Dare del “compagno” al vescovo è reato. Risarcito Monsignor Castellucci. Monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, nonché vicepresidente della CEI e referente del Comitato nazionale per il Cammino sinodale, era stato oggetto di un duro attacco attraverso un articolo pubblicato su un quotidiano nazionale. La vicenda non si è esaurita a livello mediatico, ma è arrivata nelle aule di tribunale: l’Arcidiocesi di Modena ha infatti reso noto che il giudice ha riconosciuto come diffamatorio quel testo, condannando giornalista ed editore.

Anche l’Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha riportato, facendo riferimento al sito diocesano modenese, che il Tribunale di Modena ha accertato la natura lesiva dell’articolo intitolato “Il compagno monsignor Castellucci rivendica i maxi-bonifici a Casarini”.

Secondo quanto chiarito dall’Arcidiocesi, il pezzo conteneva un’affermazione falsa: si sosteneva che Castellucci avesse firmato un editoriale su L’Unità l’8 dicembre 2023. In realtà, il quotidiano aveva soltanto ripreso – senza informare preventivamente il vescovo – una nota pubblicata il giorno precedente sul sito dell’Arcidiocesi, relativa alla gestione delle somme destinate alla carità episcopale.

Il tribunale ha ritenuto quindi lesivo l’attribuire al presule etichette come “comunista” o “compagno”, riconoscendone la natura diffamatoria. La sentenza prevede che editore e direttore del giornale risarciscano l’Arcivescovo e l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, che hanno annunciato di destinare l’intero importo ottenuto a iniziative caritative e di sostegno sociale.