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Mirandola, da ottobre la scuola di specializzazione sul biomedicale

unnamedPresentato a Mirandola, nel corso di un dibattito promosso dall’associazione Amici di Mirandola (in foto) l’Istituto Tecnico Superiore, biennio di specializzazione sul biomedicale che partirà a ottobre connettendo scuole ed aziende del territorio.

L’ITS nasce in seguito alla proposta che Democenter e l’Ateneo modenese hanno avanzato alla Regione che ha reso possibile la costituzione di una Fondazione cui partecipano i Comuni dell’ Area Nord, imprese del settore biomedicale, istituti tecnici di istruzione secondaria, centri di formazione ed enti di ricerca.

La Fondazione, alla stregua di esperienze in atto in altre province, promuoverà la diffusione della cultura tecnica e scientifica attraverso la realizzazione delle attività formative in riferimento al settore biomedicale.

unnamed (1)Le lezioni dell’ITS si svolgeranno presso le sedi del “Galilei” di Mirandola, del nascituro Tecnopolo, del Laboratorio Campus del “Luosi” di Mirandola e presso le industrie del Biomedicale che ospiteranno gli studenti in stage.

Il corso sarà aperto a 20/25 studenti provenienti dall’ area Nord della provincia e da tutta Italia, che dopo essersi diplomati, potranno svolgere un biennio che prevede un perfezionamento con stage in azienda e lezioni tenute sia da docenti universitari che da insegnanti di istituti superiori.

L’ITS, integrato al Tecnopolo, nasce come sintesi tra scuola e aziende con lo scopo principale di recepire le esigenze delle imprese del territorio e predisporrà percorsi di formazione pensati per creare le figure professionali richieste.

Gli obiettivi sono:

  • fornire agli studenti un’importante occasione di trovare subito un lavoro al termine del corso;
  • contribuire a radicare la presenza del biomedicale sul territorio preparando il personale altamente specializzato richiesto.

La ricostruzione post terremoto passa anche dalla specializzazione professionale. La formazione tecnica è fondamentale per il futuro del nostro territorio. Occorre valorizzare tale opportunità e riempirla di validi contenuti che facciano emergere capacità e competenze dei nostri giovani, appunto specialisti del futuro.

L’Its nasce in seguito alla proposta che Democenter e l’Ateneo di Modena hanno avanzato alla Regione, che ha reso possibile la creazione di una Fondazione a cui partecipano comuni dell’Area Nord, imprese del biomedicale, istituti tecnici ed enti di ricerca.

Non è la prima volta che in Emilia Romagna si attua un progetto simile (altre esperienze si sono avute a Parma, Bologna, Ferrara). La novità è che per la prima volta un simile corso non è istituito in un capoluogo, ma in provincia, a testimonianza dell’importanza industriale della Bassa.

Il progetto coinvolgerà 20-25 studenti diplomati provenienti dall’Area Nord e da tutt’Italia. Per loro sarà un’occasione per approfondire le proprie competenze con stage aziendali e lezioni insieme ad insegnanti universitari e delle superiori che si terranno presso il Galilei, il Tecnopolo, il Campus del Luosi e le imprese biomedicali della zona. Un consiglio d’amministrazione ed un comitato tecnico scientifico sono al lavoro per lo sviluppo del programma biennale e la selezione dei docenti universitari che prenderanno parte alle lezioni.

Il programma del biennio sarà deciso sulla base delle esigenze delle aziende. È certo che ai partecipanti sarà richiesta una notevole competenza nelle lingue straniere, in particolare nell’inglese. Negli istituti già si pensa ad inserire anche l’apprendimento di una seconda lingua. La Regione finanzierà l’Its per almeno due anni con i fondi già dedicati al maxi-progetto del Tecnopolo. Se il livello qualitativo del corso rimarrà elevato l’esperienza si potrebbe ripetere. Per i giovani sarà una bella opportunità per trovare subito un lavoro e per la comunità rappresenterà un’occasione per radicare ancora di più il biomedicale sul territorio. Se n’è parlato ad un incontro organizzato venerdì dall’Associazione Civica “I Mirandolesi”, in collaborazione con il Comune e la Regione.

«Se si è raggiunto questo risultato dobbiamo ringraziare Democenter e la Regione», ha detto il promotore della serata Alberto Bergamini. Tra gli oltre 130 presenti c’era il “padre” del biomedicale della zona, Mario Veronesi: «Il mondo dell’industria è variegato – ha affermato – le multinazionali hanno bisogno di conoscenze molto specifiche, le piccole imprese invece necessitano di dipendenti con competenze più diffuse. Si tenga conto di questo nella scelta dei programmi».

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