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Giallo a Mirandola: da dove vengono e dove sono finite quelle mascherine con il logo del Comune?

MIRANDOLA – Le foto ci sono, hanno girato e non sono un fake. Mostrano due scatoloni pieni di mascherine già imbustate e inscatolate, con la scritta “Comune di Mirandola”, pronte per essere distribuite: spariti nel nulla. Ma con il Comune di Mirandola – parola di assessore-  non c’entrano nulla. E il mistero si infittise: chi le ha fatte? A chi dovevano essere distribuite?

Eppure l’idea di fare delle macherine con il logo di Mirandola era nata proprio nel palazzo comunale, dove ora si afferma che di quella che appare come una vera e propria concretizzazione dell’idea loro non sanno niente. Ma guardiamo i fatti.
Era il 27 Aprile quando la giunta di Mirandola, con la delibera di Giunta comunale n° 41 (qui la sezione sul sito del comune  dove scaricarla) decideva di prelevare 15.000 euro dal fondo di riserva ordinario e di destinarli a spese legate all’emergenza generata dal virus COVID-19, nello specifico all’acquisto di mascherine, in modo da integrare le 10.750 inviate dalla regione Emilia Romagna nella prima metà del mese.
Queste mascherine, secondo la suddetta delibera, dovevano essere di materiale lavabile e recare il logo del comune e la scritta “Comune di Mirandola, città dal 1957”.
Ad oggi di queste mascherine di cui si parla nella delibera non abbiamo ancora visto nulla e l’assessore alle politiche economiche e benessere sociale Giuseppe Forte, interrogato in merito ad esse dalla consigliera Donati del PD durante il consiglio comunale di Lunedì 18 Maggio, ha dichiarato: “la gara su MEPA (il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) fatta per realizzarle è andata deserta, le mascherine non le abbiamo”.
Se non che.
Se non che intorno al 9 di Maggio sono circolate sui social delle foto (vedi sotto) di alcuni cartoni pieni di mascherine lavabili recanti il logo del comune di Mirandola, già pronte, imbustate e corredate con quello che sembra un foglio di istruzioni.

(l’articolo prosegue dopo le immagini)

 

Le domande sorgono spontanee: chi ha realizzato, imbustato e pagato queste mascherine, e dove sono finite? Dalle foto, che mostrano due cartoni pieni, si evince che non si tratta di un campione di prova, ma di almeno un migliaio o due di pezzi. Se il comune, come dichiarato dall’assessore Forte, non ha conferito ad alcuna ditta l’incarico di realizzarle, come mai queste recano lo stemma di Mirandola (ricordiamo che usare il logo di un comune senza autorizzazione comporta una violazione del codice civile). Queste domande non possono che delineare i contorni di quello che sembra un piccolo giallo, ma sopratutto (e purtroppo) anche un notevole spreco: se delle mascherine funzionanti e già pronte alla distribuzione sono state lasciate dentro a dei cartoni in chissà quale magazzino, invece che venire distribuite alla popolazione, di certo ci abbiamo perso tutti.

Le domande le abbiamo girate all’assessore Giuseppe Forte,che ha stretto giro ci ha risposto:

“Anzitutto ringrazio per la puntualità con cui viene sollecitata una risposta in merito ad una questione sicuramente degna di delucidazioni, in particolar modo verso i cittadini. Mi preme, prima di tutto, ribadire nuovamente quanto già esposto in occasione del Consiglio comunale del 18 maggio scorso, in risposta a precisa domanda avanzata dalla Consigliera Francesca Donati.. E cioè che “la gara sul MEPA (il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) fatta per realizzare le mascherine è andata deserta, in quanto l’unica offerta presentata non risultava rispondente ai requisiti richiesti”. Pertanto non è stato adottato alcun atto di affidamento riguardo alla fornitura delle mascherine, non è stato assunto alcun impegno di spesa, non è stato inviato alcun ordinativo a qualsivoglia ditta.

Rispetto alla circolazione sui social di immagini in cui sono presenti scatole contenti mascherine recanti il logo del Comune di Mirandola, non abbiamo alcuna notizia al riguardo: ovviamente sarà nostra cura vigiliare affinché non vi siano comportamenti tali da creare danni all’Ente.

Doverosa una precisazione riguardo ai mezzi di informazione ed alle notizie in essi pubblicati. Il Comune, voglio ribadirlo, ha i suoi canali istituzionali sulle piattaforme social – su Facebook, “Mirandola Città dal 1597”, su Youtube “Comune di Mirandola”, su Telegram “ComuneDiMirandola” – con cui comunica in modo ufficiale le proprie disposizioni ed azioni, oltre al sito web www.comunedimirandola.mo.it, aggiornato giornalmente. Canali e piattaforme in cui le notizie riportate sono verificate dal Comune stesso prima della loro divulgazione.”

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