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Otto anni fa il sisma, oggi il Coronavirus: la Bassa tiene botta – I DATI DELLA RICOSTRUZIONE

A chi gli chiede una stima per dare completata la ricostruzione, Bonaccini risponde che per il dceennale, nel 2022, “Mi aspetto sia stato grossomodo completato, resterà forse qualcosina. Ma siamo molto avanti: questa ricostruzione, come ha ricordato il presidente della repubblica Sergio Mattarella verrà annoverata tra quelle esemplari”.

Il completamento della ricostruzione post sisma è ormai vicino, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus abbia rallentato il cammino. Anzi, quando il lockdown fermava gli ultimi cantieri, proprio dal distretto biomedicale modenese, fra i più avanzati nel mondo e capace di rialzarsi in pochissimo tempo dopo le scosse del maggio 2012, sono arrivati messaggi di speranza e reazione più forti del virus. Le aziende del settore biomedicale non hanno mai fermato le produzioni e, in massima sicurezza sanitaria, hanno saputo mettersi a disposizione dell’Emilia-Romagna e dell’Italia intera per la produzione di macchinari per la respirazione extracorporea, dando risposta alle esigenze del sistema sanitario. Al contempo, il Tecnopolo di scienze della vita di Mirandola è diventato, assieme all’Università di Bologna, laboratorio di riferimento per testare e certificare i dispositivi di protezione individuale, per rispondere rapidamente alle richieste delle imprese che avevano riconvertito la propria produzione.

La commemorazione arriva mentre stiamo affrontando la pandemia del Coronavirus. E quanto accaduto allora con la ricostruzione post sisma viene preso ad esempio della capacità di reazione e di ripresa di noi emiliani, pur con il lutto nel cuore per quanti non ce l’hanno fatta, oggi come ieri. L’esperienza del terremoto tanto ci ha insegnato, e possiamo portarla anche in questa occasione. Non si può riparare solo alla vita delle persone che non ci sono più, il primo pensiero è andato a loro e alle loro famiglie, tutto il resto è nella nostra disponibilità e può dipendere da noi. E’ stato cosi col il terremoto e così è ora, bisogna rimboccarsi le maniche”, commenta il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi esordendo nella conferenza stampa di presentazione del bilancio della ricostruzione che ha fatto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini

Per quanto riguarda l’attività di ricostruzione, per sostenere le imprese impegnate nei lavori fermate dalla pandemia, ma anche Comuni e cittadini, il Commissario alla ricostruzione e presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha adottato, condividendole con enti locali e parti sociali, specifiche misure per garantire più tempo e maggiore liquiditàrinviando le scadenzeanticipando i pagamenti e prorogando i termini per chiudere gli interventi e, quindi, non perdere i contributi.

Otto anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012 (che investirono le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, colpendo 54 comuni e i 4 capoluoghi, causando 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e circa 13 miliardi di danni), i numeri descrivono una ricostruzione alle battute finali. Fotografia della situazione che è stata condivisa dal presidente Bonaccini e dal Sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, con i sindaci in occasione del Comitato istituzionale e di indirizzo tenutosi questa mattina a Bologna.

In circa la metà dei Comuni la ricostruzione è stata completata del tutto e oggi il cratere ristretto ne conta trenta. Il 95% di cittadini e famiglie sono rientrati nelle proprie case. Gli edifici ripristinati sono 7.600, per circa 16 mila abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili, oltre a 5.400 piccole attività economiche.

Dal 2012 a oggi sono stati concessi complessivamente contributi per 6,4 miliardi di euro, di cui 4,9 già liquidati, erogati alle persone alle imprese: 1,5 miliardi solo nell’ultimo anno. Nel dettaglio, per la ricostruzione delle abitazioni le concessioni di contributi (attraverso la piattaforma informatica Mude) hanno toccato quota 3 miliardi di euro di cui liquidati oltre 2,4 miliardi, circa l’80% dei contributi concessi. Mentre per la ricostruzione delle attività produttive le concessioni di contributo concluse (sulla piattaforma informatica Sfinge) sono state pari a 1,9 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi liquidati, l’84% dei contributi concessi: 2.663 interventi completati.

Nella ricostruzione pubblica sono 1.656 i progetti di recupero finanziati per un totale di 1,405 miliardi di euro: 527 cantieri conclusi (212 milioni di euro) e 669 cantieri in corso (613 milioni), aperti soprattutto nell’ultimo periodo quando è stata decisa l’accelerazione su edifici pubblici, patrimonio storico e culturale, chiese e centri storici, l’ultimo importante tassello dopo aver praticamente chiuso la ricostruzione privata (abitazioni e imprese) e quella delle scuole, fissate all’inizio come prioritarie.

