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Ricerca sulle microplastiche nelle grotte inesplorate, tra gli autori un ricercatore di Mirandola
MIRANDOLA – Recenti studi scientifici pubblicati su riviste internazionali hanno evidenziato la presenza di microplastiche in grotte carsiche profonde collegate al sistema del fiume Timavo, uno dei principali sistemi idrici sotterranei dell’area alpino-dinarica. La ricerca dimostra che anche ambienti estremi e mai frequentati dall’uomo non sono isolati dall’inquinamento antropico. I campionamenti sono stati effettuati in contesti raramente accessibili, tra cui la Caverna Maucci, raggiungibile esclusivamente tramite speleosubacquea, e la grotta Luftloch, scoperta solo recentemente dopo decenni di esplorazioni. In entrambi i casi, i campioni sono stati raccolti nelle primissime fasi di accesso umano. Le analisi confermano che la contaminazione può essere trasportata attraverso i sistemi idrici sotterranei, indipendentemente dalla presenza diretta dell’uomo, e mostrano una forte variabilità spaziale anche su brevi distanze.
Lo studio è stato condotto da Raffaele Bruschi, originario di Mirandola e attualmente ricercatore dell’Università di Trieste e responsabile dei campionamenti e delle analisi. Un secondo lavoro, di carattere metodologico, sviluppato in collaborazione con Manuela Piccardo, affronta le strategie necessarie per studiare correttamente ambienti sotterranei altamente eterogenei. Le ricerche sono state realizzate dall’Università di Trieste, in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia, il comune di Trieste e il Bioscience Research Center, centro specializzato per le analisi sulle microplastiche. Uno dei due studi è dedicato alla memoria di Patrice Cabanel, speleosub esperto che ha contribuito in modo determinante al raggiungimento della Caverna Maucci.









































