movimento regolamento“Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune per il quale intende avanzare la propria candidatura. Per le elezioni comunali dei capoluoghi di provincia, i candidati potranno risiedere in uno dei comuni appartenenti a quella provincia, ad eccezione del capolista”. E’ perentorio questo punto nell’elenco dei requisiti che Beppe Grillo ha dettato sul web tra le norme per certificare le liste Cinque Stelle in tutte le città in cui si tengono le elezioni. I candidati devono tassativamente risiedere dove corrono, una imposizione che è proprio al posto dei requisiti richiesti affinchè un gruppo di candidati possa usare simbolo e nome del movimento fondato da Grillo.

Ma a San Felice sul Panaro la lista che si rifa espressamente al Movimento Cinque Stelle candida ben 3 persone non residenti in questo Comune su 15 aspiranti consiglieri. Due donne e un uomo che non risultano iscritti all’Anagrafe Comunale.

Il caso ce lo segnala un lettore, noi abbiamo verificato ed effettivamente le cose stanno così. Non è un problema che pregiudica la partecipazione alle elezioni, ci mancherebbe, è un regolamento interno e basta. A dirla tutta, se questo gruppo di cittadini ufficialmente non è una  lista espressione del Movimento Cinque Stelle per i noti motivi, men che meno dovrebbero seguire regolamenti interni di un partito di cui non fanno formalmente parte.

Ma la questione rimane, perché la lista che sostiene Massimiliano Fortini è di fatto voce dei Cinque Stelle in città, si accredita su questo in ogni occasione e placet autorevoli dei parlamentari sono sufficienti a chiarire che Movimento sono a tutti gli effetti. Per cui derogare su questo principio così importante come la residenza suscita perplessità.
Un principio, peraltro, che Grillo mette come requisito essenziale e inderogabile per certificare le sue liste, che è prima di ogni altro impegno che riguarda il mandato o il programma elettorale.

Invece a San Felice 3 candidati pentastellati su 15 non hanno la residenza qui: il 20% della lista non risponde ai requisiti richiesti da Grillo.

 

La replica: “Ma così fan tutti”