Fico della Mirandola, il caso della pagina satirica arriva in Consiglio comunale. Lunedì pomeriggio è stata presentata una interpellanza dei partiti di opposizione per avere chiarimenti su una presunta attività investigativa della Polizia Municipale finalizzata all’identificazione di autori di contenuti satirici pubblicati su Facebook. Adesso la Giunta, in particolare l’assessore di riferimento, Marco Donnarumma, o la sindaca, si aspetta rispondano, magari per il prossimo Consiglio comunale la cui seduta è in programma per il 30 marzo. 

Nel testo dell’interpellanza firmata da Mirandola 50mila e PD Mirandola, Giorgio Siena ed Anna Greco si legge che

 

Risulta agli scriventi che diversi cittadini mirandolesi sarebbero stati convocati dalla Polizia Locale di Mirandola per fornire informazioni inerenti a una pagina social di satira locale e che agli stessi sarebbe stato richiesto di fornire indicazioni sulla stesura della pagina e sulla identità del titolare della pagina stessa.

 

Poiché da quanto ci risulta il tono delle domande e la loro formulazione parrebbe configurare una reazione oppositiva al carattere ironico/satirico della pagina,

 

si interpella il Sindaco e la Giunta

 

al fine di avere chiarimenti e informazioni precise sulla azione stessa e in particolare:

 

Se corrisponda al vero che la Polizia Municipale di Mirandola abbia svolto, stia svolgendo o abbia ricevuto disposizioni per svolgere qualsivoglia attività — in forma ufficiale o informale — volta a identificare la persona fisica autore di contenuti satirici pubblicati su Facebook.

E ancora:

 

Qualora l’indagine non sia stata disposta dalla autorità giudiziaria, si chiede all’Amministrazione a quale titolo la stessa possa disporre una qualsivoglia identificazione di autori di pagine satiriche.

 

Gli scriventi esprimono il rispetto assoluto verso le competenze del corpo di Polizia Locale nel caso vi fossero notizie di reato con richiesta sovraordinata di indagine, ma in caso contrario chiedono chiarezza su azioni che possono far pensare a una forma di intimidazione, o compressione della libertà di espressione per condizionare una legittima manifestazione di critica alla Amministrazione Comunale che opera per conto dei cittadini di Mirandola e con mandato pro-tempore.