“Alla vigilia dell’ottavo anniversario di quella drammatica, prima scossa del 20 maggio 2012 – afferma il presidente Bonaccini– voglio ricordare coloro che hanno perso la vita: ci stringiamo ai loro cari, così come a chiunque abbia sofferto, a iniziare dai tanti che rimasero feriti. Anche questi territori- prosegue- dopo soli otto anni si sono ritrovati a dover fare i conti con un’emergenza sanitaria senza precedenti. Ma qui tutti – donne e uomini, imprese, lavoratori – hanno dimostrato ancora una volta di saper affrontare i momenti più difficili, mettendo forza d’animo, conoscenze e professionalità al servizio dell’intera comunità regionale e del Paese. Anche grazie a fabbriche, laboratori e infrastrutture ricostruite in soli otto anni. Ancor di più adesso ci rimboccheremo le maniche, insieme, per completare definitivamente la ricostruzione nell’arco dei prossimi tre anni, con interventi per 2,2 miliardi di euro. Investimenti pubblici e cofinanziamenti privati che contribuiranno a far ripartire l’Emilia-Romagna, recuperando e creando nuovi posti di lavoro attraverso un modello di crescita che sia sostenibile. Ma così come è successo nelle aree colpite dal sisma, ne uscirà una regione ancora più forte e più bella”.

“Ho detto ai sindaci colpiti dal terremoto del 2012, quelli più vicini all’epicentro, che abbiamo riunito questa mattina, una trentina, rispetto ai 59 iniziali, perchè per gli altri la ricostruzione è già completata, che quando tra 2 anni sarà il decennale, mi aspetto di aver pressoché completato” tutti i lavori. Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nel corso di una videoconferenza per fare il bilancio della ricostruzione a otto anni dal terremoto che, il 20 e 29 maggio 2012, ha colpito l’Emilia investendo in particolare le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna.
Quello tra Bonaccini e i sindaci del sisma, è stato “un incontro per la prima volta dal vivo da quando c’è stata l’emergenza Covid – ha spiegato il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Davide Baruffi – che abbiamo fatto in una sala che può contenere oltre 100 persone.
E’ un bel segnale”.

 

La ricostruzione in sintesi

Abitazioni
Gli edifici completati sono 7.600, per circa 16 mila abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo
agibili e 5.400 piccole attività economiche. I termini per il deposito delle domande è ormai
concluso e la situazione vede il 98% della ricostruzione leggera completato, così come il 76% di
quella pesante. Complessivamente, sono state completate 9.607 ordinanze di concessione di
contributi sulle 10.007 presentate ai Comuni, pari al 96%. Ancora aperti i termini per il deposito
delle domande di contributo per la ricostruzione delle pertinenze.
Per la ricostruzione delle abitazioni e delle piccole attività economiche, il totale dei contributi
concessi ammonta a 3 miliardi, di cui già liquidati 2,4 miliardi.

Assistenza alla popolazione
Quasi il 95% di cittadini e famiglie sono rientrati nelle proprie case. Infatti, degli oltre 16.500
assistiti nel 2012 dopo le scosse, beneficiano delle misure di aiuto previste nel percorso di rientro
(collocazione in altra abitazione o sostegno all’affitto) poco più di 1.000 nuclei familiari, il 90% dei
quali ha subìto un danno pesante alla propria abitazione.

Attività produttive
Per la ricostruzione produttiva (industria, agricoltura e commercio), le domande di contributo
approvate sono 3.497, per un totale di 1,9 miliardi di euro concessi di cui 1,6 già liquidati. I
progetti conclusi sono 2.663, circa otto su dieci. A questi si aggiungono 5.400 attività
economiche e commerciali ripristinate, dai negozi alle botteghe artigiane, collegate alle
abitazioni. Inoltre, per la messa in sicurezza degli immobili produttivi, i capannoni, sono stati
concessi contributi, con fondi messi a disposizione dall’Inail, per circa 63 milioni di euro a 1.573
imprese, di cui oltre il 76% è già stato liquidato.
Con le misure per progetti di ricerca e innovazione di piccole e medie imprese e per
le startup nell’area del “cratere ristretto” sono stati stanziati, solo nel del 2019, 6 milioni di euro.
Opere pubbliche e dei beni culturali
Per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali le risorse totali messe in campo,
comprensive dei cofinanziamenti disponibili, ammontano a 1 miliardo e 405 milioni di euro. La
gran parte, quasi un miliardo (957 milioni), proveniente dai fondi del Commissario delegato e
assegnata ai singoli interventi tramite i Piani attuativi annuali; 37,6 milioni a interventi di ripristino
di chiese e scuole, attraverso due specifiche ordinanze. Gli altri 449 milioni sono coperti da cofinanziamenti provenienti da donazioni private (sms, concerto Campovolo), fondi e donazioni propri degli enti attuatori e rimborsi assicurativi. In totale, gli interventi finanziati sono 1.656.

Centri storici
Per la rinascita dei centri storici ricompresi nel perimetro del “cratere ristretto”, in aggiunta a 18
milioni erogati dalla Regione nel 2018 attraverso il Programma speciale d’Area, sono state
stanziati ulteriori 30 milioni: i comuni interessati dall’ordinanza hanno già individuato, e inviato al
Servizio tecnico, le priorità progettuali cui destinare tali risorse e sono stati concessi circa 800 mila
euro ai Comuni che hanno inviato la progettazione esecutiva.
Inoltre, per favorire il ripopolamento e la rivitalizzazione delle aree dei centri storici dei 30 comuni
del cratere ristretto sono stati inizialmente stanziati 35 milioni a cui ne sono stati aggiunti altri 14
milioni a fronte delle numerose richieste avanzate. I progetti sin qui presentati sono stati 871, di
questi 656 sono già stati finanziati con 39 milioni a sostegno interventi previsti del valore di 56
milioni.

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