mesi è stato possibile vedere i primi risultati ma la strada da percorrere è ancora tanta”.

Da lei, infine, l’invito a “cambiare la prospettiva con la quale ci approcciamo all’emergenza per vederla non solo come un male ma anche come un’opportunità: un’importantissima occasione di ripartenza, attraverso la quale tracciare una riga sugli errori del passato, per gettare le basi utili alla costruzione di un nuovo presente/futuro in un’ottica di resilienza”.

Quindi, è stata la volta del dott. Giacomo Guaraldi, Presidente della Consulta del Personale Tecnico Amministrativo, che ha ricordato come da un recente questionario tra i colleghi sia emersa “prima fra tutte la necessità di una formazione continua (oggi si parla di “longlife learning”) che possa implementare le competenze dei singoli e permettere loro di erogare servizi di maggiore qualità. In particolare è emerso il desiderio di poter acquisire competenze più trasversali di tipo informatico e linguistico”.

Nel suo intervento il Prorettore per la sede d’Ateneo di Reggio Emilia, prof. Giovanni Verzellesi, ha messo in evidenza le “importanti azioni intraprese dall’Ateneo negli ambiti della programmazione, valutazione e finanziamento della ricerca di ateneo e dell’internazionalizzazione”, come le “Linee di indirizzo di ateneo per la ricerca”. “Con tale documento – ha aggiunto – si fornisce la cornice generale per la politica di Unimore sulla ricerca, con riferimento alla quale potranno essere successivamente declinati gli obiettivi strategici e le azioni specifiche”.
Un secondo punto riguarda l’istituzione dell’Osservatorio della ricerca di Unimore, attraverso il quale ci si propone di elaborare proposte su criteri e indicatori condivisi, utili per la valutazione della ricerca rendendo possibile anche il confronto tra diverse aree disciplinari.
Un terzo punto di attenzione attiene al programma triennale “Per una ricerca di qualità internazionale”, presentato in febbraio al Ministero dell’Università e Ricerca, che si prefigge di migliorare principalmente due obiettivi: “Ricerca, trasferimento tecnologico e di conoscenza” e “Internazionalizzazione”.
Infine, un quarto, e ultimo punto, si riferisce al Fondo di Ateneo per la Ricerca (FAR), che in accordo col programma del Rettore, è stato incrementato da 1,2 M€ (2019) a 1,5 M€ (2020) con un aumento del 25%.
Il prof. Gianluca Marchi, Prorettore vicario, invece si è soffermato su due temi: “il primo riguarda il fronte interno, ed in particolare il processo in atto di valutazione del sistema organizzativo di ateneo; il secondo è relativo ad un aspetto cruciale dei rapporti con l’esterno dell’Università, il tema della terza missione”.
Sul fronte dell’organizzazione interna, la novità più importante riguarda l’istituzione di una Commissione di studio sul sistema organizzativo Unimore, che ha il compito di procedere all’esame del sistema organizzativo dell’Ateneo ed elaborare proposte di semplificazione e razionalizzazione, esaminando gli aspetti strutturali e funzionali dell’organizzazione.
“Negli ultimi anni, – ha poi ricordato il prof. Gianluca Marchi – la sensibilità rispetto ai temi di terza missione è certamente andata accrescendosi nel nostro Ateneo”. Lo sforzo – si è ricordato – è stato fatto con riferimento alle attività di valorizzazione della ricerca, alle forme relativamente più nuove dell’imprenditorialità accademica (sono state attivate e incubate 35 imprese), alle azioni di supporto alla imprenditoria giovanile (dal 2018 ad oggi, sono stati impegnati circa 500 studenti in programmi di formazione imprenditoriale, con il coinvolgimento di più di 60 imprese) e all’impegno profuso nel public engagement, cioè nei processi di trasferimento della conoscenza verso i tanti pubblici esterni che oggi vedono nell’università un punto di riferimento in tema di salute pubblica, sostenibilità ambientale, innovazione sociale, digitalizzazione.
“Sebbene un pezzo di strada sia stato fatto – ha concluso Gianluca Marchi -, abbiamo davanti importanti sfide per migliorare nel prossimo futuro la nostra capacità di fare terza missione. Ne voglio ricordare due. La prima sfida riguarda l’emergenza sanitaria e il ruolo che le iniziative di terza missione potranno avere nel promuovere azioni finalizzate alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie e all’innovazione nel campo della tutela della salute e del benessere. Per non parlare di quanto si dovrà fare nella post- emergenza in ambito tecnologico, economico, sociale, culturale. La seconda sfida riguarda la nostra capacità di progettare e svolgere le attività di terza missione in dialogo e collaborazione con il territorio in cui viviamo”.
Al termine della cerimonia l’Ateneo si è unito alle 12.00 al minuto di silenzio e raccoglimento promosso dalle Amministrazioni comunali aderenti ad ANCI per ricordare i morti da Corona Virus.

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